Utente 431XXX
Buon giorno, ca. 20 anni fa ho avuto la prima diagnosi di "epatosi alcolica", e ca. 8 anni fa quella di HCV.
Ho effettuato terapia con iINF e RIBA e da 5 anni ho ottenuto negativizzazione e il virus non è più rilevabile.
Prima della terapia l'eco del fegato mostrava varie anomalie e il fibroscan dava un risultato F2 (zona grigia...).
Nel corso del tempo ho effettuato semestrali controlli eco, transaminasi e alfafetoproteina.
Non assumo da anni più alcun tipo di sostanza e ho diminuito pressochè tutti i farmaci che prendevo.
Ultimamente ho avuto un apparentemente immotivato innalzamento delle ALT poi rientrato pur se ai limiti e l'ultima eco mostrava un fegato disomogeneo, precedentemente omogeneo, mentre un anno e mezzo fa una tac evidenziava un'areola di circa 8 mm al V segmento non però evidenziata dalle eco.
Assumo regolarmente UROREC 8 per la vescica neurogena, ICOMB per IPA, CYMBALTA 30 per la labilità emotiva.
Sono in attesa di vista infettivologica. Quanto dettomi sin'ora è che parrebbe un quadro di fibrosi epatica e quindi di evoluzione dell'epatopatia cronica.
Vorrei capire se questa ipotesi sia realistica e cosa sia meglio fare?

Grazie mille!
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
è possibile che la epatopatia alcolica associata all'Epatite da HCV, che probabilmente già coesistevano, abbia provocato una evoluzione fibrotica del parenchima epatico.
E' securizzante che la sua carica virale sia azzerata da 5 anni.
Ma i danni fatti non regrediscono.
Si senta con chi la segue per valutare la possibilità dell'unico esame capace di dare il quadro certo della situazione: la biopsia epatica.
In quanto all'area di 8mm, di cui non riporta le caratteristiche densitometriche, non posso esprimermi non potendo valutare le lastre.
Concludendo: l'ipotesi è probabile per una fibrosi epatica ma va confermata in sede istologica.

Cordialità,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2016
La ringrazio moltissimo!
L'areola era ipodensa e per la verità mai chiaramente definita...
So che però la biopsia non viene quasi più fatta... ma da quanto capisco in questo caso sarebbe assai utile?!
Mi permetto un'ulteriore domanda: esistono tempi più o meno definiti di evoluzione verso la cirrosi?
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
putroppo è informato male.
La agobiopsia epatica ecoguidata è un esame di routine e ne vengono eseguite migliaia ogni giorno in regime di Day Hospital.
E' il solo modo per stadiare una epatopatia.

Se viene meno la noxa causale che porta a sofferenza epatica, infiammazione e fibrosi, la stessa può non presentarsi affatto o fermarsi a uno stadio x e non progredire oltre.
Il fibroscan è utile come primo approccio non invasivo ma fornisce solo l'elastanza, cioè l'"elasticità", del parenchima epatico. La conferma della fibrosi portale è dimostrabile solo con studio immunoistologico su frustolo epatico da biopsia.
Se la noxa permane ovviamente i tempi di evoluzione dipendono dalla sua aggressività e dalla risposta immunitaria del soggetto.

Cordialità,
Dott. Caldarola.
[#4] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2016
Ero stato informato altrimenti..... E visto il caso il suo suggerimento mi pare senza dubbio il più sensato!
Però nel mio caso parrebbe che pur interrotta la noxa il danno stia progredendo... ciò significherebbe che ormai l'evoluzione del danno al fegato ha superato "il punto di non ritorno"?

Grazie
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Faccia la biopsia, se chi la segue è d'accordo.
Da che cosa deduce clinicamente che la fibrosi sta progredendo?
Mi pare che abbia pochi elementi per poterlo affermare.
Non esiste in questo caso un punto di non ritorno.
A meno che l'HCV si sia risvegliato e lei continui a indurre danni ex potu. Ma leggendo quando tiene al suo fegato escluderei entrambe le ultime due ipotesi.

Cordialità.
Dr. Caldarola
[#6] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2016
Lo deduco dal fatto che fino all'ultima eco il pattern era omogeneo e successivamente è divenuto disomogeneo pur appunto senza continuare assunzione di elementi dannosi e con HCV non rilevabile (fino ultimo controllo 6 mesi fa)

[#7] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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L'Ecografia risente molto della esperienza dell'operatore.
Ciò che per me è omogeneo per un altro può essere disomogeneo.
E' del tutto insufficiente per esprimere giudizi sulla evoluzione di una epatopatia.
Anche una banale steatosi epatica, spesso presente nelle forme come la sua, viene etichettata come disomogeneità parenchimale.
Se vuole immagini meno inficiate dalla soggettività faccia una RM addome prima e dopo mdc.
La saluto,
Dott. Caldarola.
[#8] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2016
Ok, chiarissimo! Grazie!