Utente 377XXX
Circa una settimana fa, facendo esercizi da principiante agli anelli, alla fine dell'allenamento mi sono ritrovato, guardando il dorso della mano, con il mignolo dx divaricato dalle altre dita verso l'esterno e da allora non sono più in grado di chiuderlo verso l'anulare. Non ho subito nessun trauma ma penso che l'infortunio mi sia occorso nel momento in cui la routine prevedeva che rimanessi appeso per alcuni secondi a braccia tese per tre volte consecutive: ho realizzato infatti in tale circostanza di tenere una presa non consona con un'eccessivo carico sull'avambraccio dx. Ogni altro movimento (pronazione, supinazione, flessione a chiudere il pugno o estensione di tutte le dita) mi è consentito senza alcun impedimento o dolore. Inoltre non ravviso nessuna diminuzione di forza nella presa né dolore. Semplicemente non riesco, per quanto mi sforzi, ad accostare il mignolo all'anulare sia che rivolga il palmo verso l'alto che verso il basso. Qualora mi aiuti con l'altra mano per effettuare il movimento, l'accostamento riesce senza dolore, ma appena rilasciato, il mignolo torna a divaricarsi. Non ho tumefazioni, gonfiore, formicolii o intorpidimenti. In generale tuttavia avverto una sensazione di "accorciamento" dei tessuti lungo il taglio della mano tra il mignolo stesso e il polso. Cosa è successo? Come devo procedere? Posso continuare a praticare sport visto che non accuso nessuna limitazione funzionale? Grazie
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

potrebbe solo aspettare e vedere cosa succede.

Può anche continuare a praticare sport, ma eviterei di sollecitare mano e polso in modo significativo.

Difficile dire cosa sia successo esattamente. Una delle cause (non traumatiche) di allontanamento tra 4° e 5° dito è la sofferenza del nervo ulnare, ma questa non compare improvvisamente e in genere si accompagna a formicolio delle ultime due dita.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 377XXX

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Gentile dott. grazie per la risposta. Sono in procinto di effettuare rx ed eco. Aggiungo un elemento che avevo omesso: 5 anni fa ho subito una frattura scomposta dell'omero dx con sindrome compartimentale e movimentazione del nervo radiale in occasione dell'intervento chirurgico di sistemazione dell'articolazione. Tuttavia ho recuperato la completa funzionalità dell'arto ormai da oltre 4 anni. Potrebbe cmq esserci una relazione quanto meno in termini di debolezza dei tessuti dell'arto nel loro complesso?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Non credo.
[#4] dopo  
Utente 377XXX

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Salve dottore ho effettuato eco. Non ho il referto con me ma provo a riassumere: l'eco evidenzia strutture muscolo-tendinee nella norma ma anche un accumulo adiposo in corrispondenza della eminenza ipotenar: l'ecografista ha sottolineato nell'esame la differenza rispetto all'altro arto su questo punto, concludendo con l'inciso "denervazione in atto?" (proprio con punto interrogativo). Mi ha poi illustrato a voce che in processi di denervazione l'adipe tende a sostituirsi al muscolo complicando la mobilità. Tuttavia ritiene che il processo sia graduale e non strettamente riconducibile ad un episodio traumatico, pur essendo indubbio che la fattispecie si sia manifestata proprio in corrispondenza dell'episodio da me illustrato all'inizio di questo post. Questa apparente contraddizione mi ha lasciato molto perplesso. L'esame si conclude consigliando una valutazione specialistica associata ad una elettromiografia che sono in procinto di effettuare. Dottore, le viene in mente una qualche interpretazione alla luce della sua esperienza? Ciò che mi preoccupa maggiormente è la possibilità che il fenomeno sia legato ad un processo degenerativo o cmq non strettamente riconducibile ad un infortunio. Nel frattempo la sintomatologia a distanza di 10 gg ca dal fatto non è cambiata: il dolore è assente ma il mignolo continua a non volersi accostare all'anulare. Grazie
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La mancanza di dolore non è affatto strana, anzi, mi meraviglierei del contrario.

Ciò che è strano, invece, è la mancanza di parestesie (formicolio) e ipo-estesia (riduzione della sensibilità), quasi sempre presenti in una sofferenza del nervo ulnare.

In ogni caso, l'EMG e l'ENG saranno molto utili a chiarire il quadro.
[#6] dopo  
Utente 377XXX

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Gentile dottore, lungi dal volermi sostituire ad un professionista che gratuitamente dedica il suo tempo a rispondere a noi utenti, volevo chiedere una sua opinione in merito ad una idea che mi sono formato sull'episodio se non altro perché altamente compatibile con la dinamica che ho descritto. A proposito di sofferenze del nervo ulnare di cui lei ha parlato ho letto del canale di guyon in corrispondenza del polso e di come uno schiacciamento del legamento che lo delimita potrebbe comportare una compressione del ramo del nervo ulnare che irradia proprio il mignolo. Dal momento che la posizione in questione è con ogni probabilità quella all'altezza del polso da cui passava l'anello al quale sono rimasto appeso con il peso di tutto il corpo in un primo tempo e poi mi sono trazionato continuando nella routine in un secondo tempo, mi chiedevo se ciò che mi è occorso, considerando poi l'interessamento del solo mignolo come sintomatologia, possa essere compatibile con questa fattispecie e, in tal caso, quali conseguenze potrebbero esserci soprattutto in relazione al tempo che nel frattempo trascorre rispetto agli ulteriori accertamenti che sono in procinto di effettuare. Mi interesserebbe infatti, scusi l'ovvietà, agire al meglio per il più pronto recupero. Grazie
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Potrebbe esserci una sfferenza del solo ramo motore, distalmente alla biforcazione, cioè a valle del canale di Guyon.

Nel canale, infatti, sono presenti entrambe le componenti: sensitiva e motoria.