Utente 184XXX
Gentili dottori, sono un giovane uomo di 38 anni, gay. Ho avuto soltanto una lunga relazione di 11 anni con una persona, e a parte quella solo brevi esperienze "soft". Nonostante una relazione così lunga non posso dire purtroppo di aver maturato un'esperienza sessuale, nel senso che i rapporti sessuali, almeno con penetrazione, erano rari. Inizialmente, anche prima di questa relazione (intorno ai 23 anni), avevo delle erezioni più che soddisfacenti; bastava la prossimità fisica della persona a scatenare un'erezione consistente e prolungata nel tempo.Nel corso degli anni ho iniziato a manifestare problemi di vario tipo, inizialmente legati all'ansia da prestazione, e al pensiero che il rapporto non fosse desiderato dal mio compagno, e poi disturbi come prostatiti e uretriti, curate negli anni con antibiotici anche per tempi prolungati. Attualmente non avverto i disturbi tipici di una prostatite che lamentavo un tempo (bruciore al momento dell’eiaculazione, ipersensibilità al glande, dolorabilità al perineo), ma non posso fare a meno di constatare che la qualità della mia erezione è scarsa. Per riuscire a mantenerla ho bisogno di una stimolazione continua, o comunque di un contatto, e inoltre la tumescenza del pene non è paragonabile a quella che avevo un tempo.Di notte mi capita a volte di svegliarmi indolenzito a causa di erezioni forti e prolungate, ma quando ne avrei veramente bisogno la tumescenza è molto più scarsa, al punto che non credo che riuscirei ad arrivare alla penetrazione.Sicuramente c’è una componente psicologica, ma ho la sensazione che non sia solo questo, perché lo stesso si verificava col mio ex negli ultimi anni e con un’altra persona che ho incontrato; anche nella masturbazione, da solo, non riesco a ottenere un’erezione consistente, ma ho notato che stimolazioni visive forti, come film hard (che guardo raramente), riescono invece a sostenerla.Da poco ho conosciuto un ragazzo con cui sento affinità emotive, oltre che fisiche, e ho avuto qualche incontro, e ho purtroppo constatato la notevole differenza tra la qualità oltre che la durata della sua erezione e la mia. Mi chiedo se il mio possa essere un problema psicologico legato all’insicurezza e alla mancanza di autostima che mi porto dietro da anni (insieme a una depressione dalla quale per ora mi sento se non guarito, almeno in parte affrancato) o se invece ci possano essere problemi organici; Non so come spiegare queste cose al mio potenziale compagno; aggiungo che al momento non prendo farmaci di alcun tipo, e ho interrotto (gradualmente e dopo consulto medico) la terapia antidepressiva con paroxetina circa un anno fa. Il pensiero di “fallire” nell’incontro con l’altro mi porta a temerlo e quasi a evitarlo.Mi chiedo se sia il caso di sentire un andrologo, e fare esami come ecodoppler penieno, rigiscan o altro.Le analisi del sangue, fatte un mese fa erano perfette, ma mancava il dosaggio ormonale:non so se sia il caso di valutare i livelli di testosterone, prolattina, FSH

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Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

è proprio il caso ora "di sentire in diretta un andrologo, e fare esami come ecocolordoppler penieno, rigiscan NPT o altro".

Nel frattempo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche gl’articoli pubblicati sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1234-nuove-terapie-emergenti-trattamento-disfunzione-erettile-de.html

http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile .

Un cordiale saluto.