Utente 427XXX
Buongiorno ,
Scrivo per avere dei consigli riguardo la situazione di mio papà, in quanto essendo sua figlia e studentessa di medicina, sono molto legata a questa situazione. Mio papà ha 52 anni e a fine Agosto di quest'anno ha avuto un IMA antero-laterale ed è arrivato in ospedale con un ritardo di 8 ore. Sottoposto ad angioplastica PTCA su IVA con impianto di DES e poi qualche settimana dopo su CX di piccolo calibro,in quanto presentava ancora dei dolori.
All'eco ha FE 40% con acinesia del l'apice e dei segmenti medi del SIV e della parete anteriore con presenza di trombo apicale, per cui è stata avviata terapia con Coumadin. Segue ovviamente terapia farmacologica .
L'altro giorno ha fatto un'altra eco e il ventricolo si è un po' dilatato e la mia paura è che possa andare in scompenso. Da dopo l'infarto presenta quasi costantemente dolori intercostali, che scompaiono alla pressione del torace e un senso di depressione a livello della fossa giugulare . Da cosa potrebbero essere legati?
Lui è poco sereno, ha paura di non trovarsi in una buona situazione e di peggiorare a breve. Ma sta conducendo la sua vita normale, lavorando, facendo dieta (ha perso 5kg) e movimento(camminata veloce a freq 100 batt/min su tapis roulant) .
Noi veniamo seguiti dall'ospedale, ma vorremmo sentirci più legati a qualche cardiologo specializzato e soprattutto quale percorso sarebbe più corretto da seguire?
Elena

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Dr. Maurizio Cecchini
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la situazione di suo padre é molto seria per la estensione dell infartone per la ridotta gunziine ventricokare sinistra.
Non so che terapia suo padre stia assumendo, ma
sono certo che il suo Ospedale sia all altezza di seguire suo padre neligliore dei modi

Arrivederci

cecchini