Utente 410XXX
Gentilissimi Dottori, vi scrivo come ultima spiaggia in cerca di soluzioni per il male che mi affligge.
Sei anni fa mi fu curata una carie estremamente profonda al secondo molare sinistro dell'arcata inferiore, la dottoressa che mi aveva in cura allora ritenne opportuno "tentare" di evitare la devitalizzazione.
Il dente in questione è sempre stato estremamente sensibile al caldo ed al freddo, sia prima che dopo l'otturazione; come del resto lo sono tutti i miei denti.
In questi sei anni ha dato qualche leggero fastidio ma mai vero e proprio dolore, motivo per cui ho optato per non toccarlo.
Circa otto giorni fa ha iniziato a darmi un fastidio abbastanza marcato ma assolutamente sopportabile che, seppur dandomi leggere difficoltà ad addormentarmi, svaniva eventualmente con del ketoprofene.
Il fastidio è in seguito costantemente aumentato sino a diventare un vero e proprio dolore, di moderata intensità, che mi son tirato avanti sino a ieri, giorno in cui avevo già appuntamento per una pulizia dal dentista.
Io sono purtroppo odontofobico e mi ritrovo a provare tachicardia e tremiti vari già in sala d'aspetto; il fatto interessante è che questo forte dolore comincia a scemare già mentre mi preparo ad uscire di casa fino a svanire completamente mentre sono dal dentista... Mi verrebbe quasi da supporre sia per effetto dell'adrenalina.
Durante la visita e la pulizia ho esposto il mio problema ad un medico (andando in un ambulatorio pubblico di norma cambiano ogni volta) il quale mi ha consigliato di sopportare e vedere se fosse passato, sempre onde evitale la devitalizzazione.
Il medico mi ha detto che l'otturazione, per quanto leggermente scheggiata, è perfettamente chiusa e non presenta segni di cedimento.
Dieci-quindici minuti dopo essere uscito ha ripreso il dolore in maniera estremamente intensa, tanto da costringermi a fermarmi in una farmacia a chiedere dell'ibuprofene nella speranza vana di placarlo.
Io soffro di cefalea tensiva ed emicrania senz'aura da circa tredici anni, pertanto mi sento di dire che ho un "callo" ai dolori cronici ed una sopportazione del dolore oggettivamente alta, tuttavia ieri, nel tardo pomeriggio, mi son ritrovato questo dolore umanamente non sopportabile che si irradiava dal molare in questione per tutta l'arcata coinvolgendo anche guancia ed orecchio.
Non c'è stato cenno di diminuzione nemmeno dopo l'assunzione di ben 1,6 grammi di ibuprofene.
Il dolore si alterna ad intervalli di 4-5 minuti (si presenta cinque minuti per poi svanire, poi si ripresenta ecc.) se mi mantengo in piedi per poi diventare molto intenso e costante se mi siedo o se mi corico.
Posso assicurare che non scherzo se dico di aver tirato in gioco tutto il mio autocontrollo per evitare di prendere una pinza ed estrarre il molare con le mie mani.
Verso le undici di sera, preso dalla disperazione, mi son recato presso la guardia medica, la quale, con non poche titubanze, mi ha fatto un'iniezione nella natica di ciò che suppongo fosse un antidolorifico.
Il dolore è migliorato notevolmente (prima iniziava non appena mi accomodavo in auto) per poi ripresentarsi intenso quando ho tentato di coricarmi a letto; sono poi riuscito comunque a dormire circa quattro ore.
Oggi mi son recato d'urgenza all'ambulatorio di cui sopra (che per la cronaca si trova ad oltre 150 km dalla mia abitazione) e come ieri il dolore è scemato fino a scomparire al mio arrivo; la dottoressa che mi ha visitato ha detto che sicuramente il dente è da devitalizzare, tuttavia visto lo stato di infiammazione era probabile che l'anestesia non attecchisse, mi ha perciò prescritto della claritromicina (sono allergico all'amoxicillina) e mi ha invitato a tornare tra una settimana esatta con una lastra; mi ha inoltre detto che la devitalizzazione sarà effettuata più avanti poiché hanno il calendario pieno, procederà quindi ad aprire il dente la settimana prossima (non ho capito per fare cosa sinceramente) per poi concludere la devitalizzazione e la ricostruzione in due sedute separate più avanti.
Ora io mi ritrovo a chiedermi come possa aiutarmi un antibiotico dal momento che non ho gonfiore ne secrezioni (lei stessa non ha parlato di infezioni) e mi ritrovo con questo dolore insopportabile che, ancora una volta, non è svanito nemmeno con altri 1,6 grammi di ibuprofene.
L'unica cosa che sembra placare completamente il dolore è mantenere dell'acqua molto fredda nella guancia dal lato del molare, cosa che ho scoperto per caso e mi è sembrata assurda (come detto sopra i miei denti hanno sempre dato fitte dolorose con cibi e bevande freddi).
Sono qui ora con una bottiglia di acqua ghiacciata a fare continuamente sciacqui ed è l'unica cosa che mi fa resistere.
Avendo però un'autonomia di circa venti secondi tra uno sciacquo e l'altro mi trovo in difficoltà anche solo ad andar dal medico...
Per tirare le somme vi chiedo un parere sulla cura datami dalla vs collega e vi chiedo cortesemente un consiglio su cosa fare per il dolore; fin ora ho provato con ketoprofene, ibuprofene fino a 1,6 grammi, paracetamolo sino ad un grammo e naprossene 550 mg, il massimo che ho ottenuto è una lieve diminuzione per un quarto d'ora circa; non ho mai provato un dolore tanto forte in tutta la mia vita, sinceramente questi farmaci mi hanno sempre fatto passare anche il più ostinato dei mal di testa, non so davvero come fare a tirare altri sei giorni.
Auspicando disperatamente in una vs risposta invio distinti saluti.

