Utente 405XXX
Buongiorno,
2 mesi fa sono caduto mentre ero in bicicletta e al pronto soccorso dopo una radiografia non mi hanno diagnosticato nessun tipo di lesione o frattura, solo una forte contusione tra la mano e il polso, molto generica, da curare con un ibuprofeno e del ghiaccio.
Dopo circa due settimane ho iniziato ad avvertire un forte dolore al polso da non poter flettere la mano o in fase di digitopressione, ho effettuato una ecografia e mi hanno diagnosticato:

-lo studio ecografico del polso destro non evidenzia formazioni cistiche paratendinee od artrogene né versamenti a livello dell'articolazione uno carica.
non interessamento infiammatorio del tendine estensore ulnare del carpo.
Si apprezza piccola area ipoecogena del diametro di mm2 contigua all'inserzione della fibrocartilagine triangolare come per scollamento parziale della stessa cn limitata componente fluida associata.

Dopo 2 settimane di attesa ho consultato uno specialista della mano che mi ha chiesto di immobilizzare la parte con un tutore per 4 settimane e di tornare il 23 marzo con una radiografia dei 2 polsi in posizioni diverse.
Ad oggi il dolore è sempre presente nonostante abbia utilizzato arcoxia 60mg per 8 gg.
Lavoro come pasticcere e vorrei semplicemente un consiglio su come agire, pensate che sia necessaria l'artroscopia? Diventerà cronica? A questo punto dopo 2 mesi inizio ad avere un po' di paura...

Grazie mille in anticipo e buona giornata..

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[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Non è possibile prevedere se sarà necessaria una artroscopia senza averLa visitata. È possibile che Le venga prescritta una artro- RMN per valutare con precisione il tipo di lesione, che potrebbe riguardare non solo la cartilagine triangolare anche alcuni piccoli legamenti delle ossa del carpo che partecipano a costituire il TFCC (Complesso della FibroCartilagine Triangolare). Tra 10 gg lo specialista Le potrà dare informazioni ben più specifiche di quelle che può ricevere qui da chi invece non L'ha visitata.
Cordiali saluti
Umberto Donati, MD
[#2] dopo  
Utente 405XXX

Iscritto dal 2016
Grazie mille della risposta...
Ecco il referto della mia risonanza magnetica, oggi andrò dallo specialista, ma non riesco proprio a decifrare nulla, ma mi ßembra che sia un po' tosta la cosa è per questo mi sto preoccupando...

Regolare ampiezza delle rime articolari esaminate; non segr di versamento intrarticolare.
Millimetrica alterazione degenerativa di aspetto geodico cistico è presente a livello dell'empifisi prossimale del II metacarpale sul versante dorsale. analoga millimetrica alterazione interessa la superficie articolare distale del capitato.
Leggera imbibizione edematosa a carico dell'uncinato e per il piramidale che mostra una irregolarità del profilo corticale lungo il profilo interno per millimetrico distacco osseo (6mm x 2mm).
Regolare ampiezza della rima articolare radio-carpica.
Leggera in omogeneità di segnale della tfcc nella porzione mediana quali verosimili esiti post traumatici.
Regolare il decorso delle strutture tendinee esaminate; non apprezzabili falde fluide peritendinee.

Detto questo... È proprio vero che dovrò abbandonare la mia amata bicicletta? Potrò ancora lavorare in pasticceria?? Cosa mi si prospetta per la mia vita futura? Dovrò davvero cambiare abitudini?

Grazie mille in anticipo per tutte le vostre risposte..
[#3] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Non è nemmeno pensabile che solo leggendo un referto RMN si possa esprimere un parere su un quadro clinico sconosciuto, senza vedere le immagini della RMN, senza sapere nulla della Sua sintomatologia (dire "forte dolore al polso" non fornisce nessuna informazione sulla reale sede del dolore, sulla sua tipologia, sulle sue caratteristiche, sulle modalità di insorgenza e di remissione, ecc.), ma soprattutto senza averLa visitata.
Il referto è poco decifrabile perché è rivolto non al paziente ma al medico che ha prescritto l'esame: infatti qualsiasi accertamento radiologico non serve MAI al paziente, che ovviamente non ha nessuna capacità di servirsene, ma serve SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al medico che l'ha prescritto, e MAI "tanto per vedere se c'è qualcosa", ma SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per confermare o escludere un'ipotesi diagnostica oppure per approfondire una diagnosi già fatta.
Se, come dice, va oggi stesso dallo specialista, avrà modo di porre a lui tutte le domande che vorrà,dopo che Le avrà spiegato qual è la situazione e cosa si dovrà fare per risolvere il problema. Lei chiede "dovrò davvero abbandonare la bicicletta? Dovrò davvero cambiare abitudini?" : dovrà chiederlo a chi Le ha prospettato queste possibilità, perché io non ne ho mai parlato. Se, dopo aver parlato con lo specialista avrà ancora dubbi potrebbe essere utile acquisire un secondo parere facendosi visitare da un altro ortopedico ancor più esperto del primo in chirurgia della mano, in un Centro di Chirurgia della Mano della Sua Regione o in una regione vicina, ad esempio al Policlinico di Modena. Può vedere qui i Centri di Riferimento per la Chirurgia della Mano. http://www.sicm.it/it/chirurghi-e-professionisti/centri/elenco-centri-mano-italia.html
Cordiali saluti
Umberto Donati, MD