Utente 426XXX
Salve Dottori,
In data 11 Settembre 2016 a causa di un trauma da schiacciamento/ strappamento ho subito una subamputazione della falange distale del dito indice sinistro. Al pronto soccorso hanno altresì constatato la frattura scomposta della stessa e la completa avulsione dell'unghia. Il giorno dopo sono stata operata; durante l'intervento il chirurgo ha ricostruito i tessuti molli, collocato il filo di Kirshner, riposizionata l'unghia nel letto ungueale per dare il corso alla nuova, e chiuso con circa 7-8 punti di sutura. A fine intervento è stata applicata la stecca di Zimmer e la fasciatura. Nelle prime 4 settimane dall'intervento il chirurgo ha proceduto con puntuali medicazioni, andando via via anche a rimuovere una piccola sofferenza cutanea creatasi nella zona sottostante al polpastrello., nei pressi dei punti per intenderci. Al 31 esimo giorno sia il filo di Kirshner che la stecca di Zimmer sono stati rimossi, a seguito di radiografia che evidenziava l'avvenuta formazione del callo osseo.
Appena 4 giorni dopo la rimozione del tutto ho iniziato un ciclo di Fiosioterapia che consta di mobilizzazione attiva e passiva, rimozione delle aderenze e laser. Il dito ad oggi, nel suo 39esimo giorno dall'intervento, appare molto curvo e fa resistenza quando cerco di muoverlo sia in estesione che in flessione. Cerco di ripetere gli esercizi assegnati almeno 5 volte al giorno per una durata di 25 minuti.
La mia domanda è : se non ho riportato traumi a nessun tipo di tendine come mai ho cosi tanta difficoltà a recuperare la mobilità del dito? da cosa dipende e cosa posso fare per migliorare la mia situazione? In casi come il mio quanto tempo è previsto per ottenere la guarigione del dito, almeno in una percentuale accettabile? La mia difficoltà maggiore sta nel riuscire a far piegare o flettere in modo autonomo la seconda falange, che attualmente provoca, almeno a livello visivo, la curvatura del dito ( ovviamente anche la falange distale purtoppo punta verso il basso).
Sono molto preoccupata perchè il chirurgo mi ha detto che entro settimana prossima ( cioè quando saranno passati 45 giorni dall'intervento) vuole vedere che almeno il dito si piega a 90 gradi, con la punta che tocca il palmo. Temo di non riuscirci..
Grazie mille in anticipo per l'eventuale risposta.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signora,

dopo questo tipo di trauma e della conseguente immobilizzazione, è assolutamente normale la rigidità articolare.

Deve iniziare la kinesiterapia, cioè esercizi di mobilizzazione, sia attivi che passivi, possibilmente 3 volte al giorno, fino al completo recupero di una normale flesso-estensione del dito.

Ci vorrà un pò di tempo e di pazienza.

Ma queste coe, suppongo, le siano state già dette dal Collega che la sta seguendo.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 426XXX

Iscritto dal 2016
Gentile Dott. Leccese,
grazie per la celere risposta. Sia il chirurgo che il fisioterapista mi hanno comunicato la stessa cosa. La terrò aggiornata sui prossimi sviluppi, sia dal punto di vista della mobilità che sull'eventuale recupero dell'unghia. A tal proposito Il chirurgo ha detto che la matrice non appariva danneggiata.

Saluti e grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Di nulla.
[#4] dopo  
Utente 426XXX

Iscritto dal 2016
Buon pomeriggio Dottore,
avrei bisogno di un chiarimento sulla mia situazione. Se non ho lesioni ai tendini, si può parlare ugualmente del dito a martello nel mio caso, visto che la falange punta verso il basso e tutto il dito appare ricurvo? Un tutore potrebbe aiutarmi a stendere il dito? La ferita è in via di cicatrizzazione.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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In linea di massima si, ma ho difficoltà a darle risposte precise a distanza....

Solo una valutazione diretta può fornire risposte valide.
[#6] dopo  
Utente 426XXX

Iscritto dal 2016
Gentile Dott. Leccese,
Le scrivo per aggiornarla sugli ulteriori sviluppi... dal 31 ottobre 2016 indosso ( solo di notte) un totore fatto su misura che ha l'obiettivo dell'estensione del dito indice sinistro. A distanza di 15 giorni la falange distale punta in misura minore verso il basso e quella intermedia appare meno ricurva/arquata ( trattasi di qualche milimetro). Nonostante questi piccoli miglioramenti l'estensione non mi risulta fattibile attivamente ma solo con l'aiuto del tutore e del fiisioterapista. In flessione invece ho guadagnato qualcosa ( nei prossimi giorni Le invierò le misure esatte).
Quello che mi preoccupa maggiormente è proprio l'estensione: in modalità attiva il dito non risponde al "comando". Il fisioterapista dice che non devo avere dubbi sull'integrità di questo tendine in quanto il dito, con esercizi di flessione della sola falange distale, "ritorna indietro" e non resta in flessione ( spero di aver descritto bene il movimento). La difficiltà è da deputare piuttosto al muscolo, ancora troppo debole.
Per quanto mi fidi del mio fisioterapista vorrei sapere se c'è qualche esame da fare per controllare effettivamente lo stato del muscolo/tendine estensore cosi da poter confutare ogni dubbio sulla sua integrità o eventuale lesione.
L'unghia intanto sta ricrescendo.
La ringrazio per la sua cortese attenzione.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Escluderei un problema muscolare.

L'estensione attiva è scarsa o per una lesione dell'estensore (tendine) o per una residua rigidità articolare.

Se passivamente la falange si estende, vuol dire che il problema è del tendine (aderenze o, più probabilmente, una lesione mal riparata).