Utente 428XXX
Buonasera a marzo 2016 mi è stato diagnosticato carcinoma lobulare infiltrante al seno sx di cm.5,5, RE%98, PG%98, Mib 1% 22, HER2 Score3+, Fish positiva grado III, linfonodo sentinella positivo. Altri esami di stadiazione negativi. Al seno dx nulla.
Ho eseguito chemioterapia neoadiuvante: ECx4 seguito da Taxolo per 12 settimane associato ad Herceptin per 1 anno.
IL 17.10.16 sono stata sottoposta a mastectomia totale sinistra e svuotamento del cavo ascellare omolaterale senza posizionamento di espansore in previsione di probabile radioterapia. Avrei fatto la ricostruzione successivamente con lembo DIEP.
Oggi l'esito dell'istologico cita: microfocolai di carcinoma lobulare infiltrante nel contesto di estesa area di flogosi cronica fibro-produttiva compatibile con esiti di terapia. I focolai sono di difficile misurazione in quanto costituiti da elementi singoli; l'estensione massima non supera comunque i 4-5 mm.
Si osservano inoltre aspetti di carcinoma lobulare in situ e rare microcalcificazioni stromali. il restante parenchima è sede di iperplasia duttale con lieve atipia citologica maggiormente riferibile a terapia, adenosi con microcalcificazioni contestuali, fibroadenoma, metaplasia apocrina. Indenni da neoplasia il margine profondo, il complesso areola capezzolo e la cute.
Grado di regressione tumorale secondo Pinder: risposta parziale alla terapia con minimo residuo tumorale.
Metastasi di carcinoma in 1 dei 17 linfonodi repertati con aree di fibrosi riferibili a effetti da terapia.
RE 95%, RP 70%, Mib 1 5% ( la valutazione viene espressa con riserva in considerazione delle piccole dimensioni dei focolai neoplastici)
Il risultato è espresso come percentuale di cellule tumorali positive.
c-erb2 score 3+
Ora la mia oncologa mi fa proseguire con Herceptin, Decapeptyl e Tamoxifene, ma alla luce dell'esame istologico non ritiene che sia necessario eseguire la radioterapia; vi chiedo se anche per voi è corretto seguire questa prassi o se sarebbe più sicuro invece fare la radioterapia.
Grazie in anticipo per la vostra cortese risposta.
[#1] dopo  
Dr. Giampaolo Montesi
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Gentilissima
Il quesito clinico è pertinente e ci troviamo in un ambito molto particolare in cui mancano studi scientifici di evidenza elevata.
Tuttavia nel suo caso vi sono da considerare, secondo me, tre aspetti cruciali ovvero:
1) il III stadio alla diagnosi
2) il linfonodo sentinella positivo ala diagnosi
3) la persistenza della positività linfonodale dopo chemioterapia neoadiuvante, indipendentemente dall'ottima risposta sul tumore primitivo.
In questi casi (per farla breve) il trattamento di radioterapia adiuvante sembrerebbe garantire minori tassi di recidiva locale e regionale.
Pertanto alla domanda posta, io le rispondo che a mio avviso andrebbe fatta. Ovviamente una consulenza on-line non può sostituire l'opinione della collega (scrivendo Oncologa probabilmente intendeva Oncologa Radioterapista?) che l'ha vista e visitata e ha valutato la presenza di eventuali controindicazioni ai trattamenti.

Resto comunque a disposizione

Cordialità
[#2] dopo  
Utente 428XXX

Iscritto dal 2016
Buonasera, la ringrazio per la sua cortese risposta.
Nel mio caso é stata l'oncologa che mi segue a comunicarmi che non avrei avuto bisogno di radioterapia, immagino però che si sia confrontata col radioterapista.
Nel mio caso non credo ci siano controindicazioni al trattamento o per lo meno non mi é stato detto. A questo punto le chiedo: Se io volessi avere un parere medico alternativo di persona dovrei rivolgermi ad un altro oncologo o ad un oncologo radioterapista?
Grazie in anticipo.
[#3] dopo  
Dr. Giampaolo Montesi
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ROVIGO (RO)
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Certo, in tal caso sicuramente avrà richiesto il parere del collega radioterapista o avrà discusso il caso in ambito multidisciplinare.

Le indicazioni all'eventuale trattamento radiante sono di pertinenza dell'Oncologo Radioterapista (o Radioterapista Oncologo) quindi è a questa figura che dovrebbe rivolgersi.

Rimango a disposizione

Cordialità
[#4] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Il collega e amico Montesi ha posto giustamente una serie di riflessioni in merito al fatto che dopo terapia neoadiuvante, sebbene sia stata ottenuta una biona ma non completa risposta, lo stadio iniziale localmente avanzato potrebbe includere una serie di considerazioni a favore della radioterapia adiuvante.
Senta (di persona) il parere del Radioterapista oncologo perche in questi casi, in assenza di linee guida chiare e' diritto del paziente avere una visione completa di rischi e benefici dell'aggiunta del trattamento radiante, sebbene oggetto si assenza di consenso esteso. L'oncologo medico che la segue si occupa invece della parte farmacologica e difficilmente ha le competenze specialistiche per indicare o meno il trattamento radiante. La valutazione multidisciplinare e'infatti essenziale per garantire ai pazienti una scelta più appropriata possibile e specifica per il caso in oggetto.

Cordialmente