Utente 267XXX
Mercoledì 18/05/2016 durante una partita di calcio ho subito un infortunio al ginocchio sinistro.
La dinamica è stata abbastanza semplice: durante un cambio di direzione per seguire un rimbalzo del pallone in corsa, sono atterrato col il piede sinistro e con la gamba in posizione leggermente obliqua che sosteneva in quel momento tutto il peso del mio corpo mentre l'arto dx era sollevato da terra, e il ginocchio ha ceduto. Non c'è stata sovrapposizione della tibia al femore, o rotazione innaturale, ho sentito molto chiaramente che tibia e femore si sono allontanati, ma restando sullo stesso piano, andando entrambi verso l'interno, che è la direzione verso dove il ginocchio ha ceduto. L'interruzione dell'attività è stata immediata, la difficoltà a deambulare immediata, per divenire impossibilità la mattina dopo. Sotto la doccia, con intensità minore, si è ripetuto il movimento di cedimento verso l'interno dovuto al piatto doccia bagnato. Ho già subito un intervento di ricostruzione LCA + meniscectomia per lesione a manico di secchio del menisco esterno al ginocchio DX quasi 10 anni fa, ho ripreso l'attività agonistica un anno dopo, senza soluzione di continuità in corso fino a mercoledì scorso.
Al pronto soccorso le radiografie sono state negative dal punto osseo, una RMN non mi è stata effettuata, e per mancanza di personale non è stato un ortopedico a visitarmi. Ho prenotato una visita al CTO di Napoli per il 3 Giugno ed ora sto seguendo quello che viene indicato come protocollo RICE; ho sospeso il carico dell'arto, usando le stampelle, utilizzo borse di ghiaccio più volte al giorno, spalmo del Dicloreum Actigel 1% con seguente fasciatura (non molto stretta) prima di coricarmi, tengo sollevato l'arto il più possibile mentre il corpo è disteso. In particolare, durante gli impacchi di ghiaccio, ad arto disteso, quando indurisco il quadricipite, ponendo il piede a 90°, cercando di contrarre e distendere il muscolo e di flettere l'arto, mi è capitato di sentire degli scrosci (non dolorosi, perlopiù liberatori).
Il ginocchio si è gonfiato, ma non molto, sembra più l'intero arto ad essere un po' più gonfio, come se l'edema si fosse distribuito sul polpaccio; si è irrigidito, possiedo l'estensione ma non l'iper, la flessione non va oltre i 90° pena un blocco articolare causato da un dolore fitto sul lato esterno dell'articolazione.
Spero che l'ortopedico che mi visiterà mi prescriverà una RMN, e che io sarò in grado di presentare un ginocchio parzialmente asciutto e "manovrabile", perché al momento il dolore impedirebbe al professionista molti dei test manuali.
Quali consigli potreste ritenere utili al mio caso da qui a quasi due settimane dalla visita? Scavando nella memoria, ricordo di tecniche fisioterapiche come ultrasuoni per "aiutare la rigenerazione cellulare", TENS (per il dolore?), IONOFORESI (?)... e la Tecar? Riguarda anche le articolazioni o solo le lesioni muscolari?
Grazie e mi scuso se in alcuni tratti potrei essere risultato confusionario.
Luigi

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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Dalla storia clinica sembrerebbe esserci una lesione completa del legamento crociato.
le conviene semplicemente continuare ad utilizzare le stampelle possibilimente fuoricarico in attesa di eseguire la visita ortopedica e la eventuale rm e continuare con la terapia antiinfiammatoria per sgonfiare il ginocchio.
i mezzi fisici sulla lesione del crociato non servono a nulla.
[#2] dopo  
Utente 267XXX

Iscritto dal 2012
Cordiale Dr. Fredella,

grazie per la risposta.

Ho effettuato la visita ortopedica il 3 Giugno presso l'ambulatorio specialistico per l'articolazione del ginocchio del CTO di Napoli.

Dopo un colloquio di anamnesi il medico ha effettuato delle manovre mentre ero steso, tra cui ho riconosciuto quella così détta del cassetto. Su mia sorpresa il ginocchio ha retto, anche se la forza applicata dal medico non è stata eccessiva; alla fine della visita mi ha detto di tornare a controllo con una RM, e che forse ero stato fortunato a non procurarmi lesioni serie, ma la muscolatura degli arti sviluppata a causa della pratica sportiva avrebbe potuto nascondere una qualche lesione, compensando in stabilità. Mi ha prescritto riposo, ghiaggio, e degli integratori, Fortilase.

