Utente 267XXX
Gentili Sig.ri Medici,
circa un mese fa (18 Maggio) ho subito una distorsione durante un cambio di direzione al ginocchio sx che ha ceduto verso l'interno. Al pronto soccorso la radiografia ha escluso fratture, e mi è stato prescritto ghiaccio e riposo. Questo senza neanche spogliarmi dei pantaloni, solo palpando il ginocchio e guardando gli rx. Ho prenotato una visita ortopedica presso struttura pubblica, con la prima disponibilità a 15 giorni in regime di SSN. La prima settimana dopo l'infortunio è stata di scarico completo dell'arto, uso di bastoni, borse di ghiaccio, fasciature, ma senza immobilizzazione. La seconda settimana, visto il diminuire del dolore e una certa fiducia (malriposta) ho iniziato a sfiorare il suolo durante la camminata, a guidare l'auto, fino ad usare un solo bastone e caricare parzialmente l'arto, percorrendo brevi tratti in casa senza l'ausilio delle stampelle, ma con evidente zoppicare. Il 3 Giugno durante la visita ortopedica il medico mi ha prescritto riposo, una RM, ancora protocollo RICE, senza immobilizzazione. Il 10 Giugno torno a vista (presso questa struttura pubblica non sai quale medico ti visita ogni volta che vai) con la RM, il cui referto riporta: "Si segnala la presenza di abbondante quota di edema spongioso in relazione a lesione da impatto osseo che interessa il piatto tibiale posteriore ed il condilo femorale esterno nella sua parte inferiore. Il legamento crociato anteriore mostra esiti distrattivi severi con segni di rottura incompleta. Nella norma il legamento crociato posteriore. Esiti distrattivi severi sono inoltre presenti a carico del legamento collaterale interno con discreta distensione fluida della borsa omologa. Alterazioni post-distrattive sono inoltre presenti a carico delle strutture che compongono il punto d'angolo posteriore esterno del ginocchio, in particolare con esiti lesionali parziali del tendine popliteo. Non si osservano rime di frattura meniscale esterne. Alterazione di segnale in corrispondenza del menisco interno, a livello del corno anteriore, per segni di parziale avulsione. La rotula si presente lievemente dislocata in sede esterna in relazione ad iperpressione tuttavia con regolare morfologia del profilo della cartilagine femoro-rotulea. Abbondante versamento fluido è presente nel recesso sovrapatellare e nel pivot centrale." Le indicazioni del medico sono quelle di indossare un tutore per 3 settimane bloccato a 0-90°, continuare il protocollo RICE, ghiaccio e antiedemigeno (Deliflog, Fortilase), Seractil 400mg 2 volte al dì per 7 giorni. Mi ha rimproverato di non aver osservato riposo assoluto già inizialmente, maltrattando l'arto. Di tornare a visita dopo 3 settimane e che esiste la possiilità di un'operazione. Sento che il ginocchio non recupera, è sempre più rigido e bloccato, con dolore intenso che blocca la flessione prima dei 90°. Non sono più sicuro del cammino intrapreso e sto perdendo fiducia sul da farsi. Grazie a tutti.
[#1] dopo  
Dr. Victor Celli
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La diagnosi deve essere fatta dallo specialista ortopedico dopo attento esame clinico e dopo aver personalmente visionato gli accertamenti strumentali. E' molto importante cercare di ricostruire il tipo di trauma che il paziente ha subito. In questo caso , anche sulla base del referto della RMN, mi sembra di capire che si sia verificato un trauma in valgo del ginocchio con interessamento del LCI, del MI, del LCA e lesione da impatto del piatto tibiale posteriore esterno e del condilo femorale esterno.
E' molto difficile che questo trauma abbia potuto procurare una lesione del tendine popliteo (a meno che non ci sia stata anche una violenta rotazione esterna del piede e della gamba).
Ritengo pertanto che sia fondamentale una visita approfondita. Credo comunque che il trattamento migliore oggi (a 50 gg. dal trauma) sia quello di effettuare in intenso ciclo di FKT (anche in piscina) per mobilizzare , "sbloccare" il ginocchio e rinforzare la muscolatura e successivamente, solo quando il ginocchio sia sbloccato, dopo una nuova visita specialistica volta a valutare lo stato del LCA, del tendine del Popliteo etc., effettuare una artroscopia con eventuale ricostruzione del LCA e trattamenti associati (su menisco interno, cartilagine etc.)
Cordiali saluti
Victor Celli
[#2] dopo  
Utente 267XXX

