Utente 287XXX
Salve a tutti, ho un disperato bisogno d'aiuto.
Fin da piccola soffro di piedi piatti, ho portato diversi tipi ti plantari fino ai 15 anni e ho fatto della ginnastica propriocettiva volta a migliorare la mia situazione all'età di 11 anni, tutto questo senza nessun esito positivo.
Alcuni ortopedici mi consigliarono di operare altri no e ho lasciato stare fino ai 16 anni, quando il problema iniziò a peggiorare e decisi perciò di farmi operare.
Ho eseguito a 16 (piede sx) e 17 (piede dx) anni l'intervento di calcaneo stop con un eccellente risultato, apparte il fatto che le viti mi hanno sempre causato fastidi nel movimento dell'articolazione, motivo per qui quest'anno (all'età di 20 anni) ho deciso di fare l'intervento per la rimozione delle viti, sotto suggerimento del mio ortopedico.
Dopo aver rimosso le viti i miei piedi sono tornati come prima di averle messe (se non peggio).
Ora vorrei chiedervi come questo sia possibile e se esistono delle ragioni specifiche per questo fatto (dato che l'ortopedico che mi ha operata non riesce a capacitarsi di come i piedi siano tornati come prima).
L'ortopedico mi ha suggerito di provare a rifare della ginnastica propriocettiva per rinforzare la muscolatura del piede per cercare di migliorare la situazione (ma a mio parere non servirà a molto) e se non funziona di intervenire chirurgicamente in modo più invasivo.
I piedi mi fanno male, in particolare se sto a lungo in piedi e se cammino molto, in più mi fanno male ginocchia e schiena.
Vorrei chiedere consigli a voi su come comportarmi, perchè ora come ora non so davvero cosa fare e soprattutto sono preoccupata sulle ripercussioni che questo problema avrà nel mio futuro.

Mi scuso per la lunghezza e per la vostra perdita di tempo, ma sono davvero disperata.
Sono a disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento e Vi ringrazio in anticipo!

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[#1] dopo  
Prof. Enrico Pelilli
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TORINO (TO)
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L'intervento di Calcaneo stop nasce per la correzione del piede piatto valgo e cavo-valgo in età evolutiva, cioè durante la crescita.
La vite, opportunamente posizionata, impedisce, in 2 maniere, l'eccessiva pronazione del calcagno:
1 con un effetto meccanico,
2 con uno stimolo propiocettivo, dimostrato da buoni risultati clinici anche con viti mal posizionate.
La correzione così ottenuta, riallinea le articolazioni del piede, le quali progressivamente si rimodellano, stabilizzando la correzione. Questo permette di rimuovere la vite, dopo un paio di anni, senza perdere la correzione ottenuta.
All'età di 16 anni il piede é ormai adulto da almeno 2-3 anni, quindi la correzione é meccanicamente mantenuta dalla vite, contro la morfologia del piede, che non potendosi rimodellare, va in contrattura e diventa doloroso.
Rimossa la vite, le articolazioni vanno a riposizionarsi, non essendoci stato nessun rimodellamento articolare.
Penso che i problemi adesso riferiti possano migliorare con dei plantari costruiti su misura, con un cuneo posteriore varizzante, proseguito con un sostegno della volta plantare, rivestiti di spugna depressibile del 30%,eventualmente associato a fkt.
[#2] dopo  
Utente 287XXX

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Il fatto che fossi stata fuori l'età evolutiva mi era stato detto, ma l'ortopedico mi disse che l'intervento si sarebbe potuto fare comunque grazie al fatto che le mie articolazioni erano ancora molto mobili, e lo sono tutt'ora. Perciò io alla fine mi sono fidata di ciò che mi disse.
Lei pensa che sia stato questo il problema?

La ringrazio infinitamente per la sua risposta e per la disponibilità.
[#3] dopo  
Prof. Enrico Pelilli
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TORINO (TO)
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È possibile che lei sia portatrice di una sindrome da iperlassità legamentosa (lo può verificare forzando l'estensione delle dita della mano: normalmente le dita si estendono fino ad allinearsi al palmo della mano ✋, se vanno a piegarsi sul dorso, fino quasi ad angolo retto, lei ha articolazioni l'asse), cosa che ha impedito la completa strutturazione del difetto di appoggio.
Comunque qualsiasi atto terapeutico può essere destinato a insuccesso, perché ognuno di noi ha specificità di risposta allo stesso atto medico.
Se può consolarla, anche nei bambini si può andare incontro a un insuccesso, ovviamente con percentuali ridotte.
L'intervento di calcaneo stop é a bassa invasività ed è reversibile (nel senso che non si modifica l'anatomia con asteotomie o resezioni di osso, e, quindi, mal che vada, rimuovendo la vite, si ristabiliscono le condizioni precedenti, senza arrecare danno).
Questa sicurezza può portare ad estendere le indicazioni, aumentando le probabilità di insuccesso.
Personalmente, dedicandomi alla sola ortopedia infantile, non ho esperienza di questa metodica in soggetti adulti e nel suo caso, probabilmente le avrei detto che si poteva fare un tentativo, con un rischio prossimo allo 0, e che tutto quello che si poteva ottenere era un di più e che chirurgie alternative erano assai più aggressive e senza "marcia in dietro" e che, prima di prendere qualsiasi decisione, di provare con il plantare che le ho consigliato.
A questo punto le farei una domanda: se non ho capito male, lei è una signora, che tipo di calzature porta?
Se porta scarpe con tacco, non stia tanto a preoccuparsi del piede piatto, perché tanto il suo piede lavora comunque in maniera anomala.
Cordialmente