Utente 328XXX
Un sentito grazie a chi vorrà consigliarmi.
Ho 52 anni, peso 58 chili e sono alta 165 cm.
Ho un problema di ritorno venoso riscontrato con ecodoppler l'anno scorso:
Circolo venoso profondo pervio e continente bilateralmente ben attivabile alle manovre dinamiche.
Giunzioni safeno-femorali dilatate e continenti bilateralmente
Varicosi bilaterale di grande safena
A DX varice che dalla regione perineale raggiunge medialmente la grande safena al III medio di coscia. In sede posteriore ulteriore varice extrasafenica che scarica nella piccola safena al polpaccio.
A SN varici di coscia e di gamba con reflusso significativo in sede mediale di gamba.
Piccole safene non dilatate.
Assenza di segni di TVP e tromboflebite superficiale.

Faccio attività sportiva "normale" e cerco di camminare con una certa regolarità.

Ogni tanto mi fa male la gamba destra in corrispondenza dell'interno coscia (sede di varice).

Vorrei capire se:
1. devo intervenire chirurgicamente al fine di non peggiorare la situazione?
2. se si in cosa consisterebbe l'intervento?
3. se mi decidessi otterrei anche un miglioramento estetico? ho cellulite e grasso localizzati.

grazie ancora

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
lei sembrerebbe portatrice di varici degli arti inferiori alimentate da reflussi extrasafenici di origine pelvica, probabile esito di pregresse gravidanze.
L'indicazione chirurgica sembrerebbe inevitabile e, dando per scontata l'esattezza dei rilievi ecografici che riferisce, andrebbe presa in considerazione con la massima attenzione alla origine "atipica" delle sue varici, pena la possibile inefficacia del trattamento e comparsa di recidive.
La bonifica dell'insufficienza venosa consente talvolta miglioramento anche degli inestetismi riferibili alla pannicolopatia cellulitica, anche se trattamenti complementari e specifici dovranno probabilmente essere presi in considerazione.
Le accludo il link a un articolo che potrebbe esserLe utile:
http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-vascolare-e-angiologia/95-varicocele-pelvico-femminile-varici-vulvari-insufficienza-venosa.html
[#2] dopo  
Utente 328XXX

Iscritto dal 2013
Gent.mo Dr. Piscitelli, La ringrazio per il suo consulto veramente utile!
Le pongo ancora una domanda:
DEVO sottopormi all'intervento? o potrei anche scegliere di evitarlo?
Ha perfettamente ragione sull'origine. Quando ero incinta soffrivo di pubalgia e avevo una pancia molto sporgente così mi "consigliarono" di mettere una fascia per sostenere la pancia...evidente grave errore!
Non soffro di dolore cronico pelvico ma solo di stitichezza che riesco a controllare.

E eventualmente...dove si andrebbe ad intervenire? a livello coscia interna o a livello perineale?

Grazie ancora per la disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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L'indicazione ad una procedura non è purtroppo identificabile a distanza e dipende dalle manifestazioni cliniche e dall'entità dei sintomi connessi, nonché in questo caso da eventuali esigenze estetiche.

In linea di principio la malattia varicosa abbandonata a se stessa tende a peggiorare nel tempo, lasciando esposti a possibili complicazioni (varicoflebite, dermatiti, ulcerazioni, ecc).

Esistono diverse tecniche chirurgiche, ma in ogni caso l'eventuale programmazione di un intervento (ma anche di un trattamento scleroterapico) richiede una attenta mappatura preventiva dei "punti di fuga" da intercettare e interrompere, che nel Suo caso potrebbero essere, come ha giustamente intuito, anche in sedi atipiche. Questo si ottiene con un minuzioso studio ecocolordoppler preoperatorio e mi sembra che chi ha eseguito l'esame che ci riferisce abbia un'ottima competenza in tal senso.
[#4] dopo  
Utente 328XXX

Iscritto dal 2013
Grazie ancora dottore.
valuterò un'ulteriore visita dopo l'estate.
Cordialmente
Paola