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Scolo retro faringeo

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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008

    Scolo retro faringeo

    buon giorno Scrivo per un disturbo che può sembrare banale, ma che rende la qualità della mia vita pittosto scadente. I miei sintomi sono simili ad alcuni utenti iscritti al sito. Nel febbraio del 2006 dopo vari cilci di antibiotici per cistite, influenza, ricaduta influenza, ho avuto una broncopolmonite risultante in fase di guarigione per la quale mi è stato somministrato un ulteriore ciclo di antibiotici. Guarita dopo dieci giorni rimane uno scolo retronasale che procura una tosse persistente per 18 mesi. Trascorro l'inverno del 2007 solo con tosse senza episodi inflenzali. L'estate del 2007 sembravo miracolosamente guarita. In ottobre una tracheite curata con antibiotici. Torna lo scolo retronasale e tosse. Il medico curante a distanza di tre giorni giorni dall'antibiotico,mi somministra il vaccino antinfluenzale. Da quel giorno non sono più in forma. Accuso stanchezza, spossatezza e tosse sempre più forte. A novembre sopraggiunge la febbre ed il medico curante mi prescrive sei punture di rocefin da un grammo. Qui inizia l'odissea perchè continuo a stare sempre più male con tosse che non mi lascia neanche la notte. Fine novembre decido di recarmi in un pronto soccorso di un noto ospedale. Dopo 10 ore di attesa mi fanno una radiografia che dicono sia negativa, ma dopo aver preso visione del referto si scopre che avevo un inizio di pleurite e inizio di broncopolmonite. Intanto il medico curante mi prescrive altre sei punture. Sto male e vengo condotta all prontosoccorso dell'ospedale di zona dove uno pneulologo mi visita e dopo aver appurato tramite gli esami del sangue che non ho infezione, decide che non ho broncopolmonite e mi dimette. MI rivolgo quindi ad uno pneumologo di un altro noto ospedale che tramite una radiogra ulteriore, diagnostica una broncopolmonite con probabile ascesso polmonare e pleure molto infiammata. Mi ricovera sono curata con flebo di ceproxin e cortisone.Mi tranquillizza dicendomi che la precedente terapia era sbagliata e che molto probabilmente la broncopolmonite è stata provocata dal vaccino al quale lui è fermamente contrario. Dpo 18 giorni vengo dimessa, rimane una febbricola per un mese , poi la guarigione completa ma lo scolo retro faringeo rimane sempre e mi da la sensazione di infiammazione della trachea e sensazione di febbre, sintomi che mi hanno accompagnato tutta l'estate e perdurano ancora. Tengo a precisare che lo scolo è costituito da muco e non da catarro, e che non è interessato solo il naso, anzi, tutto comincia dalle orecchie che si tappano e si stappano in continuazione I testi allegici sono negativi, i numerosi otorini che ho consultato, dopo varie rionoscopie anche quando ho l'impressione di avere la trachea e le orecchie opiene di catarro, sostengono che non vedono traccia di catarro, quindi non c'è sinusite e non vedendo l'esofago irritato mi hanno fatto sospendere anche la terapia per il reflusso gastroesofageo. Praticamente mi hanno tutti letteralmente mollata. Il medico curante non mi ha dato speranze di guarigione perchè se si trattasse di allergia è praticamente impossibile trovare la causa.Qualcuno ha ipotizzato una causa emotiva anche perchè la mia ansia spesso sfocia nel pianto. Sono talmente disperata che ho pensato di rivolgermi anche ad un pranoterapeuta. Sono sfiduciata, la medicina e la chirurgia fanno continuamente passi avanti per le cose serie mentre per quelle che sembrano banali pare si arrendano. Sarei disposta ad andare a curarmi anche all'estero, ma non so prorio a chi rivolgermi. Spero possiate aiutarmi Ringraziando saluto



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 1181 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria
    Medicina di base

    Risponde dal
    2008
    Cara Signora, non vedo motivo di preoccupazione e di scoraggiamento! E' vero, a volte uno stato ansioso-depressivo puo' aggravare una patologia in atto, ma puo' solo amplificare la sintomatologia: alla base c'è una patologia da trattare. Da quanto emerge dalla sua descrizione," alla base" abbiamo un indebolimento dell'apparato respiratorio, alte e basse vie. Sarebbe utile, se già non lo ha fatto, che si sottoponesse ad una tac senza mezzo di contrasto, dei seni paranasali e del torace. Inoltre, sarebbe utile esaminare l'espettorato. Una volta in possesso delle relative risposte, se crede, puo' ricontattarmi per dei consigli in merito. Lei ha bisogno di un Medico che prenda in mano il caso, di un Internista, ad esempio, e che la guidi per gli accertamenti e le terapie da fare. Cordiali saluti


