Utente 423XXX
Buongiorno a tutti sono un ragazzo di 36 anni . .Da piu' di un anno in seguito ad attivita' fisica forse troppo stressante ho riportato prima una tallonite al pide di sx poi diventata fascite plantare con indolenzimento di tutto il piede e coinvolgimento doloroso del tendine tibiale posteriore. Attualmente la stessa sintomatologia se pur piu' lieve coinvolge anche il piede di dx. Fatte rmn che evidenzia edema dell' articolazione tibio tarsica del cuboide e borsite retrocalcaneare.
A livello terapeutico eseguito :
ghiaccio, riposo( solo piscina e lavoro) , fans, infiltrazioni cortisone , tecarterapia 5 sedute, onde urto 5 sedute , plantari con sostegno della volta....doppler arti inf. negativo,
la sintomatologia peggiora e non migliora e sono disperato. Purtroppo anche una semplice passeggiata è un incubo. L'ortopedico che mi segue mia ha detto che tutto cio' è dovuto ad un eccesso di pronazione e che l'unica soluzione adesso è l'intervento chiururgico. Le mie domande sono queste?
E verosimile tutto questo?
L'intervento chirurgico in eta'adulta presenta piu' vantaggi o svantaggi, è risolutivo?
Durante l'intervento si andrebbe ad intervenire anche sulla fascia plantare e sul tendine tibiale o il loro recupero sarebbe conseguenziale?
Tempi di recupero?
Potro' tornare a correre?
Grazie a tutti
[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Restuccia
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Buonasera, se ha provato di tutto certamente l'unica soluzione diventa chirurgica. Indipendentemente dall'età l'intervento è indicato in caso di sintomatologia ribelle ad ogni trattamento. Non posso rispondere nel merito di cosa si andrebbe a fare nell'atto chirurgico, per questo deve sentire il chirurgo che le ha proposto l'intervento. La sua patologia ha chirurgicamente diverse soluzioni. Anche il decorso post-operatorio ed il recupero dipenderà dal tipo di intervento per cui solo dopo una visita il chirurgo potrà proporle un intervento e darle ogni delucidazione in merito
saluti