Utente 788XXX
Mio padre, età 72 anni, ha subito un intervento di bypass 10 anni fa su IVA con arteria mammaria attualmente pervio. Mentre il ponte effettuato con safenna alla CX è occluso in prossimità della bocca aortica. Attualmente tanto la CX che il relativo ponte sono chiusi e calcificati. Gli viene consigliato di intervenire con metodo "rotoblator".
In considerazione del fatto che mi sembra si tratti di una metodica abbastanza moderna, vorrei conoscere in modo dettagliato in cosa consiste, quali sono i risultati ottenibili, gli eventuali rischi rispetto ad un'angioplastica tradizionale e in ultimo le strutture italiane che lo eseguono con maggiore frequenza.
Ringrazio fin da ora per la gentile risposta.
Saluti Marco

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62314

Cancellato nel 2008
L'aterectomia rotazionale (Rotablator) è una procedura di disostruzione dell'arteria coronaria ristretta mediante il passaggio di una piccolissima fresa rotante. Il Rotablator rimuove la placca aterosclerotica frantumandola in microscopici frammenti (poi riassorbiti dai vasi capillari a valle della lesione).

La decisione di usare il Rotablator invece o dopo aver utilizzato il palloncino da angioplastica dipende dalla sede e dalle caratteristiche della lesione: di solito si tratta di stenosi calcifiche e/o non dilatabili con il palloncino.

Qualunque centro di emodinamica usa il Rotablator. Credo che il centro di Ancona vada benissimo. Ovviamente la procedura non è esente da rischi. Il cardiologo emodinamista le spiegherà sicuramente vantaggi e rischi connessi alla procedura.

Distinti saluti