Utente 184XXX
Salve,

vorrei gentilmente sapere se l'iniezione eseguita durante l'esame in oggetto provoca un'erezione completa o parziale, e se in fase di prenotazione dell'esame è opportuno chiedere, come ho letto in qualche sito, se è previsto un supporto visivo per "minimizzare la componente emotiva, con blocchi di natura psichica che potrebbero alterare i risultati dell'esame".
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Mario De Siati
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l'iniezione di prostaglandina che viene eseguita per eseguire l'esame , comporta in condizioni di normalità una erezione completa. In alcuni centri viene anche fornito il supporto visivo , le conviene chiedere preventivamente se supportano questa modalità d'esame . Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 184XXX

Iscritto dal 2010
Grazie per la cortese risposta: mi ero posto la domanda perché in un forum un utente segnalava di aver notato solo un'erezione parziale pur non lamentando deficit erettili.

Cosa intende quando specifica "in condizioni di normalità"?
Un'erezione parziale con prostaglandine può essere indice di problemi?

Lei suggerisce il supporto visivo o lo ritiene superfluo per la buona riuscita dell'esame?

Grazie mille
[#3] dopo  
Dr. Andrea Militello
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Non posso che condividere la risposta del bravo collega De Siati

spesso la componente ansiogena / emotiva dell esame può alterare la risposta erettile, ma un bravo ecodopplerista sa interpretare nella giusta maniera i valori sistolici e diastolici dell esame. Il supporto visivo oggigiorno viene facilmente sopperito con un semplice cellulare connesso alla rete :-)
Personalmente lascio il paziente da solo ( nella sua intimità) per qualche minuto
[#4] dopo  
Utente 184XXX

Iscritto dal 2010
Buona sera,
oggi ho eseguito l'esame ma sinceramente ho qualche perplessità.
Il medico ha prima eseguito l'ecodoppler basale, in stato di flaccidità, e poi ha provveduto a iniettare 10mg di caverject.
Mi ha quindi fatto aspettare circa 5 minuti, forse meno: quando è rientrato l'erezione era intorno al 30%, ma ha iniziato comunque a eseguire l'esame.....
Durante l'attesa non mi sono toccato, forse avrei dovuto massaggiare un po la parte per facilitare l'assorbimento del farmaco, non so....
Il medico ha comunque rilevato un flusso arterioso di 50cm/secondo dicendo che era tutto nella norma, visto che il valore critico è di 25cm/secondo.
Quindi è uscito per rientrare dopo 10 minuti: l'erezione a quel punto era al 60/70%; lui diceva che è normale vista la situazione, l'ansia, ecc non arrivare a un'erezione piena, ma io credevo fosse solo una questione di tempo, e infatti quando l'esame si è concluso e sono uscito fuori per aspettare il referto, sentivo che l'effetto del farmaco aumentava sempre di più.
L'erezione ha raggiunto il massimo dopo circa 30 minuti, ed è proseguita, dolorosamente per quasi 4 ore; per fortuna dopo è svanita, non ne potevo più.

Il referto, a mio avviso molto stringato del medico, è stato: "in condizioni basali normale rappresentazione dei corpi cavernosi e del bulbo spongioso. Dopo iniezione intercavernosa di Caverject (10mcg) si osserva normale comparsa di picco arterioso (50cm/sec) e rapida scomparsa e inversione della componente distolica a carico di entrambe le arterie dei corpi cavernosi. Il tracciato flussimetrico pertanto non depone per patologie di tipo arterioso. Al termine dell'esame il paziente riferisce un'erezione quantificabile in circa il 40%".

Mi chiedo come mai il medico non abbia aspettato che raggiungessi un'erezione piena, e se il risultato sia comunque attendibile.
Il medico ha detto che questi esami sono quasi sempre inutili visto che le cause organiche sono rare, e qualora vi siano non c'è niente da fare....Ho avuto la sensazione che me l'abbia fatto cosi, per farmi stare più tranquillo. Però al di la del referto stringato penso che se avesse visto delle anomalie l'avrebbe detto.

Ho notato una cosa strana poi: i due corpi cavernosi era gonfi (dolorosamente direi), mentre il corpo spongioso centrale no, e anche il glande era sgonfio. E' normale? Il pene, seppure in erezione, aveva quindi una forma strana: non cilindrica ma ellittica...

Una volta a casa, dopo circa un'ora e mezza dall'esame, sentivo dolore, cosi mi sono masturbato, e allora il glande si è gonfiato, insieme al corpo spongioso.

Il medico non ha riscontrato anomalie in termini di fibrosi o flusso arterioso; per valutare eventuali fughe venose avrebbe dovuto attendere la piena erezione. Quello che mi chiedo è se il fatto che l'erezione sia durata per 4 ore sia sufficiente ad escludere un problema di fuga venosa.

Ricapitolando, le mie domande sono:
1) l'esame è attendibile anche se non eseguito in erezione piena?
2) è normale che fossero turgidi solo i corpi cavernosi?
3) e' normale che già dopo mezz'ora l'erezione fosse dolorosa? ( aggiungo che mi capita spesso, dopo i rapporti, la masturbazione, o anche al mattino, dopo ore di erezioni notturne, di sentire il pene indolenzito)
4) una durata cosi lunga dell'erezione esclude fughe venose? come va interpretata?
5) davvero l'esame è inutile come ha detto il medico? Perché farmelo fare allora, e non rifiutarsi?

Adesso devo fare il dosaggio ormonale (FSH,LH,PRL 2 PRELIEVI (0’, 40’),DHEAS,17BETA ESTRADIOLO,Androstenedione,Testosterone totale,SHGB,OMOCISTEINEMIA), per integrare questi risultati e portarli all'andrologo.