Utente 865XXX
salve,
il padre di un mio amico e' stato ricoverato in data 09/10/2008.
premettendo che il paziente ha 84 anni, la storia e' questa: una settimana prima del ricovero ha preso l'influenza con picchi di febbre anche a 40. questa situazione si e' protratta per alcuni giorni dopodiche' si era ripreso.
il giorno prima del ricovero si e' rivolto al proprio medico di base perche' la tosse non gli passava, la visita era risultata alquanto positiva, infatti attraverso lo stetoscopio il medico non aveva riscontrato nessun problema a livello polmonare.
la mattina del ricovero gli si era alzata la febbre fino a 40 e, oltre a vaneggiare, il suo corpo si era irrigidito e il respiro era affannato. non rispondeva piu' ne' a parole, ne' fisicamente; l'unica cosa che muoveva erano le braccia come se fosse agitato.
giunto in pronto soccorso i medici gli fecero una lastra ai polmoni e videro un'infezione batteriologica estesa. oltre la lastra polmonare, gli fecero una tac alla testa senza pero' riscontrare anomalie.
lo stesso giorno lo hanno intubato per dargli maggiore ossigenazione e lo hanno spostato in un altro ospedale. giunto in questo ospedale, senza aver ripreso conoscenza, i medici lo hanno messo in coma farmacologico e hanno iniziato la cura con antibiotici generali in quanto non conoscevano il batterio specifico dell'infezione. dopo 3 giorni sono riusciti a trovare uno dei batteri e hanno iniziato a curarlo con l'antibiotico specifico. si sono visti miglioramenti nei giorni seguenti, percio' i medici avevano iniziato a calare i sedativi per poterlo svegliare, ma poi ha avuto un arresto cardiaco, e' stato defibrillato diverse volte prima di riuscire a riprendere il battito (premetto che ha fatto un intervento qualche anno fa per una valvola cardiaca,intervento comunque riuscito bene), e fino alle 8 della mattina seguente ha comunque registrato scompensi cardiaci, percio' e' stato richiesto anche l'intervento di un cardiologo, il quale gli ha dato dei farmaci per il cuore (purtroppo non posso essere piu' dettagliata sui tipi di farmaci). anche se dalle 8 il cuore si era stabilizzato i medici hanno preferito non togliergli i sedativi e quindi lo hanno continutato a mantenere in coma farmacologico. passata la notte i medici speravano di toglierlo dal coma anche perche' le lastre polmonari erano buone, rimaneva solamente un piccolo versamento di liquido nella pleura, ma ha avuto 2 crisi epilettiche.
il giorno dopo finalmente sono riusciti a toglierlo dai sedativi e hanno anche provato a farlo respirare senza l'uso delle macchine. sembrava andare tutto bene, ma e' un giorno e mezzo che e' senza sedativi e ancora non ha preso conoscenza e non risponde agli stimoli. domani (21/10/2008) dovrebbero fargli un'altra tac alla testa. vorrei sapere se possibile le cause di questo non risveglio e della non risposta agli stimoli.
grazie per il vostro tempo
cordiali saluti da un volontario del 118 e buon lavoro

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[#1] dopo  
Dr. Domenico Minniti
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Fare diagnosi a distanza, e per interposta persona sarebbe presuntuoso ed eticamente poco corretto. Il mio consiglio, in questi casi è quello di rivolgersi con fiducia ai colleghi che hanno in cura il paziente; sono loro infatti gli unici accreditati a rispondere.

Cordiali saluti
Domenico Minniti
[#2] dopo  
Utente 865XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio comunque di aver letto la mia richiesta e immagino le difficoltà nel rispondere.
Per un volontario è una gioia poter vedere che esiste ancora qualcuno che si occupi di altruismo.
Grazie ancora