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Gentile Dottore, grazie molto per la risposta. Ho erroneamente creato un consulto doppione sullo stesso argomento e non speravo più nell'avere una risposta.
Sono all'ultima di 10 sedute di FKT (Mobilizzazione attiva e passiva, Tecarterapia, Magnetoterapia) prescrittemi dopo un altro consulto specialistico ortopedico, presso altra struttura.
Ho effettuato tale visita il 22 Giugno (1 mese dopo il trauma).
Il medico nell'esame clinico ha evidenziato la presenza di un blocco antalgico importante, legato ad un 'ipotonia muscolare generalizzata degli arti, di uno stato infiammatorio ancora in corso; questo ha impedito che mi potessero essere eseguiti altri test manuali, nonostante ciò alla manovra di Lachman il medico con una certa fiducia ha rilevato la presenza di una lassità importante.
Ha convenuto con lei, e mi ha prescritto queste fisioterapie, che avrebbero dovuto avere lo scopo di restituirmi un ginocchio più mobile e sbloccato; anche anticipandomi che per lui la soluzione del problema ed un ritorno pieno alle attività quotidiane e sportive passasse per un intervento chirurgico, ci ha tenuto a dirmi che in ogni caso, non sarebbe stato ideale operare un ginocchio già di per sé coinvolto da questi fattori antalgici e infiammatori, oltre che edematosi.
Con la fisioterapista in palestra sono arrivato a camminare senza l'ausilio delle stampelle, ad eseguire lo step frontale e laterale, ovviamente non indossando più il tutore. Anche gli esercizi isometrici e con l'elastico hanno provocato una tonicità muscolare di cui posso sentire nettamente i benefici (potenziamento che continuerò ad eseguire). L'articolarità è quasi completamente recuperata, salvo avvertire un forte dolore esterno/posteriore nel tentativo di raggiungere il gluteo con il tallone da posizione supina. Nel deambulare avverto un fastidio anteriore esterno, in concomitanza con l'estensione massima che riesco a raggiungere, quando la camminata diventa più sciolta e tento di riprodurre il movimento del "calciare".
Tra pochi giorni andrò di nuovo a visita.
Cosa dovrò aspettarmi, ora che il mio ginocchio si presta a più attenta valutazione e a più manovre cliniche? La pianificazione di un intervento artroscopico, o il tentativo di vivere con un crociato lesionato, seguendo la strada del potenziamento muscolare e della fisioterapia? Quindi una parziale rinuncia allo sport in questo caso?
Con l'esame artroscopico, si evidenzierebbero anche altri danni potenziali all'articolazione non chiari all'esame obiettivo o alla RM (tendine popliteo, menischi, cartilagine etc)?
Grazie e cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Victor Celli
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La vera indicazione all' intervento chirurgico di ricostruzione del LCA in un paziente di 28 anni con le sue caratteristiche fisiche è data dalla presenza dei cedimenti articolari.
Faccia la FKT, anche in acqua (piscina).
Se le cose procedono bene tra qualche mese si valutera' il da farsi.
Cordiali saluti
Dr. Victor Celli
[#4] dopo  
Utente 267XXX

Iscritto dal 2012
Dottor Celli,

lo specialista mi ha visto ieri mattina e ha convenuto quasi con tutto quello che lei scrive. Mi ha indirizzato verso l'abbandono totale dei bastoni, e la strada del potenziamento muscolare in palestra o piscina, senza però prescrivermi altra FKT.
Mi ha invitato a rivederci di nuovo ad inizio settembre e valutare il da farsi, che come sembra sarà l'intervento chirurgico, verso ottobre.
Mi riesce difficile parlare di cedimenti articolari, non ce ne sono stati altri oltre quello che ha causato il danno ma è anche vero che non ho svolta alcuna attività impegnativa e al momento nemmeno sarei pronto a svolgerla. E ho paura di recidive che potrebbero apportare altri danni all'articolazione.
Seguirò le indicazioni e cercherò di aumentare il mio tono muscolare e poi a settembre si valuterà. Le auguro una buona estate e a risentirci.
Cordiali Saluti.