Utente 421XXX
Mi sono sottoposto ad una biopsia prostatica, il dottore mi ha prima passato una pomata anestetica e poi mi ha fatto due punture di anestesia.
Nessuna delle due azioni ha avuto effetto, e dopo alcuni minuti è iniziato il prelievo.
Io ho sentito completamente tutto, tante volte l'ago che entrava e tutti i movimenti per raggiungere il punto da cui prelevare il tessuto.
Ho chiesto se poteva darmi ancora anestetico, ma mi ha detto che aveva già usato la dose massima.
Il dolore spesso era insopportabile, più volte il dottore mi ha chiesto se potevo sopportare, se poteva continuare, ma oramai ero sotto esame ed interrompere mi sembrava assurdo, ho quindi detto di continuare anche se il dolore ripeto era molto intenso.
L'anestesia su di me non ha avuto effetto, neppure successivamente a intervento concluso, più volte mi sono toccato nelle parti trattate, ma non ho mai sentito alcuna riduzione di sensibilità.
Ho avuto altre operazioni, un polso rotto e ovviamente varie sedute dal dentista, non era quindi la prima volta che subivo una anestesia locale, ma questa volta l'anestesia non ha funzionato.
Quale potrebbe essere stata la causa? dopo quasi 20 giorni ancora ricordo con dolore quella mezzora di intervento, oltre ad essere estremamente preoccupato se dovessi rifare una nuova biopsia o ancora peggio l'operazione.
Come posso aver fiducia in una nuova anestesia?

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
44% attività
16% attualità
20% socialità
MONTEPULCIANO (SI)
Rank MI+ 80
Iscritto dal 2008
Buonasera, probabilmente riacquisterà la sua fiducia nell' anestesia se questa sarà eseguita da un anestesista in sala operatoria.
Lei ha eseguito una TURP in anestesia locale e dal suo racconto probabilmente questa sarà stata fatta dallo stesso operatore che ha eseguito l'intervento. In caso contrario ce lo confermi. Questa anestesia presenta dei limiti certamente che poi portano al disturbo lamentato.
Pertanto se dovesse ripresentarsi la necessità in futuro, l'intervento si gioverebbe di un blocco centrale (nello specifico una spinale) o in narcosi. Da effettuarsi ovviamente in una struttura con sala operatoria e la presenza di un anestesista.
Vedrà che in tal modo potrà eseguirlo senza neanche accorgersene.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 421XXX

Iscritto dal 2016
Grazie della risposta.
Si confermo, non era presente un anestesista, il farmaco è stato iniettato direttamente dall'operatore che mi ha fatto l'esame, non ho chiesto quale farmaco avesse utilizzato.
Provo ad aggiungere altri particolari.
L'esame non volevo farlo ed ero particolarmente teso prima ancora di entrare in ospedale.
Causa problemi, l'esame è stato eseguito con oltre 2 ore e mezzo di ritardo.
Può essere stato questo un fattore che ha neutralizzato l'anestetico?
Ricordo che diversi anni fa, per l'operazione al polso per l'inserimento di una placca, l'allora anestesista dopo vari tentativi per anestetizzare il braccio, mi disse che ero troppo nervoso, non so cosa fece ma dopo pochi minuti il braccio era insensibile e l'operazione pote iniziare.
Se questa fosse la causa, potrei assumere un tranquillante prima di una nuova anestesia?
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
44% attività
16% attualità
20% socialità
MONTEPULCIANO (SI)
Rank MI+ 80
Iscritto dal 2008
Mi sorge un dubbio però....potrebbe specificare meglio che tipo di intervento ha eseguito e quali sono state le manovre eseguite dall Urologo? Non vorrei aver mal interpretato il suo quesito iniziale equivocando una biopsia con un più complesso intervento di resezione transuretrale di prostata...intervento che certamente richiede una anestesia più complessa.
Se la biopsia è stata eseguita due ore e 30 m dopo averle fatto l' anestesia locale certamente l'effetto oramai era veramente residuo e la zona era completamente risensibilizzata. Pertanto è comprensibile che sentisse dolore, stante oltre fatto che una biopsia prostatica comunque per il suo approccio ha in se un certo grado di fastidio-dolore legati all' inoculo dell anestetico in una zona estremamente ricca di terminazioni nervose.
Per quanto riguarda invece la possibilità di una sedazione in concomitanza di una futura manovra dolorosa è bene precisare che il sedativo migliora certamente il comfort del paziente e pertanto può in parte (minina) contribuire ad aumentare la soglia del dolore per quella quota di ansietà che non giova alla sua situazione psicologica ma ovviamente è necessario che un blocco antalgico sia eseguito correttamente perché di certo non è il solo sedativo che permette di non percepire il dolore relativo a qualsiasi atto o manovra chirurgica.
Probabilmente ciò che a suo tempo le fu somministrato per il polso era qualcosa di più complesso tale da determinare una narcosi vera e propria ma ovviamente fu un anestesista a intervenire non certamente il chirurgo.
Spero di averle chiarito i termini della questione.
Saluti