Utente 406XXX
Salve, sono una ragazza di quasi 22 anni, sessualmente attiva da due. Da almeno sei anni soffro di perdite vaginali - a volte mucose, altre giallastre, a volte bianche o perlacee, spesso inodore, raramente presentanti cattivo odore -, prurito e bruciore, trattati in questi anni con diverse terapie a base di creme ovuli, lavande e antibiotici assunti per os, non tutti propriamente indicati, tanto che c'è chi dice che alcune delle cure prescrittemi hanno solo peggiorato la situazione. Ho consultato negli anni numerosi ginecologi e, soprattutto negli ultimi tre anni,mi sono sottoposta piu volte a tamponi vaginali, pap teste e visite ginecologiche (nonostante la prima volta che li ho fatti fossi ancora vergine), tutte negative per ogni tipo di infezione batterica, virale, di modificazione cellulare, solo e sempre flogosi (e questo prima di avere i primi rappoeti sessuali, perciò senza alcuna ragione apparente). Le cure sono andate avanti per cicli, durante i quali i disturbi scomparivano, dopo i quali ricomparivano, seppur in maniera più blanda. Sei mesi fa ho consultato l'ennesimo ginecologo, che, dopo una colposcopia, mi ha diagnosticato un ectropion cervicale e mi ha consigliato non più una terapia a base di ovuli e lavande, ma la diatermocoagulazione. Dal momento che il ginecologo suddetto dipende da un centro dermatologico privato e costoso a settanta km da casa mia (la visita é stata fatta nell'ambito di una campagna di prevenzione, perciò gratuita), ho preferito rivolgermi all'ASP vicino casa. Qui la ginecologa mi ha prescritto una terapia a base di deltavagin e cicatridina (un'altra!!!) e una rivalutazione a fine terapia. Sono giunta al quarto mese di terapia e non ho riscontrato alcun miglioramento rispetto a prima di intraprendere la suddetta, gli ovuli prescrittimi mi danno solo fastidio e il loro sciogliersi e colarmi ovunque mi dà solo prurito perianale e vulvare, le perdite sono comunque presenti dopo la cura e inoltre dubito di poter rimediare a un ectropion cervicale con degli ovuli che si fermano a metà vagina e possono solo scendere, sciogliendosi. Vorrei capire l'utilità del tutto, vorrei capire se la cura prescrittami dalla ginecologa dell'ASP sia un altro buco nell'acqua, conseguente al fatto che non si è resa granché conto dei disturbi (mi ha detto "io non vedo alcuna perdita") o solo propedeutica alla diatermocoagulazione. Solo nel caso in cui lq terapia sia propedeutica ho intenzione di continuarla, altrimenti vorrei direttamente ricorrere alla diatermo. Cosa mi consigliate? E potete spiegarmi quali sono i rischi, i giovamenti, gli effetti collaterali della diatermocoagulazione? Potrebbero manifestarsi recidive? É urgente 😞
[#1] dopo  
Dr. Nicola Blasi
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Gli aspetti clinici da valutare sono due:
1. ECTROPION (piaghetta)
2. eventuale vaginite ( CANDIDA; GARDNERELLA; TRICHOMONAS, COLI)
La valutazione colposcopica dell'estensione dell' ECTROPION è importante per valutare l'opportunità o meno di eseguire la DTC ("bruciatura") del collo uterino .
Se sono presenti (colposcopicamente) segni di guarigione si potrebbe pensare ad una guarigione spontanea con l'ausilio di spray o ovuli vaginali.
Le alterazioni dell'ambiente vaginale sono conseguenza della produzione eccessiva del muco cervicale che rende l'ambiente BASICO anziché ACIDO (importante per difendersi dalle infezioni vaginali) .
SALUTI
[#2] dopo  
Utente 406XXX

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Quindi Lei consiglia di sottopormi a un tampone e a una colposcopia prima di prendere qualsiasi decisione? Finora tutti i test effettuati sono stati negativi e i sintomi sono gli stessi di prima dell'inizio della terapia, ma, certo, non si sa mai...
[#3] dopo  
Dr. Nicola Blasi
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