Utente 405XXX
Gentili dottori,
ho 39 anni e sono un soggetto ansioso e da sempre tachicardico, ma tre anni fa cominciai ad avere episodi di tachicardia insostenibili (150 bpm e più), resistenti alle tutte le cure disponibili per l'ansia.
In pratica, dopo un episodio a 150 bpm, la mia frecuenza si stabilizzò sui 110 - 120, Ho eseguito quindi ecocardiodoppler dove non si è riscontrato nulla di eclatante (rigurgito mitrale minimo), prova dello sforzo (negativa per ischemia), esami della tiroide negativi.
In pratica sembra che non esista una causa a questa mia "nuova" tachicardia che riesco a controllare (battiti inferiori a 100 bpm, media 80), solo assumendo:
Nebivololo 5mg
Procoralan 5mg due volte al giorno.
Ma qual è la spiegazione a questo fenomeno?
La terapia è a vita?
Considerando che dovrò sottopormi ad un intervento di artrodesi posteriore per scoliosi, come riusciranno a controllarlo in fase intra e post-operatoria?
E' un fattore di rischio in più?
E' un ulteriore fattore di rischio per malattie cardiovascolari?
E soprattutto, questa terapia dovrò assumerla "de por vita"?

Scusate le molteplici domande, ma i dubbi mi tormentano.
Aggiungo che sono ancora in terapia per l'ansia.
Ringrazio chiunque sarà così cortese da rispondermi.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi, da lontano non è facile risponderle...posso solo dirle che non è preoccupante e che occorre stabilire se si tratta di vera tachicardia sinusale fisiologica o è una risposta del suo cuore a causa extracardiache o ancora se si tratti di un'aritmia...Forse un consulto con un aritmologo potrebbe esserle di aiuto.
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 405XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio infinitamente, provvederò appena possibile.