Utente 887XXX
Buongiorno
Vi scrivo per chiedere un parere su un problema di ipertensione che riguarda mia madre.
Da tanti anni (quasi 30) mia madre soffre di ipertensione con valori che, in determinate occasioni, hanno raggiunto anche massimi di 230 e minimi di 130.
Premetto che mia madre è un soggetto molto ansioso, che si agita per un nonnulla.
In tutti questi anni ha cambiato tante terapie, ma mai nessuna di queste ha consentito di stabilizzare la pressione su valori accettabili.
Attualmente prende ben 6 pillole al giorno con il seguente schema:
h. 08:00 - Carvedilolo 2x6.25mg; Bifril 1x30mg; Igroton 1x25mg (quest'ultimo alternato con Luvion 1x50mg)
h. 17:00 - Carvedilolo 1x6.25mg
h. 22:00 - Adalat Crono 1x30mg

Nonostante le numerose pillole somministrate però la sua pressione oscilla tra alti e bassi con punte elevate che superano 200/100. C'è da dire che a volte dimentica qualche pillola o non è molto precisa con gli orari, ma anche in periodi in cui ha seguito scrupolosamente lo schema, la pressione non risultava stabile.
Dai recenti controlli eseguiti (ECG, Doppler) non sono stati riscontrati problemi. Può essere che l'ansia sia più forte delle cure tale da vanificare la terapia? Oppure può essere che la cura non sia adatta?
Cordiali Saluti

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[#1] dopo  
62314

Cancellato nel 2008
gentile utente, la terapia anti ipertensiva di sua madre è, per i tipi di farmaci usati, ai limiti dell'aumento di posologia; intendo dire che, a mio giudizio, piuttosto che aumentare le dosi di quella terapia, sarebbe meglio sostituire o associare altri farmaci.
La porti da un cardiologo che le saprà consigliare una nuova terapia e eventualmente una serie di accertamenti clinici (per es eco e ormoni tiroide, ecodoppler arterie renali, ecografia renale) in modo da escludere una ipertensione secondaria (oltre quella essenziale di cui sicuramente soffre sua madre).

Distinti saluti
[#2] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente, trovare la giusta terapia farmacologica in un soggeto ansioso non è cosa facile soprattutto quando poi risulta composta da più compresse. In base a quanto da lei riportato, posso però dirle che alcuni dei farmaci adoperati presentano dosaggi certamente superiori e comunque esistono attualmente in commercio combinazioni farmacologiche di vario tipo con concentrazioni più alte rispetto a quelle assunte da sua madre. A distanza però, non avendo l'opportunità di visione degli esami praticati, nè potendo visitare sua madre, non posso sbilanciarmi sul corretto approccio terapeutico da seguire.
Cordialmente