Utente 181XXX
Gentili dottori, come potrete vedere dal mio storico, ho una purtroppo ormai lunga storia di prostatite alle spalle. Vi scrivo però in questo caso per chiedere delucidazioni su un sintomo nello specifico, che perdura ormai dalla fine della fase acuta della prostatite, ovvero da circa quattro anni.

In particolare da allora le mie erezioni sono sempre state "congestionate", con senso di otturazione, e quasi mai con completo senso di libertà. Le eiaculazioni anche danno la stessa sensazione, ovvero che che ci sia molto più liquido seminale che deve uscire ma non esce, con senso di otturazione appunto.

Questa sintomatologia si acuisce in particolare nelle erezioni mattutine, le quali, seppur presenti, sono molto diverse da quelle che avevo pre-prostatite, in quanto sono particolarmente congeste, non piacevoli, con sensazione di forte contrazione prostatica, tanto che lo stesso pene appare per niente rilassato e turgido e e curvo in maniera eccessiva (come se da dentro qualcosa "tirasse").

Tale sintomatologia si attenua durante le eccitazioni "auto indotte", mentre invece si ripresenta quasi uguale quando ho incontri con l'altro sesso, per la maggiore eccitazione (come se questa maggiore eccitazione "ingorgasse" tutto il sistema).

All'inizio del periodo di guarigione dalla prostatite acuta, pensavo che questa fosse una "fase" transitoria che sarebbe man a mano passata, per tornare ad una situazione di normalità, ma sono appunto ormai quattro anni che la situazione si è così stabilizzata.

Sicuramente la forte prostatite che ho avuto ha causato delle discrete (o importanti) calcificazioni prostatiche, questa sintomatologia può essere riferite a queste? E quindi non ho speranza di miglioramento?

Oppure può essere una situazione dovuta a altri fattori? Ho notato ad esempio che in momenti durante i quali sono particolarmente rilassato, la sintomatologia migliora, così come pure le eiaculazioni, che riescono a "uscire" quasi completamente... Può essere quindi una "contrattura" cronica di tipo ansioso? Le erezioni mattutine però riferiscono sempre la stessa spiacevole sensazione, anche in periodi di maggior rilassatezza (forse perché di notte vi sono più erezioni di seguito e il sistema si ingolfa di più?).

Potete darmi qualche delucidazione? Sono anni ormai che convivo con questi sintomi ma sono determinato a raggiungere la migliore "guarigione possibile" perché questa situazione sta influendo sulla mia vita ben più del dovuto ormai.

Grazie per l'attenzione.

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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

forse gli è già stato risposto, vista la complessità della sua situazione clinica che, per via telematica, difficile è "darle qualche delucidazione ...per raggiungere la migliore guarigione possibile", anzi è impossibile infatti, in questi casi, senza una valutazione clinica diretta, è impossibile formulare una risposta corretta, cioè capire la precisa causa del suo complesso problema e darle quindi una indicazione corretta su quali passi successivi fare sia a livello diagnostico ma soprattutto terapeutico.

Bisogna, a questo punto, consultare in diretta un esperto andrologo.

Un cordiale saluto.