Utente 423XXX
Buongiorno,
ho 39 anni, sono sportivo e normopeso... nel 2015 mi sono accorto di avere una Discopatia Lombo Sacrale messa in evidenza da RM.

A distanza di un anno ho ripetuto la RM ottenendo una risposta che mi interessa confrontare, per capire cosa in 12 mesi è successo alla mia schiena. Faccio presente che non avverto alcun dolore (tranne un irrigidimento che mi porto dietro da sempre).

RM del 2015

- A livello L4-L5 è presente un'ernia discale di discrete dimensioni, localizzata in sede mediana paramediana DX, parzialmente espulsa, che impronta discretamente la faccia ventrale del sacco durale e riduce di ampiezza la porzione prossimale del forame di coniugazione di destra.
- A livello L5-S1 circoscritta protusione focale paramediana sinistra dell'anulus fibroso che impronta discretamente in sacco durale e riduce l'ampiezza della porzione prossimale del forame di coniugazione di sinistra

RM del 2016

- Protusione dell'anulus fibroso discale in sede paramediana destra a livello L1-L2 senza significativa compressione sulla superficie ventrale del sacco durale
- Minima protusione dell'anulus fibroso discale ad ampio raggio a livello L3-L4
- Piccola ernia discale mediana , minimamente estesa verso il basso, a livello L4-L5
- Protusione discale in sede mediana paramediana sn a livello L5-S1 con piccola focalità erniaria ben idratata che si estende nel recesso laterale sinistro a ridosso della radice omolaterale di S1

Alla luce di questi referti mi chiedo: la situazione complessivamente può considerarsi peggiorata? Come devo intendere questa evoluzione della mia discopatia?

Vi ringrazio di cuore per le risposte che vorrete darmi.
Un caro saluto,
Daniele
[#1] dopo  
Dr. Umberto Donati
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Per confrontare due RMN successive dello stesso paziente è indispensabile confrontare le immagini della RMN e non i referti,sia perché il referto della RMN non costituisce una diagnosi ma semplicemente la descrizione di ciò che il Radiologo ha rilevato guardando le immagini, sia soprattutto perché la RMN non ha nessun significato clinico da sé sola ma acquista rilievo solo quando va a completare la visita specialistica integrandosi con quanto emerso dall'esame clinico. Non ha nessun senso fare di propria iniziativa una rmn "per vedere cosa è cambiato", dal momento che 1) i dischi degenerati lo erano l'anno scorso e lo saranno per tutti gli anni a venire, 2) con il passare del tempo le ernie discali sono destinate a diminuire di volume per disidratazione (e quindi a dare meno fastidio), 3) si possono riscontrare nel tempo analoghi fenomeni degenerativi a carico anche di altri dischi, anche in assenza di disturbi (ma senza vedere le immagini non so se le due discopatie più in alto descritte questa volta fossero invece già evidenti l'anno scorso). L'80 % della popolazione adulta dopo i 50 anni, anche se in pieno benessere, presenta un paio di discopatie con protrusioni discali e qualche volta anche un'ernia, a dimostrazione (ma non ce ne dovrebbe essere bisogno) del fatto che la RMN non serve MAI al paziente, che ovviamente non ha nessuna capacità di servirsene, ma serve SOLO ED ESCLUSIVAMENTE al medico che l'ha prescritta dopo aver visitato il paziente, e MAI "tanto per vedere se c'è qualcosa" ma solo ed esclusivamente per confermare o escludere un'ipotesi diagnostica oppure per approfondire una diagnosi già fatta. Una rmn eseguita senza necessità rappresenta una spesa ingiustificata e nel contempo concorre ad allungare le liste di attesa mettendo in difficoltà chi invece avrebbe davvero bisogno di eseguire la RMN ma non trova posto. La mia impressione, da quello che scrive, è che nemmeno la prima RMN fosse del tutto appropriata, visto che il solo disturbo sembra fosse l' "irrigidimento", ma ovviamente non ho elementi per confermare la mia impressione, che non vuol essere semplicemente una critica nei suoi confronti, ma piuttosto un invito a riflettere rivolto anche agli utenti che leggeranno in futuro questo consulto . In ogni caso ormai l'ha fatta, e quindi per sapere cosa è cambiato bisogna che mostri le immagini della RMN (e non il solo referto) al medico che l'ha prescritta, perché completi con esse la visita.
Cordiali saluti
Umberto Donati, MD
[#2] dopo  
Utente 423XXX

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Grazie Dott. Umberto per la sua risposta, seguirò il suo consiglio.

Il mio interesse nel raffronto delle RM nasce dal fatto che sono uno sportivo semi-professionista... che pur avendo modificato coerentemente le abitudini in seduta di allenamento, sottopone il corpo a stress extra ordinario.
Per poter continuare ad allenarmi in sicurezza ho quindi bisogno di comprendere come la mia Discopatia reagisce e si trasforma nel tempo in base alle mie abitudini.

PS:
Ho effettuato gli esami presso struttura privata, quindi senza incidere sul SSN... la prima RM è stata ordinata dal medico che mi ha visitato al tempo, così come la seconda mi è stata consigliata a distanza di un anno... purtroppo ho perso il contatto con questo specialista, e mi sono trovato "solo" al momento del raffronto. La mia descrizione non era chiara e non si poteva intuire tutta la storia.

Di nuovo grazie per le sue osservazioni,
un caro saluto
Daniele DV