    Dr. Raffaello Brunori

  3. #3
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    Gentile dottore, la ringrazio per una risposta tanto immediata, in questo momento avevo bisogno di sentirmi meno sola, anche perchè da questa notte ho una tosse fortissima, il medico curante mi ha consigliato di passare al suo studio perchè probabilmente dovrò prendere antibiotici. Mi ha spiegato però che sarebbe meglio se consultassi lo pneumologo che mi ha tenuto in cura. Ma questo medico operava in un oospedale della mia città che ha chiuso pochi mesi fà e credo mi sia difficile conttattarlo. Per quanto riguarda gli esami, la tac ai seni nasali me l'hanno sconsigliata quasi tutti in quanto nessun otorino ha trovato catarro.La radiografia e la tac al torace sono state fatte un anno fà. Rilevavano solo una broncopolmonite con un probabile ascesso polmonare (probabile in quanto alcuni medici sostenevano si trattasse di un ascesso, altri invece lo imputavano alla cicatrice della vecchia broncopolmonite). Ho solo timore di dover passare l'esperienza dello scorso anno anche perchè per due volte subito dopo la guarigione della tracheite è sopraggiunta la broncopolmonite.Grazie di cuore Saluti




  4. #4
    Indice di partecipazione al sito: 1181 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria
    Medicina di base

    Risponde dal
    2008
    A maggior ragione necessita di una tac del torace e, visto che c'è, anche dei seni paranasali. Poi, è utile una visita da parte anche di un Internista o di un Pneumologo. Cordialmente


    Dr. Raffaello Brunori

  5. #5
    Utente donna
    Iscritto dal
    2008
    Gentile dottore, come temevo dal banale raffreddore è sopraggiunta una bronchite, sembra, di origine asmatica. Giovedì sera, avendo il naso completamente chiuso ho fatto un'aerosol con sedo calcio e soluzione fisiologica, subito dopo ho accusato solletico in gola e tosse sempre più frequente. La notte non ho riposato per il continuo tossire, la mattina dopo il rientro dal lavoro avevo 37,4 di febbre. Il medico curante ha consigliato il consulto dello pnumologo che, dopo avermi visitato ha mi ha comunicato di avere una bronchite in atto. Ha rivalutato la tac di quando sono stata ricoverata e mi ha confermato che le bronchectasie, conseguenti alla broncopolmonite, fanno in modo che con i primi freddi mi ammalo, quindi mi ha prescritto augmentin(ha scelto il meno tossico perchè un anno fa mi sono accorta di essere nata con un solo rene) e due dosi la mattina e due la sera di pulmaxan.Ma la cosa strana è che venerdì sera, prima di prendere l'antibiotico, la febbre era complòetamente scomparsa, i sintomi influenzali non c'erano più ed io mi sentivo quasi bene. Avrei voluto attende per prendere l'antibiotico ma, considerando le bronchectasie,ho avuto timore ed ho optatato per la terapia.Da sabato ho il naso completamente chiuso accompagnato da scolo retrofangeo, la tosse è quasi sparita ma il morale è a pezzi. Sto bene solo dopo che il pianto mi consente di scaricare una notevole quantità di muco. Appena ristabilita farò sia un nuvo test allergico che una tac ai seni nasali nonostante mi venga sconsigliata perchè i raggi sono nocivi ed il catarro non si nota anche se il muco continua a scendere e le orecchie a tapparsi e stapparsi di continuo.Lo pnumologo di ha consigliato di provare, per lo scolo retrofaringeo, singular che sembra efficacie nei bimbi con appunto lo scolo e le adenoidi.Vorrei un suo parere. Grata dell'attenzione saluto



  6. #6
    Indice di partecipazione al sito: 1181 Medico specialista in: Otorinolaringoiatria
    Medicina di base

    Risponde dal
    2008
    Si sottoponga con tranquillità alla terapia prescritta dal Pneumologo.condivido anche il farmaco che le è stato dato per lo scolo rinofaringeo. Non si abbatta!


    Dr. Raffaello Brunori


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