Utente 404XXX
Buongiorno. Mia mamma, 78 anni, esegue visite cardiologiche ogni 4 mesi, ovviamente dietro indicazione del cardiologo. La diagnosi che leggo nell'ultimo referto è: "Cardio-aorto-sclerosi senile, ipertensiva. Reazione d'allarme. Ipotiroidismo". Come terapia vengono prescritti 4 farmaci (Forzaar, Lacirex, Tiklid, Provisacor). Aggiungo che mia mamma prende anche il Sereupin per problemi di ansia.
Recentemente il medico di base si è rifiutato di farle la prescrizione SSN per visita cardiologica, dicendo che dalla lettura del referto non risulta nessuna patologia e conseguentemente non può prescrivere controlli così ravvicinati. Ha suggerito quindi di aspettare.
Come al solito noi pazienti, imprigionati nel mezzo, rimaniamo con dubbi amletici riguardanti purtroppo la nostra salute. Chi ha ragione? Il cardiologo, il medico di base, o la Sanità pubblica? Si può allungare la frequenza dei controlli? Un medico di base può rifiutarsi di prescrivere una visita specialistica "suggerita", come in questo caso?
Grazie

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Dr. Mariano Rillo
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In effetti una rivalutazione cardiologica ogni 4 mesi nel caso in questione mi sembra eccessiva......
Comprendo che ciascuno di noi vorrebbe il massimo (ma non credo l'eccesso) per i nostri cari, ma occorre essere realisti e ottimizzare le risorse altrimenti il rischio è di non poter usufruire di interventi sanitari quando realmente ce n'è bisogno per "esaurimento" economico, come stà succedendo nel nostro SSN. Personalmente quindi ritengo che vada assicurato al cittadino l'intervento medico ogni qualvolta sia necessario e indipendentemente dal costo della prestazione, ma ritengo anche sia indispensabile adoperarsi per non sprecare lee risorse ponendo a rischio proprio la possibilità di interventi necessari...
Cordialmente