Utente 468XXX
Vi scrivo per mia zia, una vispa signora di 74 anni con il fisico minuto, abituata a condurre una vita molto attiva. Nove giorni fa, a seguito di una rovinosa caduta, ha riportato una frattura del polso destro e una frattura pertrocanterica del femore destro. Lo scorso martedì mattina è stata operata e ora sta iniziando timidamente la fisioterapia. Ha indossato per la prima volta le calze antitrombotiche giovedì pomeriggio e le tiene indosso da allora. Sono dovuta uscire dall'ospedale per andarle a comprare e l'ho fatto solo quando il medico (probabilmente di guardia) mi ha sollecitato a farlo. Questo medico mi ha detto che mia zia avrebbe dovuto indossarle già subito dopo l'intervento, senza lasciar passare i 2 giorni che invece sono trascorsi tra l'operazione e la vestizione delle calze. Purtroppo io non sono medico e non sapevo neppure dell'esistenza di queste calze. Nessuno si è preso la briga di informarmi della loro importanza. Questo ritardo nell'uso delle calze può portare delle gravi conseguenze? Quando mi sono lamentata con il personale ospedaliero mi è stato detto di non pensarci troppo, perché mia zia era comunque coperta dal punto di vista farmacologico, ma a me il dubbio resta e spero che voi possiate aiutarmi a scioglierlo. Nella sua vita di tutti i giorni mia zia è solita passeggiare e trascorrere molte ore in piedi. Non ha malattie particolari. Soffre di varie allergie (alimenti, farmaci...) per cui fa uso di antistaminici ed è in cura per una leggera ipertensione. Ringrazio anticipatamente per le vostre risposte

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Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
comprenderà la difficoltà di fare valutazioni a posteriori e per di più a distanza.
Consideri d'altra parte che la elastocompressione non viene uniformemente prescritta, diversamente dalla profilassi farmacologica, che viene somministrata di routine.