Il referto delle risonanza che ho ritirato oggi, effettuata il 07/06/2016 ( a distanza di 20 giorni dall'infortunio), dice:

"Si segnala la presenza di abbondante quota di edema spongioso in relazione a lesione da impatto osseo che interessa il piatto tibiale posteriore ed il condilo femorale esterno nella sua parte anteriore.
Il legamento crociato anteriore mostra esiti distrattivi con segni di rottuna incompleta. Nella norma il legamento crociato posteriore.
Esiti distrattivi severi sono inoltre presenti a carico del legamento collaterale interno con discreta distensione fluida della borsa omologa.
Alterazioni post-distrattive sono inoltre presenti a carico delle strutture che compongono il punto d'angolo posteriore esterno del ginocchio, in particolare con esiti lesionali parziali del tendine popliteo.
Non si osservano rime di frattura meniscale esterne.
Alterazione di segnale in corrispondenza delle radice del menisco interno, a livello del corno anteriore, per segni di parziale avulsione.
La rotula si presenta lievemente dislocata in sede esterna in relazione ad iperpressione tuttavia con regolare morfologia del profilo della cartilagine femoro-rotulea.
Abbondante versamento fluido è presente nel recesso sovrapatellare e nel pivot centrale."

Con cortesia, chiedo di che severità sia la situazione riportata nel referto, perlomeno per quello che è possibile rilevare senza una visione diretta dell'arto. Se c'è la possibilità di un'intervento chirurgico, e le possibilità di recupero, ed un'eventuale percorso terapeutico da seguire, se un intervento chirurgico non fosse necessario.

Questo in attesa di effettuare la visita di controllo al più presto possibile.

Cordiali Saluti.

[#3] dopo  
Utente 267XXX

Iscritto dal 2012
Volevo aggiornare il consulto.

Stamattina ho effettuato la visita di controllo.
Con un altro medico perché l'ambulatorio della struttura non prevede che i pazienti siano personalizzati.

Il medico ha letto la RM, e mi ha visitato, ripetendo alcune delle manovre per controllare la lassezza del mio ginocchio.

Mi ha detto che il mio ginocchio nonostante siano passati 20 giorni è ancora nella fase acuta del trauma, con presenza di versamento, e mi ha rimproverato sul fatto che io camminassi caricando sull'arto, anche se lievemente con l'ausilio di una stampella.

Mi ha detto di osservare assoluto riposo, indossare un tutore, mettere ghiaccio 4 volte al giorno, prendere un antinfiammatorio per una settimana (Seractil 400mg 2 volte/dì), scaricare completamente l'arto, assumere un antiedemigeno (di cui ora non riesco a decifrare il nome, per ora sto usando il Fortilase). Questo per 3 settimane, e poi di tornare a controllo.

Sull'eventualità di un intervento chirurgico mi ha detto che sarebbe stata una valutazione successiva, a seconda della reali difficoltà a svolgere i normali gesti quotidiani anche una volta superata la fase acuta.

Gli ho fatto presente la mia passione sportiva e la mia intenzione a tornare a praticare sport da contatto in futuro; sono rimasto un po' deluso dal suo modo di "calpestare e sminuire" ciò in base alla presenza del fattore amatoriale e all'assenza di quello professionale. Nonostante ciò mi ha detto che i tempi per un'operazione sarebbero 4/5 mesi secondo le liste di attesa attuali della struttura.

Su mia esplicita richiesta mi ha riferito che sottoporsi a sedute di tecarterapia sarebbe alquanto inutile per il mio caso.

Cordiali saluti.
[#4] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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Il referto della RM sembrerebbe confermare quanto sospettato inizlalemente ossia una lesione seppur parziale del LCA.
Confermo quanto dei dai Colleghi: prima di procedere ad un eventuale intervento chirurgico è necessario valutare la stabilità del ginocchio nel corso della vita quotidiana ed eventualmente dell'attività sportiva che si vuole praticare.
E' inulte che continua ad eseguire RM; è necessario far guarire il ginocchio dal trauma della altre strutture (guarigione che è solo non chirurgica) e poi riprendere progressivamente l'attività sportiva.
[#5] dopo  
Utente 267XXX

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Gentile Dr. Fredella,

la ringrazio per la risposta. Devo aver fatto confusione e credendo questo consulto eliminato dal sito ho creato un doppione.

Sto seguendo le indicazioni, senza caricare l'arto (poggio solo il tallone al suolo se seduto alla sedia), ghiaccio più volte al giorno, antiedemigeno ed antinfiammatorio (oggi è l'ultimo giorno). Nel protocollo RICE la C sta per Compressione, dovrei fare qualcosa anche in questo senso, ad esempio fasciarlo?