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[#1] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf
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Buonasera.
Dal suo racconto credo si possa deurre chiaramente che il dente é da devitalizzare, e che ogni altra terapia può essere solo palliativa.
"Ora io mi ritrovo a chiedermi come possa aiutarmi un antibiotico"
Me lo chiedo anch'io.
"era probabile che l'anestesia non attechisse"
Mi sembra strano: tanto valeva provarci,e in pochi minuti, con una anstesia tronculare, cioè nel punto in cui il nervo alveolare inferiore entra nella mandibola, che anestetizza non un dente , ma l'intera emiarcata, ogni dubbio si sarebbe probabilmente sciolto, e si sarebbe potuto procedere alla devitalizzazione.
Deve proprio fare 150 km ? Si tratta di un intervanto che qualunque dentista è in grado di fare, cancellando anzitutto definitivamente il dolore.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 410XXX

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Buonasera a lei e grazie mille per la pronta risposta Gent. Dottoressa.
Ha perfettamente ragione riguardo la distanza, mi rendo conto che sia molto scomodo; tuttavia mi son sempre trovato bene presso quell'ambulatorio e sono restio a recarmi altrove sinceramente.
Son felice invece di comunicare che ho quantomeno risolto per il dolore, ieri sera, in preda al dolore, ho contattato il mio medico curante che è stato così gentile da procurarmi d'urgenza un farmaco della famiglia degli oppioidi (chiedo scusa ma non ricordo proprio il nome) che tuttavia anche in dosi massicce non ha nemmeno affievolito il forte male.
Dopo una notte in bianco mi sono recato, questa mattina, al pronto soccorso più vicino dove hanno compreso la situazione e mi han fatto 30 mg di Ketorolac per endovena.
Il dolore è subito scemato ad un livello sopportabilissimo e mi è stato dato il farmaco per proseguire la terapia del dolore a casa tramite iniezioni intramuscolari che riesco a farmi da solo.
Contattata anche la Dottoressa che mi curerà questo dente che mi ha consigliato di proseguire comunque la terapia con claritromicina sino all'appuntamento dove apriremo il dente che son riuscito a spostare a Lunedì (il medico del PS mi ha severamente consigliato di non utilizzare il farmaco per il dolore per più di 2-3 giorni).
Mi ritrovo quindi molto soddisfatto di aver incontrato medici competenti che han compreso la mia situazione.
Ho anch'io dubbi sulla terapia antibiotica e sulla scelta di rimandare l'intervento, tuttavia non mi permetterei mai di ribattere per quanto concerne le indicazioni di personale qualificato.
Grazie ancora per la risposta ed un augurio per una buona serata allo staff ed ai lettori di Medicitalia.
[#3] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf
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Rimango un po' perplessa, ma se lei è soddisfatto , tutto bene. Cordiali saluti ed auguri.
[#4] dopo  
Dr.ssa Paola Sapienza
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Buonasera,
a causa della carie molto profonda,la polpa dentaria è andata in necrosi. La devitalizzazione doveva essere eseguita molto prima per evitarle tutti questi disturbi. La cosa urgente da fare è aprire il dente per favorire la fuoriuscita di pus e gas che si sono venuti a formare.Siamo in presenza di una pulpite purulenta ed è per questo che con la bottiglia di acqua fredda prova sollievo. Si rechi da un dentista che le apra il dente ed i canali senza aspettare i comodi appuntamenti!!!

Cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 410XXX

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Buonasera dottoressa, ci terrei a far sapere che dopo una settimana di antibiotico il dolore è pressoché sparito, rimane tuttavia sensibilità alla pressione del dente incriminato.
Domani dovrei avere l'appuntamento per l'apertura del dente, tuttavia la cosa è da vedere per via di questa sensibilità residua (che mi avevano detto sarebbe dovuta sparire); non mi esprimo sulla veridicità della cosa in quanto non ne sono in grado, mi limito però a dire che la terapia antibiotica sembra dar effettivamente i suoi effetti.
Possibile che la patologia di cui mi parla sia sorta solo a distanza di tutti questi anni e che mi dia dolore solamente da una settimana?
In ogni caso suppongo lo scopriremo presto, inizio a vedere se il medico può intervenire già domani.
Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 410XXX

Iscritto dal 2016
Buondì gent.mi dottori, vi scrivo nuovamente per un nuovo parere sulla vicenda.
Il giorno in cui si sarebbe dovuta eseguire l'apertura del dente, due settimane fa circa, ho trovato una fantastica dott.ssa che si è resa disponibile ad eseguire direttamente la devitalizzazione in un sola seduta; così ho fatto.
La procedura è apparentemente andata bene, mi è stata eseguita l'anestesia tronculare, davvero efficace, e poi un'ulteriore anestesia direttamente in un canale poiché sentivo dolore durante la pulizia dello stesso.
Come dicevo durante la pulizia canalare ho provato un po' di dolore e non so quindi se la dott.ssa sia effettivamente riuscita "ad arrivare in fondo".
Ad ogni modo al termine del trattamento mi disse che era tutto riuscito.
Ha tentato di farmi un paio di lastre utilizzando un apparecchio che, suppongo, dovesse agire solo sul dente in questione; anche perché la lastra era grande quanto un pacchetto di sigarette, tuttavia utilizzava una specie di supporto in plastica che dovevo tenere in bocca ed io non riuscivo proprio a chiuderla... Suppongo per la forte anestesia.
Durante l'esecuzione della lastra ha mantenuto gli aghi canalari nel dente, suppongo sempre, per vedere se fossero arrivati sino in fondo.
Come anticipato queste lastre non son riuscite, forse per una posizione scorretta della mia bocca o per altro pertanto, a quanto ho capito, non è riuscita a "vedere bene" la situazione.
Mi ha quindi fatto una medicazione temporanea che dovrei togliere giovedì, dopodomani, per inserire un perno in fibra e chiudere definitivamente il tutto.
Il problema sorge per via del fatto che non mi è passato il dolore!
Mi spiego meglio, il dolore spontaneo, quello insopportabile proveniente dal nervo è sparito, e così anche la sensibilità agli sbalzi termici ed ai cibi dolci ma non è sparito il dolore alla pressione.
Non posso assolutamente masticare sul dente.
Inoltre la cosa strana è che il dente in questione "pulsa" durante gli sforzi fisici ed, in caso di sforzi prolungati (per esempio oggi ho tagliato legna da ardere per tre ore circa), assume una sensibilità tale da non poterci passar sopra la lingua.
Sembra una condizione dipendente dalla vascolarizzazione della zona, ma nella mia immensa ignoranza in materia penso di aver capito che dopo la cura canalare non sussistano vasi nel dente...
A me sembra strano che la devitalizzazione non sia andata a buon fine, oltre ad essere stata eseguita a modo (diga di gomma, campo sterile, ipoclorito di sodio) mi ha tolto il dolore "nervoso" e la sensibilità a caldo e freddo, cosa che per un problema di smalto ho anche ai denti sani.
Quindi non posso fare a meno di chiedermi da dove provenga questo dolore alla pressione che persiste a due settimane dal trattamento...
Il dolore in questione, dico io molto opinabilmente, sembra provenire dalla radice... Il dolore "penetra nell'osso" .
La sensibilità sparisce con l'assunzione di Oki, un antinfiammatorio, ma mi rimane comunque impossibile masticarci sopra.
Sinceramente sono anche preoccupato per la mia salute, sono un ragazzo giovane ma non ho mai assunto tanti farmaci come in questo periodo, non penso il mio fegato faccia i salti di gioia.
Descriverò per bene la situazione al medico che mi visiterà giovedì, ad ogni modo dubito si potrà chiudere il dente... Specie senza anestesia dal momento che sdraiato sul lettino ho sempre la tachicardia ed in quella condizione il dente diventa estremamente sensibile.
Se poteste darmi un parere sulla provenienza e la causa del problema, anche solo a scopo di confronto con quanto mi verrà detto giovedì vi sarei immensamente grato.
Mi scuso per il poema e vi ringrazio anticipatamente per la vostra sincera e disinteressata cortesia.
Saluti
[#7] dopo  
Dr.ssa Giulia Bernkopf
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Buongiorno.
Sarebbe stato importante vedere l'immagine radiografica a fine cura : senza di quella ogni giudizio è impossibile.
Tuttavia il suo racconto conferma la necessità della devitsalizzazione .
Il dolore residuo potrebbe essere una transitoria sequela: si vedrà in seguito, magari con un controllo radiografico in caso di persistenza del dolore, e comunque prima di procedere alla ricostruzione con perni in fibra.
Cordiali saluti