Utente 420XXX
Buona sera,

sono una mamma di 42 anni in sovrappeso ma non fumatrice ne consumatrice di alcool. Sono un po di giorni che accuso un mal di stomaco non fisso ma intervallato, che si presenta dopo aver mangiato con dolori nel centro del petto e acidità persistente. Non sento pressioni e non mi manca l'aria. Nel contempo soffro di dolori alla schiena sul lato sinistro subito sotto il seno che mi taglia proprio in due la schiena in orizzontale fino quasi alla colonna vertebrale. Un paio di anni fa (avendo un padre cardiopatico) ho fatto una visita al pronto soccorso dove, dopo una lunga serie di esami tra cui ecodopler elettrocardiogramma radiografia del torace e analisi del sangue, mi hanno detto che è tutto normale e che non riscontravano alcuna anomalia. Mi hanno fatto capire che ero andata per niente e che la mia era solo ansia. Ora a distanza di due anni mi si presentano sintomi differenti ma che mi portano a pensare le stesse cose di allora. Come posso riconoscere un attacco d'ansia da un principio di infarto? Se cerco risposte che mi tranquillizzino su internet non ne trovo anzi accentuano la mia paura che si tratti di un principio di infarto. Come posso evitare di far perdere tempo in pronto soccorso e nello stesso tempo evitare che i dolori si accentuino a causa della mia ansia? C'è un qualche cosa che posso fare da casa che mi aiuti a capire quando è il momento di correre e quando invece non è nulla di che?
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Non serve intasare il PS per un reflusso gastro esofageo.
C'è il medico curante per quello.
In quanto al dolore costale potrebbe essere una irradiazione anomala del dolore da reflusso o un problema vertebro -costale.
Sicuramente non è un dolore cardiogeno.
Parli anche di questo con il curante e lasci stare le autodiagnosi fatte su internet!
Buona giornata,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 420XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio per la sollecita risposta. Le assicuro dottor Caldarola che non è mia abitudine intasare il PS ... da quando vivo in italia (16 anni) ci sono andata un unica volta.
Purtroppo i medici generici sono sempre intasati di pazienti e le ore d'attesa non si contano prima di poter avere un consulto. Evito quindi anche di precipitarmi da lui ad ogni sintomo.
Mi rendo comunque pienamente conto che si tratta di attacchi di ansia. Dolori banali che la mia mente riconduce falsamente a problemi cardiaci. Quello che mi piacerebbe sapere è come capire quando non si tratta di banalità e quando invece i dolori sono riconducibili a qualcosa di più serio. Qualcosa insomma che mi tranquillizzi e che mi faccia capire senza far perdere tempo.
In ogni caso la sua risposta mi ha dato la tranquillità di cui avevo bisogno e mi recherò dal mio medico per vedere se c'è qualcosa che possa alleviare il dolorosissimo reflusso di cui soffro.
Grazie per la disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Signora,
il termine angina di petto deriva dal termine latino "angor pectoris" . Angor significa stringimento, soffocamento, oppressione del petto.
Il paziente descrive il dolore al medico stringendosi la camicia sullo sterno.
Questo, e non è detto all 100%, è un dolore che deve preoccupare.
Le trafitture, i dolori alla digitopressione, quelli legati alla acidità, quelli che compaiono dopo mangiato quando ci si flette et similia possono riconoscere mille cause ma non sono di origine cardiologica.
In quanto al mito della irradiazione al braccio sn e alla mandibola, questo è quello che si legge sui libri: nella realtà clinica è tutto molto diverso.
Curi bene il reflusso e se il caso faccia una gastroscopia: non è una patologia da sottovalutare.
Saluti,
Dott. Caldarola.