Utente 356XXX
Buongiorno a tutti
Mi chiamo Mauro ho 42 anni e soffro da tempo di fibrillazione atriale da causa ignota. Non mi dilungo nello spiegare tutti i miei trascorsi. Chi mi risponderà potrà consultare, se vuole, le mie precedenti richieste di consulto in cui ho specificato dettagliatamente tutto il pregresso. Brevemente dico soltanto che ho avuto il primo episodio all'eta di 23 anni a cui sono susseguiti altri in genere di durata di qualche giorno e che spontaneamente regredivano. Inutile dire che nel corso di tutti questi anni ho consultato almeno una quindicina di famosi cardiologi di Roma e non ma nessuno fino al 2004 è stato in grado di farmi una diagnosi di fibrillazione atriale. Cosa questa alquanto grave e che ho già evidenziato nei miei precedenti interventi.
A questo punto pongo a chi voglia aiutarmi un quesito.
Orma sono in fibrillazione persistente da 7 mesi. Non prendo nessun farmaco tranne il Sintrom dal giugno 2004 e tengo un INR intorno a 2/2,5.
Una settimana fa ho deciso di tentare nuovamente di capirci qualcosa e sono stato indirizzato presso un cardiologo specializzato. Dopo una visita generale che non ha avidenziato nulla di anomalo tranne la FA (pressione 120/70) mi è stato consigliato, vista la mia eccellente forma fisica e la mia età di tentare di ripristinare il ritmo mediante cardioversione farmacologica fare uno studio elettrofisiologico ed eventualmente tentare una cura.
Ho seguito il consiglio ma nonostante una dose e di propafenone e cordarone per via endovena il ritmo non si è sincronizzato e a nulla sono valse le scosse elettriche inviatemi dal sondino che avevo in gola.
Fatto ciò mi è stata proposta la cardioversione elettrica con breve anestesia locale.
Ci sto pensando. In pratica la mia domanda è questa: Quali sono i rischi a cui vado incontro, le percentuali di successo nel mio caso e se diciamo il gioco vale la candela. Nel senso che se lascio rimanere il cuore in FA cosa rischio.
Ringrazio anticipatamente e sono a disposizione per maggiori dettagli!
Saluti e buon lavoro

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[#1] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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Caro amico,
la conversione elettrica della fa è oggi una realtà smpre più affermata e le statistiche sono nettamente migliorate rispetto agli ultimi anni.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi presso un centro specializzato e parlare direttamente con loro.
Se vuole posso indicarle un collega molto bravo presso l'isola tiberina.
Saluti, Ugo
[#2] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2004
Dr. Miraglia:
La ringrazio anzitutto per la cortese e sollecita risposta. Volevo però precisarLe che già sono in cura presso un centro specializzato e precisamente al Policlinico Gemelli. Il mio problema però non è questo come avrà capito. Mi spiego meglio:
Fondamentalmente non accuso granchè disturbi. Diciamo che conduco una vita pressochè normale. Da qualche mese ho ripreso anche a giocare a calcetto e faccio sci di discesa oltre un po' di palestra in casa. Certo se non stessi in FA correrei il doppio in campo perchè è normale che sotto sforzo estremo il battito del cuore accelera notevolmente e il fatto di sentirlo totalmente aritmico e disordinato mi crea dei problemi soprattutto di ansia e psicologici. Poi sinceramente il fatto di prendere 'sto Sintrom proprio non mi va giù.
Detto questo rinnovo la mia domanda: cosa rischio se faccio la cardioversione elettrica nelle mie condizioni e cosa rischio invece se lascio andare la cosa così com'è cioè mi tengo la fibrillazione ?
Sono in difficoltà altrimenti non avrei chiesto questo parere.
La saluto cordialmente e ringrazio anticipatamente anche chi vorrà esprimere un suo parere in proposito.
Buona giornata e buon lavoro
[#3] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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Penso che se possibilie la cardioversione elettrica nel suo caso sia una buona chance, soprattutto vista la giovane età.
Seguirei i consigli dei colleghi del gemelli (prof Bellocci?)e mi affiderei tranquillamente alle loro cure, è un centro ottimo.
Saluti, Ugo
[#4] dopo  
Utente 356XXX

Iscritto dal 2004
Grazie Dott. Miraglia:
Gentilissimo nel rispondermi così velocemente. Non so se è il Prof. Bellocci che eseguirà eventualmente la cardioversione. Io sono in cura presso il Centro di Biomagnetismo del Gemelli e per la cardioversione dovrei spostarmi in day hospital presso un altro Istituto del Gemelli.
La mia paura è quella di un possibile embolo oppure di lesioni causate dallo shock elettrico.
Insomma per dirla con tutta franchezza: nonostante la fibrillazione mi sento bene e ho paura di qualche pasticcio del genere.
Cordialissimi saluti Mauro