- A volte "smonto" il tutore per questioni di comodità (se sto a letto sdraiato, se so che non devo spostarmi. Vorrei chiedere se invece dovrei indossarlo più tempo possibile, e se sì, a quali limiti di flesso/estensione? Attualmente è bloccato in modo da non portarmi in iperestensione e a 90, che è il limite oltre il quale il blocco articolare e il dolore mi impediscono di andare.

Sedute di Tecarterapia potrebbero favorire la guarigione delle strutture interessate oltre il LCA?

Saluti.
[#6] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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la fasciatura può servire nei primi 5 giorni poi è inutile. il tutore serve a proteggere il collaterale mediale pertanto deve essere utilizzato ad una articolarita' completa senza blocchi della flesso.estensione.
la tecarteraopia può velocizzare la guarigione del collaterale me non ha nessun essfetto sul lca.
[#7] dopo  
Utente 267XXX

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Grazie ancora per la risposta dr. Fredella,

dopo un ulteriore consulto ortopedico, mi è stata confermata la lesione LCA e LCI e l'indicazione ad un intervento chirurgico. Intanto però mi è stato prescritto un ciclo di 10 sedute fisioterapiche di Tecar, Magnetoterapia, Mobilizzazione, in quanto manca l'articolarità ed è ancora dolente, al punto che il medico che mi ha visitato ha detto di non potere effettuare nemmeno tutti i test manuali obiettivi.
Continuo anche la terapia antiinfiammatoria (Dicloreum150mg) 4gg/1cp al dì e una settimana 1cp/giorni alterni, per poi tornare a controllo a fisioterapie concluse.

La mia intenzione, e quello di cui poi discuterò col medico, sarà quella di avere un ginocchio non più dolente, sbloccato, spero dopo le fisioterapie, tale da lasciar intendere la lassità effettiva dell'articolazione e, convenendo a pianificare un intervento chirurgico per dopo l'estate, poter eseguire nel frattempo un programma di potenziamento della muscolatura degli arti inferiori per auspicare un recupero post-operatorio meno dolente e complicato a causa di ipotonie muscolari.

Grazie ancora per la sua disponibilità.
[#8] dopo  
Utente 267XXX

Iscritto dal 2012
Aggiornamento: sono al secondo giorno consecutivo di terapia e sebbene non noti miglioramenti apprezzabili, riesco a distinguere l'importanza del lavoro di potenziamento muscolare che svolgo con la fisioterapista in palestra.

Il fisiatra del centro fisioterapico mi ha consigliato di prendere in affitto la magnetoterapia per eseguirla più volte al giorno domiciliarmente, e ha suggerito di "integrare" l'attuale protocollo di tecar, magnetoterapia e mobilizzazione x10 con iniezioni intramuscolari di DISFOFONAL 200mg, 1 fiala a giorni alterni per 5 gg e a seguire 1 fiala/sett. per 8 sett.

In quanto si è focalizzato molto sulla grossa quota di edema spongioso del piatto tibiale posteriore ed il condilo femorale esterno nella sua parte anteriore, come da RM del 8/6/2016.

Se non ho delle remore a sottopormi a più sedute di magnetoterapia, vorrei chiedere la sua idea riguardo al DISFOFONAL.

Grazie ancora.
[#9] dopo  
Dr. Nicola Fredella
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Tra le molteplici terapie inutili a cui si sta sottoponendo, rientrerebbe anche il Difosfonal; tuttavia , mentre le inutili fisioterapie che sta eseguendo non presentano effetti collaterali, i farmaci possono sempre produrre degli effetti collaterali. Le sconsiglio pertanto di assumenre il difosfonal
[#10] dopo  
Utente 267XXX

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Dr. Fredella,
a metà percorso delle sedute di terapia noto dei miglioramenti; riesco a camminare, senza tutore, seppur ancora con le stampelle, a causa di mancanza di fiducia nel passo e un tono muscolare ancora poco convincente. Gonfiore e dolore vanno diminuendo, anche se alle volte mi sembra che in alcune circostanze il ginocchio torni ad essere più dolente e dall'aspetto gonfio; ad esempio al mattino, se mi accorgo di essermi girato nel letto durante la notte, oppure dopo aver caricato l'arto per qualche ora, ma sempre con le stampelle.
L'articolarità è quasi del tutto recuperata, sebbene manchino ancora dei gradi in flessione, e l'iperestensione sia fastidiosa; in più, rimanendo diversi minuti in flessione quasi completa, il ritorno all'estensione risulta lento e un po' doloroso, e viceversa.

Una domanda, perché lei ritiene le terapie inutili?
Capisco che riguardo alla lesione del LCA non abbiano alcun effetto. Ma quale sarebbe stato il modo (più) giusto di agire quindi?

Grazie.