Utente 881XXX
Il tutto è iniziato 5 mesi fa, dopo un rapporto con mia moglie e subito dopo essermi lavato ho avvertito un fortissimo bruciore all'inguine. Ho atteso qualche giorno facendo solo lavaggi con acqua e bicarbonato (nel frattempo avevo appreso che mia moglie aveva la candida) senza che mi passasse nulla.Dopo circa un mese in cui il bruciore si acutizzava ogni qualvolta camminavo o sudavo (tra l'altro dopo aver provato AZOLMEN lozione per una settimana e poi SPORANOX compresse per 3 giorni) sono andato da un medico specialista dermatologo il quale mi ha prescritto una pasta all'ossido di zinco non riscontrando lesioni cutanee evidenti.
Dopo un ulteriore mese di sofferenze sono andato dal mio medico di base il quale ha voluto prima escludere ogni forma di herpes (ho effettuato le analisi del sangue risultate negative) e mi ha consigliato un altro medico specialista in dermatologia. Quest'ultimo dopo avermi visitato mi ha indicato la sua diagnosi ovvero: MICOSI INGUINALE BILATERALE DA FUNGHI CHERATINOFILI e di conseguenza come terapia PEVARYL spray e TROSYD polvere tre volte al giorno per 3 settimane. Alla fine della terza settimana il mio scroto e il mio inguine erano di colorito violaceo..un dolore e bruciore insopportabile. Torno dal dermatologo il quale mi diagnostica una sopravvenuta dermatite da contatto da topici probabilmente causata dal pevaryl...terapia: Bentelan pastiglie per 5 giorni e advantan crema per due settimane(due volte al giorno)...dopo una settimana di parziale miglioramento (mi spello tutto come un salame!)...di nuovo il bruciore forte e il rossore un pò ovunque compreso pene e scroto...a questo punto richiamo (questa volta per telefono) il dermatologo il quale mi dice: purtroppo si trova in una situazione di CUTE ARRABBIATA...faccia per una settimana degli impacchi di camomilla!!!!!......e così sono oggi..un forte bruciore allo scroto e alla parte delle cosce vicina all'inguine pene arrossato con la pelle che sembra seccarsi in tante squame....la fiducia nel mondo medico (io poi figlio di medico!!!)che dopo 5 mesi di sofferenze va scemando....... Possibile che dopo 5 mesi (5 visite) e tanti prodotti presi io non abbia ancora risolto il mio problema?..E' così difficile?

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[#1] dopo  
Dr. Antonio Del Sorbo
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SALERNO (SA)
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L'infiammazione delle pieghe cutanee (intertrigine) può avere diverse cause (es. psoriasi inversa, eczema da contatto, tinea cruris, infezione da candida, etc). L'ambiente caldo umido (es. sudore) rallenta l'efficacia delle terapie. In alcuni casi, l'applicazione di creme farmacologiche, può scatenare reazioni da contatto, con prurito, bruciore, dolore, rossore e desquamazione. La visita dermatologica rimane l'unico modo per giugere ad una diagnosi precisa e per programmare una terapia mirata. Data l'area interessata è importante mantenere la cute asciutta, ricorrendo talora all'uso di polveri all'ossido di zinco (quelle che usiamo per i neonati per il pannolino) evitando possibilmente quelle a base di talco (irritante per le pieghe cutanee infiammate). Le creme invece tendono ad inumidire ulteriormente la zona, contribuendo alla macerazione dei tessuti e al bruciore. Recarsi dal dermatologo senza aver applicato farmaci (es. cortisone, antimicotici, antibiotici, etc) è importante, in quanto se al momento della visita si sospetta una micosi, può essere praticato un tampone (es. esame microscopico miceti, esame colturale candida, etc) senza che il farmaco ne possa alterare l'esito. La cura delle intertrigini dipende molto dalle cause (es. irritativa, allergica, infettiva) e a volte nonostante le cure appropriate, tende ad essere di non rapida risoluzione. Lo sanno bene gli sportivi, nel periodo estivo, quando con il movimento fisico (attrito) ed il sudore, una semplice infiammazione si protrae per settimane. Cordiali saluti e in bocca al lupo.
[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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ROMA (RM)
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una intertrigo (infezione-infiammazione della zona inguinale e delle grandi pieghe delle gambe) spesso può nascondere altre insidie cliniche da determinare con chiarezza:

tante sono le patologie che possono insorgere in tale zona e non sempre infettive:

dalle micosi che coprono altre infezioni (eritrasma) fino a quadri infiammatori immunologici (haley-haley, istiocitosi, psoriasi invertita solo per far comprendere quanto vasto è il quadro) tutto è possibile:

determinarsi con il dermatologo ed effettuare tests semplici come la luce di Wood e nuovi tamponi sarà la strada migliore.

cari saluti
[#3] dopo  
Utente 881XXX

Iscritto dal 2008
Grazie mille per le risposte...peccato che nel frattempo sia stato da un altro specialista in dermatologia (questa volta un primario...) per chiedere consigli...la diagnosi è stata irritazione da "troppa pulizia"...rimediabile con l'utilizzo di creme ad alto potere idratante. Ho provato anche questa soluzione per 10 gg. ed ho ancora il forte bruciore all'inguine di sempre.
A proposito il rossore è praticamente scomparso ma il bruciore quando compare (nei diversi momenti della giornata senza un motivo) è simile alla sensazione di una grossa e profonda lacerazione della cute....
A questo punto dopo che alla mia "collezione" di specialisti se n'è aggiunto un terzo cosa dovrei fare?...Devo chiedere io ad uno dei tre di procedere oltre facendo tamponi o altro...o mi devo ormai rassegnare al fatto che mi devo tenere il mio "male incurabile"?