Utente 109XXX
Salve. Ho 42 anni, sono un soggetto decisamente ansioso, stressato e particolarmente impressionabile. Non bevo, non fumo e non prendo caffè. Da anni avverto rare extrasistoli che comunque nonostante le rassicurazioni di medici e degli esami ecg, ecocolordopler, test da sforzo mi hanno sempre terrorizzato.
IL PROBLEMA: da circa DUE mesI, se mi appresto ad uno sforzo improvviso, mentre faccio sesso, mentre mi agito o semplicemente provo delle emozioni forti, il mio cuore non ha più un battito regolare, ma iniziano notevoli extrasistoli continue molto fastidiose, che poi a riposo scompaiono; ho notato che ciò si verifica quando il cuore supera i 150 battiti. E' come il motore di una macchina che comincia a scoppiettare insomma.
Un holter 24 ore fatto qualche settimana prima di questi fastidi aveva rilevato una frequenza media di 85 battiti (max 154 min 61). 0 pause maggiori di 2 sec Ectopici sopraventricolari 30% Totali n. 1 Singoli 1.
Successivamente alla comparsa del disturbo di cui sopra mi sono sottoposto ad un test da sforzo dal quale risulta : ARITMIE: SPORADICI BESV NEL RECUPERO ; ST non variato. Insomma sono arrivato dopo 8 minuti ad una frequenza di 189 battiti al minuto e dopo nel recupero ho cominciato ad avere queste strane e continue extrasistoli che sono state registrate solo in piccola parte perchè il medico ha interrotto il monitoraggio dopo circa 2 minuti del recupero.
Mi ha detto di prendere il Sequacor 1.25 una volta al dì e di non preoccuparmi più di tanto, ma io non vivo più e mi sento limitato ed impaurito. Cosa fare e soprattutto perchè da circa ho questi disturbi? Sono pericolose extrasistoli così frequenti? Dovrei fare altri esami e quali?
CON L'ASSUNZIONE DEL SEQUACOR HO VERIFICATO UNA RELATIVA DIMINUZIONE DELLA FREQUENZA, MA PURTROPPO HO ANCHE CONSTATATO CHE LE EXTRASISTOLI CONTINUE ORA SI VERIFICANO ANCHE A FREQUENZA PIU' BASSA. MI CHIEDO ALLORA SE IL PROBLEMA NON DIPENDA DA UN QUALCOSA DI DIVERSO: FUNZIONALE. CERTO E' CHE NON RIESCO PIU' A SEGUIRE IL MIO NORMALE RITMO DI VITA. PENSI FARE L'AMORE, ARRABBIARMI UN PO', CORRERE PIU' DI TANTO MI DIVENTA IMPOSSIBILE PERCHE' COMINCIO A " SCOPPIETARE".
Grazie per la risposta che sono sicuro non tarderà ad arrivare.

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[#1] dopo  
Dr. Ugo Miraglia
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ROMA (RM)
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Normale, il betablocco riduce la frequenza ma sulle extra potrebbe non avere un grande effetto.
[#2] dopo  
Dr.ssa Laura Angioni
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CORMANO (MI)
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Caro amico, mi sembra che nel tuo caso il problema principale non sia il cuore, ma l'ansia, sono contraria all'uso di farmaci cardiovascolari in assenza di cardiopatie, viceversa potresti avere una completa risoluzione del tuo problema chiedendo al tuo medico curante di prescriverti una buona terapia ansiolitica e in caso di insuccesso rivolgerti anche ad uno specialista che ti possa dare anche un supporto psicologico, in bocca al lupo!
[#3] dopo  
Dr. Silvio Presta
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Una condizione di 'nevrosi cardiaca' (questa è una vecchia definizione che i cardiologici utilizzavano in passato per definire una attività cardiaca anomala in un cuore strutturalmente sano) è molto frequente e oggi è meglio inquadrata tra i disturbi neurovegetativi che fanno parte dello spettro panico-agorafobico. In questi casi il beta-blocco è terapia solo sintomatica, mentre è utile impostare una terapia antiansia specifica, che ha la funzione di regolare eventuali neurovegetative. Si rivolga con fiducia ad uno specialista psichiatra!
Cari saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
[#4] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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non è chiaro se lei è obeso, quali sono i risultati di eventuali esami del sangue (es elettroliti), e che tipo di attività svolge (stress).
Certamente l'ipotesi psichiatrica è possibile, tuttavia a mio parere andrebbe ulteriormente esclusa qualsiasi causa organica.

