Utente 875XXX
Mio zio, di 72 anni, ex fumatore da oltre 20 anni ( fino a qualche settimana fa 20 sigarette al giorno pur se filtrate ) ha cominciato senza disturbi evidenti a dimagrire.
In un anno circa 10 chili.Mangia normalmente,anche abbondantemente, ma ora e' circa 51 chili ed è alto 1,65.
Ho insistito a fargli fare degli esami perchè non potevo aspettare che si consumasse senza fare nulla.
Abbiamo iniziato con esami del sangue da cui risultano i seguenti dati fuori posto:
al 6.9.2008 al 15.10.2008
ves 37 44
antigene cea 11,2 12,20
assenza di sangue occulto nelle feci
Diabetico da circa 15 anni: glucosio attuale 138, in cura con Amaril.
Ipertensione in cura con Coaprovel.
Da ecografia addome completo risultano molteplici calcoli già noti da qualche anno di cui il maggiore di 17mm nella colecisti.
Da tac con liquido di contrasto del 29.10.2008 (dopo che rx evidenziava due addensamenti parenchimali ai polmoni e si consigliava tac) risulta
TORACE:
Nel segmento anteriore del lobo superiore dx si osserva tessuto solido indissociabile dalla pleura mediastinica(diametri assiali massimi di 3,1 x 2,4 cm.)concomita altra lesione solida a margini irregolari spiculati indissociabile dalla pleura mantellare anteriore, a livello dell'articolazione sterno costale ( diametri assiali 3x2,3 cm).
Altra lesione solida a margini irregolari, spiculari con raccordi alla pleura mantellare nel segmento posteriore del lobo sinistro(diametri assiali 4 x 2,7 cm).
Concomita nel lobo inferiore sinistro impegno micronidulare alveolare.
Non versamento pleurico.
Alcuni linfonodi nella finestra aorto-polmonare e nella loggia del Barety del diametro massimo di 1, 5 cm.
ADDOME:
Si segnala nel III medio del rene sinistro, sul versante anteriore, formazione solida di 2cm dotata di enhancement contrastografico.
Fegato, pancreas, milza,syrreni e rene destro nei limiti di norma per dimensioni, morfologia e densità, senza evidenza di lesioni evolutive.
Colecisti a contenuto litiasico(diametro trasverso massimo di 1,4 cm), senza dilatazione delle vie biliari.
Il 7.11.2008 verrà fatta la PET.
Poi vorrebbero fare la broncoscopia. Il suo geriatra è del parere che forse sarebbe meglio una biopsia al polmone (non so come si chiami nello specifico)tramite un ago o non so cosa.
Rispetto alla broncoscopia è più dolorosa?
Tale parere mi viene motivato dal fatto che tali lesioni sembrano nelle parti periferiche dei 2 polmoni e la broncoscopia potrebbe non essere sufficiente e solo fastidiosa.
Volevo un suo parere specificando che per ora mio zio, oltre al dimagrimento che ora sembra rallentato(dopo aver preso della carnitina per un mese)non ha altri disturbi fastidiosi se non un pò di tosse non secca.
Ritiene la carnitina possa alimentare o accelerare la eventuale neoplasia?
Ritiene siano neoplasie al polmone? Se lo fossero ritiene possano essere operabili viste le posizioni periferiche, nel caso, anche se la persona è magra?
Il solo disturbo del dimagrimento da solo ritiene sia inevitabile di una neoplasia?
Ringrazio e attendo un suo cortese riscontro.

[#1] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
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Salve gentile utente, dal quadro descritto mi sembra giusto procedere con una PET (tomografia ad emissione di positroni) e successivamente con agobiopsia TC guidata che consiste nell'introdurre nel parenchima polmonare sotto guida delle immagini Tac un ago di calibro sufficiente per prelevare un frustolo di tessuto su cui fare diagnosi istologica e nella mia opinione questa sarebbe da eseguirsi sulla lesione del polmone sinistro che dalla sua descrizione sembrerebbe la più raggiungibile dalla metodica. Per il dolore legato alla procedura non c'è da preoccuparsi in quanto si esegue dopo un'anestesia locale sulla zona cutanea in cui si introduce l'ago. Il rischio della procedura invece è il Pneumotorace, cioè la perforazione del parenchima al di fuori della formazione (che essendo probabilmente una eteroplasia è più "solida" del polmone circostante)con fuoriuscita d'aria dal polmone nel cavo pleurico con successiva perdita della pressione negativa tra pleura parietale e viscerale che porta al collasso del polmone che però è ovviabile con l'introduzione di un drenaggio pleurico. Una volta avuta la diagnosi istologica, in caso fosse di natura neoplastica, cosa che temo, vista la bilateralità delle lesioni si potrebbe procedere in base alla risposta con terapia medica oncologica mirata.In bocca al lupo allo zio.
[#2] dopo  
Utente 875XXX

Iscritto dal 2008
La ringrazio per la risposta cortese e tempestiva.
Ritiene quindi che l'agobiopsia Tc dia esiti più certi e apprezzabili rispetto a una broncoscopia che in caso non fornisse risultati soddisfacenti richiederebbe comunque l'esame (agobiopsia)che consiglia sia Lei che il geriatra di mio zio.
Volevo farle cortesemente ancora queste domande se ha la possibilitàe di potermi dedicare ancora un pò del suo tempo e della sua cortesia:
-La broncoscopia presenta rischi inferiori rispetto
all'agobiopsia ?
-l'agobiopsia basterebbe farla sul polmone sinistro in
quanto una volta riscontrata una neoplasia in quella
sede anche le altre sono da ritenere della stessa
natura?
-Visto il rischio pneumotorace l'esame dell'agobiopsia è
meglio farlo in sede di ricovero in clinica per
l'assistenza relativa al drenaggio pleurico? Se
coinsigliato il ricovero il suo geriatra lo farebbe
ricoverare in una clinica qui a Milano dove lui
esercita la professione(e non in day ospital)
-Mi sembra di capire che Lei non sarebbe per un
intervento chirurgico di asportazione ma per una
chemio/radio terapia, se si perchè ritiene che le
lesioni siano troppe da asportare?( o è una valutazione
che si può fare solo vedendo le condizioni del
paziente)
-Perchè la bilateralità delle lesioni fa propendere per
una neoplasia?
-la PET è un esame che rivela eventuali metastasi in
altre parti del corpo?
La ringrazio e mi scuso per l'ulteriore disturbo arrecato.