fame  
 
Utente 428XXX
Buongiorno, probabilmente a parlare è più la mia ipocondria, però comincio a preoccuparmi per la mia alimentazione e gli scompensi che penso possano essere in qualche modo correlati. L'anno scorso per motivi di stress ero passata da 62 chili a 56 con un' alimentazione praticamente fatta di frutta e fette biscottate. In questo periodo (circa 2 mesi) non mi è mai venuto. Ho modificato la mia alimentazione inserendo più proteine e cercando di aumentare le porzioni e dopo essermi fissata su un peso di 58 la situazione era migliorata anche se avevo un ciclo scarso e sballato. Da inizio ottobre il mio appetito è decisamente aumentato e non riesco più a controllare gli attacchi di fame (arrivo a mangiare 10 brioche senza rendermene conto) e mangio quasi solo cibo spazzatura , mi sento quasi dipendente dagli zuccheri. Adesso peso di nuovo 62 chili (massa magra praticamente inesistente) e il ciclo è sempre sballato (attualmente ho un ritardo di 2 settimane). Cosa dovrei fare?

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[#1] dopo  
Dr.ssa Laura Sciuto
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Gentile utente,
da quanto riporta l'origine di questo aumento di peso sembra da attribuirsi a questi "attacchi di fame" incontrollati, che non riesce quindi a gestire e che prendono il sopravvento.
Sarebbe utile sapere quante volte questi "attacchi" si presentano al giorno/alla settimana/al mese, quanto durano e la quantità di cibo che in questo lasso di tempo assume. Questo darebbe un pò il metro per meglio definire se questi "attacchi" siano o meno inquadrabili come attacchi di fame o meglio definiti episodi di abbuffate ricorrenti.
Rimango a disposizione, cordialità.
[#2] dopo  
Utente 428XXX

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In 2 mesi ho avuto di media questi attacchi due volte al giorno, 3/4 volte a settimana. Per quanto riguarda la quantità di cibo non saprei ben definirla comunque per darLe un' idea una delle ultime volte (non si tratta di una delle mie abbuffate peggiori), data la mia golosità, ho mangiato mezzo chilo di biscotti, 5 brioche miste cioccolato e marmellata e 3 cornetti algida; il tutto dopo un pranzo che comunque non era scarso.In attesa di un suo responso la ringrazio per la disponibilità
[#3] dopo  
Dr.ssa Laura Sciuto
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Quelle che lei riporta posseggono i criteri per configurarsi come "abbuffate", ovvero episodi incontrollati durante i quali si assume un quantitativo di cibo superiore a quello che una persona generalmente assumerebbe nello stesso lasso temporale.
Generalmente le abbuffate si possono riscontrare in diversi disturbi legati all'ambito alimentare; sarebbe inoltre utile sapere se mette in atto condotte di eliminazione (vomito indotto, giorni di digiuno, lassativi o altro) e se insorge dopo questi episodi senso di colpa o altri vissuti negativi verso sè stessa.
Detto questo, il consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che potrà aiutarla a superare queste difficoltà.