Cordialmente

Dr Actis Dato
Torino
[#5] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2006
Salve dottor Guglielmo Mario,
Le rispondo subito.
Per quanto riguarda l'obesità sono leggermente sovrappeso. Peso infatti 65 Kg per 162 cm di altezza. Ho la pancetta diciamo e svolgo una vita sedentaria. Non pratico più sporto proprio per queste mie problematiche di affaticamento, tachicardia ed extrasistolia, oltre che per poca volontà.
Gli esami del sangue fatti proprio recentemente non hanno mostrato alterazioni particolari, MA PRECISO CHE MAI NESSUNO MI HA PRESCRITTO L'ESAME SPECIFICO ELETTROLITI (a cosa servono?).
Lo stress c'è sempre anche perchè la mia ansia va a mille.
Grazie della risposta.
[#6] dopo  
Utente 109XXX

Iscritto dal 2006
Ore 13.30 me lo ha fatto di nuovo.
Ho appena avuto un leggerissimo alterco con una persona (non provocato da me), ed il mio cuore ha cominciato ad andare in extrasistolia. Non ho potuto far altro che mettermi tranquillo e buono in disparte nel negozio.
La cosa sta peggiorando. Non posso andare avanti così. Non reggo davvero.
[#7] dopo  
Dr. Silvio Presta
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Gentile utente,
le rinnovo l'invito a trattare lo stato ansioso, indipendentemente dalla presenza o meno di una diagnosi cardiologica. Una riduzione dello stress non può che far bene anche al suo cuore.
Saluti
Silvio Presta

www.silvio-presta-psichiatra.tk
[#8] dopo  
Dr. Claudio Lorenzetti
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Concordo pienamente con quanto ha scritto il collega Dr. Presta: una patologia cardiaca può risentire in modo particolare di uno stato ansioso anche per quanto riguarda la prognosi. Al giorno d'oggi sono disponibili degli ottimi trattamenti per l'ansia (es. SSRI) perfettamente compatibili con una cardiopatia concomitante (una certa attenzione va posta solamente in caso di associazione con farmaci anticoagulanti).
Cordiali saluti.

Claudio Lorenzetti
[#9] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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Gentile utente,

e' utile per lei iniziare una terapia ansiolitica adeguata con o senza associazione di un antidepressivo qualora fosse presente anche un sintomo depressivo.
Si rivolga ad uno psichiatra per assestare tale terapia.

Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

http://www.francescoruggiero.it
[#10] dopo  
Dr. Gabriele De Masi De Luca
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TRICASE (LE)
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Come noto, nella grande maggioranza dei casi le extrasistoli sono una turba ritmica benigna, dipendente da fattori extracardiaci. All'innesco e/o mantenimento di tali disturbi vi contribuiscono fattori sia endogeni (l'ipertiroidismo, gli stress emotivi, alcune gastropatie) sia esogeni (l'alcool, tabacco o caffeina, sforzo fisico eccessivo, il fumo di sigaretta). In termini fisiopatologici tale disturbo (BESV), che e' causato da un focus ectopico a provenienza atriale che genera un battito prematuro, e' il risultato di influenze provenienti dall'azione del sistema nervoso autonomo e da forze esterne che creano stiramento sulle pareti atriali (pressione arteriosa, sovraccarico atriale etc.)
Pertanto tutti i fattori che prima ho citato, sia esogeni che endogeni, esercitano la loro azione favorente l'innesco di tali battiti prematuri, o aumentando il tono simpatico o generando maggiore stress parietale atriale.

Come nel tuo caso spesso tali battiti prematuri possono essere avvertiti come fastidiose palpitazioni che creano disagio .

Leggendo la tua storia e il risultato degli accertamenti diagnostici a cui ti sei sottoposto si puo' facilmente dedurre che il tuo disturbo e' sicuramente di natura benigna.

Sarebbe utile osservare come incrementa la tua pressione durante lo sforzo (dal test ergometrico che hai fatto si dovrebbe vedere), indagare su eventuali sintomi riferibili a disturbi gastrici (pirosi, dispepsia etc), ed effettuare le determinazioni laboratoristiche degli indici di funzionalita' tiroidea (FT3,FT4,TSH).

Come vedi tutto cio' e' mirato a evidenziare eventuali fonti che favoriscono l'innesco di tali BESV.

Un altro consiglio sarebbe quello di effettuare attivita' fisica aerobica (lunghe passeggiate), che migliora l'efficienza del sistema nervoso autonomo e l'equilibrio pressorio (190 di frequenza dopo 8' di test ergometrico e' normale, ma e' un indice di scarso allenamento).

A tutto cio' potrebbe essere utile il trattamento con un un semplice ansiolitico, il bromazepam ad esempio, molto utilizzato dai cardiologi. (ottimi atrisultati su alcuni miei pazienti).

Non esistono linee guida sul trattamento delle extrasistoli..., io credo che prima di effettuare trattamenti farmacologici, bisogna sempre chiedersi cosa puo'scatenare un disturbo del ritmo e fare di tutto, con la collaborazione del paziente, per eliminarlo o quantomeno attenuarlo, conla consapevolezza che tale fenomeno e' di natura benigna.

Un saluto

Dr Gabriele De Masi De Luca