Utente 406XXX
Salve e buon giorno.
Vorrei richiedere un'informazione riguardo ai costi precisi relativi all'intervento di impianto di una protesi sia bi- che tri- componente, in quanto scarse sono state le delucidazioni trovate nei vari siti internet relativi.
La mia problematica consiste in una disfunzione di natura psicologica (definita "parafilia" in termine medico) che si riflette in termine organici in una vera e propria impossibilità di raggiungere e mantenere un'erezione.
Sto da tempo riflettendo sulla possibilità di intervento ma essendo io ancora studente l'aspetto che vorrei ancor prima chiarire sono per l'appunto i vari costi.
Ringrazio per eventuali risposte e per il tempo dedicatomi.
Distinti saluti.
Stefano

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

mi sembra che le stia mettendo il carro davanti ai buoi e si stia sostituendo forse ali'operato del suo andrologo di fiducia.

Comunque sui costi le posso dire che tali dispositivi protesi possono raggiungere il prezzo complessivo di 9.000 - 10.000 euro; a lei le successive considerazioni economiche di una tale scelta strategia che, ripeto, mi sembra , da quello che lei ci scrive, priva di alcun senso clinico.

Detto questo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html

http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile .

Un cordiale saluto.

[#2] dopo  
Utente 406XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio per la risposta.
Preciso che non intendo assolutamente sostituirmi ad un medico; non è mia intenzione mancare di rispetto. Il mio limite è essenzialmente psicologico, capisce che alla mia età avere limiti in questo ambito mi crea non poca soggezione (e ansia per così dire).
L'unica cosa che finora ho tentato di fare è informarmi a riguardo.
Le uniche cose che son riuscito a capire è che risalendo il mio problema ad una parafilia nessun effetto avrebbero gli inibitori delle fosfodiesterasi, e la mia richiesta su questo sito viene dal fatto che mi sembrava la protesi una soluzione molto più duratura.
Lei in quanto professionista a tal proposito cosa mi consiglierebbe? Ricorrere prima a terapie farmacologiche del tipo alprostadil o similari? O altro?
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Io procederei a tappe , passo dopo passo, consulenza psicologica ecc, ecc, fino ad arrivare ad una precisa diagnosi, ecc, ecc.

Vedo pero che lei è già giunto alla diagnosi e alle sue eventuali e precise indicazioni terapeutiche mirate.

Che ha detto il suo andrologo di riferimento?

[#4] dopo  
Utente 406XXX

Iscritto dal 2016
Non ho un andrologo di riferimento.
Speravo di venire da solo a capo del problema, ma la cosa si sta rivelando più ostica di quanto pensassi.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene ora senta in diretta il suo medico di famiglia e poi a ruota un esperto andrologo.
[#6] dopo  
Utente 406XXX

Iscritto dal 2016
Seguirò il Suo consiglio.
La ringrazio infinitamente per il tempo e la pazienza dedicatami.
Grazie mille.
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Bene, fatto il tutto, se lo desidera, ci riaggiorni.

Ancora un cordiale saluto.
[#8] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Aggiungo qualche nota a quelle rassicuranti e competenti del dr. Beretta.

"La mia problematica consiste in una disfunzione di natura psicologica (definita "parafilia" in termine medico) che si riflette in termine organici in una vera e propria impossibilità di raggiungere e mantenere un'erezione."

Chi le ha fatto questa diagnosi?
Lo psichiatra? L'andrologo? Lo psico-sessuologo, lo psicologo?

Il deficit erettivo da parafilia segue un iter terapeutico decisamente doverso, non si agisce meccanicamente sull'erezione, ma sul nucleo parafilico, altrimenti lei potrebbe anche scompensarsi psichicamente avendo un rapporto penetrativo.
[#9] dopo  
Utente 406XXX

Iscritto dal 2016
Salve Dr.ssa Randone.

La diagnosi deriva dalla mia diretta esperienza, nel senso che convivo con la consapevolezza di questa condizione da diversi anni a questa parte.
Studiando questa mia condizione ho appreso che non vi sono "cure psicologiche" per questa cosa, ma si parla più di una sorta di accettazione da parte del paziente (io in questo caso) verso la parafilia.
Personalmente miravo a qualcosa di più definitivo; a livello psicologico non sò che ripercussioni potrebbe comportare, non ho considerato la possibilità.
[#10] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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La diagnosi la erogano i clinici, così come le eventuali terapie, anche delle parafilie e del deficit erettivo da nucleo parafilico, è pur sempre una diagnosi differenziale.

Se dovesse trovare qualcuno che le impianterà una protesi per una problematica che con si cura con la protesi, potrà andare in contro a non poche complicanze psichiche o psichiatriche.

Spesso quando si prescrive una "semplice terapia orale" ad un paziente con problematiche inconsce così ingombranti come la sua, appaiono sindromi d'ansia acute, corredate di vissuti di depersonalizzazione o derealizzazione, anche in pazienti senza nessun segno prodromico antecedente all'assunzione della terapia.

La disamina della psiche del paziente evidenzia la dinamica difensiva inconsciamente affidata alla disfunzione erettile.

Il deficit erettivo va rispettato ed ascoltato, fino a quando non verrà davvero curato...

Fatto sparire anche per poco - sempre che la farmacoterapia funzioni in questi casi - il deficit erettivo, si scompagina la psiche del paziente.

Soprattutto quando il paziente "si cura" in autogestione acquistano i farmaci online o presso le farmacie conniventi, senza clinico e senza diagnosi differenziale.

In molti casi la sospensione dell'assunzione farmacologica, il ritorno quindi della disfunzione erettiva e quindi dell'alibi fisiologico dell'evitamento del coito coincide con la risoluzione della sindrome di cui sopra.

È un discorso molto complesso, soprattutto da fare online, ma mi sentivo obbligata a delinearle grosso modo quello che potrebbe accaderle.