Utente 347XXX
Buongiorno,
in seguito ad aborto spontaneo alla sesta settimana dopo aver fatto una fecondazione eterologa (ovodonazione e donazione di seme) mi è stato consigliato di togliere un mioma intramurale G2 (al 50%) e sottomucoso (per il restante 50%) di circa 20 mm tramite resettoscopia.
Volevo chiedere se, dopo un intervento di questo tipo, è sufficiente attendere 2/3 mesi per fare un altro tentativo di fecondazione assistita.
Inoltre, volevo sapere se dopo questo tipo di intervento non si creano aderenze o cicatrici che renderebbero più difficile l'impianto dell'embrione e se conviene farlo in quanto le percentuali di incorrere in un successivo aborto diminuiscono.
Per quanto riguarda gli esami degli anticorpi e genetici /mutazioni non mi è stato riscontrato nessun problema ed i valori sono tutti nella norma.
Grazie, cordialità
Elisa B.
[#1] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro
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SOLOFRA (AV)
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Un mioma sottomucoso ed intramurale con una presunta proporzione fra le due componenti del 50 e 50% va ricontrollato isteroscopicamente dopo 2 o 3 cicli per accertarsi dell'assenza del cosiddetto fenomeno della interiorizzazione della parte intramurale, ovvero del riposizionamento in sede solo sottomucosa della porzione intramurale del mioma non aggredibile in prima battuta per via isteroscopica.

Saluti.
[#2] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
Volevo ancora sapere se, successivamente all'ecografia 4 D che ha definito questo quadro, è corretto effettuare isteroscopia diagnostica per decidere come intervenire.
Nel caso in cui non sia sufficiente la resettoscopia quale altro intervento bisogna fare?
Grazie, saluti.
Elisa B.
[#3] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro
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L'isteroscopia diagnostica è fondamentale. L'intervento da solo o preceduto da terapia medica ovarostatica sarà deciso solo dopo quest'ultima.

saluti
[#4] dopo  
Utente 347XXX

Iscritto dal 2014
cosa si intende per terapia ovarostatica?
saluti
Elisa B.
[#5] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro
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Una terapia che determini una menopausa farmacologica reversibile, ma che, nel periodo di comparsa, riduce sia il volume quanto l'apporto ematico alla massa da asportare.