paura  
 
Utente 377XXX
Salve dottori e scusate se a distanza di un anno usufruisco ancora di questo splendido servizio..premesso che sono soggetto ipocondriaco in cura da psicologi ..ma che temo anche l'effetto "a lupo a lupo" scrivo per avere dei chiarimenti su questa bruttissima malattia che è l HIV..15 giorni fa ho avuto un rapporto sessuale a rischio con il mio compagno (sono omosessuale), cui ultimo test per l hiv risultato negativo è datato marzo 2016..l unico rapporto successivo è stato con un ragazzo altrettanto sano, con analisi fatte a maggio..dopo 15 giorni dal rapporto ho iniziato ad avvertire muco in gola, dolore nel deglutire, gola arrossata con un paio di macchioline bianche e leggerissimo mal di schiena con senso di accaldamento generale e febbre mai superiore ai 37.2. Aggiungo che lavoro in ufficio con aria condizionata e che talvolta dormo con il ventilatore acceso.. devo preoccuparmi? ho letto che è un sintomo d'esordio..e che solitamente questi compaiono in poche settimane
2)c'è molta discordanza sul tema presperma..c'è chi dice non sia pericoloso, chi dice lo sia..io non ho mai fatto test hiv xke non avendo quasi mai fatto (se non con partner) rapporti con eiaculazione bocca-anale pensavo stessi a posto..ora inizio a preoccuparmi perchè fino al 2011 ho avuto una vita sessuale-orale intensa (ripeto,senza eiaculazioni) e un altro paio di rapporti a inizio giugno...qual è la verità in merito? davvero una gocciolina di presperma può essere pericolosa per hiv?
3)a dicembre 2015 ho effettuato analisi del sangue generiche, compreso emocromo completo, ves e pcr..so che non sono specifiche ma vi chiedo..se avessi contratto il virus hiv negli anni precedenti, qualche valore di questo sarebbe risultato comunqeu sballato? In quel caso vorrebbe dire che almeno fino a maggio 2016 sono sano, avendo avuto per 5 anni rapporti con la stessa persona..sana!
4)a distanza di quanto tempo un test hiv può essere attendibile? c'è chi dice dopo un mese, chi dopo 3...dall'ultimo rapporto
5)il mio compagno ha rifatto le analisi e arriveranno i risultati a fine settiaman prossima...ma ovviamente lui dice che, fosse sano, potrei averglielo mischiato io in questi giorni qualora avessi l hiv..dalla storia che vi ho raccontato, se lui uscisse negativo come credo, ritenete debba fare comunque anche io un test hiv o ci sono tutti i presupposti per stare definitivamente sereno?

VI RINGRAZIO DI CUORE PER TUTTO...ripeto..mai fatto test per l hiv perchè pensavo che il sesso orale e anale senza eiaculazione mettesse al riparo dai problemi, mi hanno sempre detto così...l ultimo rapporto a rischio è di 15 giorni fa e lamento questa faringite..lui ha analisi perfette fino a marzo 2016..e scoppia di salute..
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Guardi,
il modo migliore per evitare le sue fobie è quello di avere qualunque tipo di rapporto protetto adeguatamente dal preservativo.
Lei ha trovato dei partner molto pazienti, perchè se fossero stati appena un pò meno tolleranti l'avrebbero indirizzata a "quel paese", ricordando la canzone di Sordi.
E' inutile che ci perdiamo in discussioni bizantine sul presperma in ore, sul rischio del rapporto orale non protetto e quant'altro.
Faccia un HIV I - II test combo di IV generazione a 30gg dall'evento a rischio (attendibilità > al 95%) e poi lo ripeta, insieme con la sierologia per Sifilide, a 90gg (definitivo).
Dopo veda di non rischiare più, perchè non sempre può andare bene.
Saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 377XXX

Iscritto dal 2015
la ringrazio della risposta e seguirò il consiglio..la pregherei però di chiarirmi almeno il discorso del presperma...se davvero non è pericoloso posso stare abbastanza tranquillo :D
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Dipende dalla carica virale.
Il liquido di Cooper (si chiama così) di un soggetto HIV positivo con alta carica virale è contagiante quanto lo sperma.
Per contro lo stesso liquido di un HIV positivo in trattamento con carica virale indosabile è praticamente esente da rischi.
Lei rischia, perchè non conosce lo status immunologico dei suoi partner o del suo partner.
Saluti,
Dott. Caldarola.