Utente 892XXX
Salve. Mi sono operato il 31/10/2008 di ernia iatale in laparoscopia, con un ritiramento dell'ernia, una plastica e punto di sutura sullo iato e fundoplicatio totale a 360 gradi allo stomaco. (questo almento e' quello che ho capito vista la mia ignoranza in materia).

Ad oggi sono stato dimesso dopo 6 giorni di ricovero e 2 tentativi di riallargare la parte stretta (lo iato ?) tramite palloncino in gastroscopia.

Il mio problema e' che a oggi io non risco ad alimentarmi ne con roba semisolida ne con dei liquidi. Tutto quello che inghiotto mi provoca dolore e dopo i primi 2 3 bocconi lo rigurgito o addirittura lo rivomito fuori.

I medici mi hanno detto che in rari casi puo' capitare questa cosa e che occorre tentare ancora con le applicazioni in endoscopia col palloncino gonfiato nel punto critico, ma se dopo 5 6 applicazioni non si ottengono risultati occorre rioperare.

Rioperare significhera', da quello che ho capito, togliere il punto sullo iato che evidentemente stringe troppo e fare una fundoplicatio parzsiale a 180 0 270 invece che la totale che ho adesso.

Vorrei conoscere il vostro parere sulla mia vicenda, come mi conviene muovermi anche per alimnetarmi (anche perche' sto dimagrendo un bel po') e come procedere nel migliore dei modi per risolvere il mio problema.

Grazie in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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La disfagia è un' evenienza possibile dopo questo tipo di intervento. Se le dilatazioni ensodcopiche non bastano in effetti potrebbe essere indispensabile reintervenire chirurgicamente. Auguri!
[#2] dopo  
Dr. Donato De Giorgi
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Gentile Utente,
l'aspetto poco chiaro della vicenda è la sua dimissione in 6a giornata con una afagia totale(?).
In realtà una disfagia parziale è relativamente frequente dopo tale procedimento chirurgico e la dilatazione endoscopica può risolvere molte situazioni, mentre il reintervento - come molto correttamente affermava anche il Collega Favara - è riservato al fallimento delle procedure endoscopiche.
Sarebbe però interessante sapere con quali reccomandazioni nutrizionali è stato dimesso (nutrizione parenterale = flebo ?), se ha scialorrea (= rigurgito continuo di saliva), ma soprattutto se ha eseguito o se è in programma una manometria dell'esofago.
Auguri di cuore.
[#3] dopo  
Utente 892XXX

Iscritto dal 2008
Grazie intanto per le celeri risposte.

In effetti la disfalgia non e' totale, dopo la prima dilatazine ho avuto un certo miglioramento e ho iniziato a tollerare il semolino e il pure' anche se a fatica e rimettendone fuori parte della quantita' inghiottita. Da li' la decisione di fare una seconda dilatazione e dimettermi.

Le reccomandazioni nutrizionali dei medici, visti gli esiti a loro modo di vedere rassicuraneti della prima dilatazione, sono state mangiar di tutto purche' semisolido, cioe' masticato molto molto bene e inghiottito a piccole dosi. Mangiare lentamente, poco e spesso. Io mi sono attenuto , ma sul mangiare di tutto proprio non mi trovo. Hai voglia a masticare bene, ma per far diventare un hamburger un semolino ce ne vuole. Non mi hanno prescritto flebo ed ho un po' di rigurgito di saliva e cibo in bocca durante e a fine di ogni piccolo pasto. Soprattutto vorrei far notare una fase di 2 3 ore di eruttazione, quella si, pressoche' continua dopo i pasti. Prima dei pasti principali assumo plasil.

Ad oggi siamo daccordo coi medici di risentirci fra una settimana e continuare a alimentarmi cosi', ma io ho gia' ripreso a comprare i miei semolini, il pure' e le farinate perche' altrimenti non riesco a inghiottire. Poi giorno giorno provero' a aumentare la varieta'. Martedi' 18 decideremo in base al mio stato di salute se fare una terza dilatazione. Faccio presente che dalla seconda dilatazione (2.2 diametro del palloncino se ho capito bene) non ho avuto giovamenti, mentre dalla prima avevo avuto qualche giovamento. (Mi chiedo anche se queste dilatazioni non possano provocare dei danni...)

Spero di essere stato chiaro, di aver dato voi ulteriori spunti di riflessione e di ricevere magari qualche altro utile consiglio.

Grazie ancora!!!
[#4] dopo  
Prof. Marco Catani
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questo tipo di intervento sia che venga eseguito per via aperta o chiusa (chirurgia tradizionale o laparoscopica), può avere dei problemi posoperatori per una ricostruzione o eccessiva o scarsa. questa procedura viene "calibrata" intraoperatoriamente. comunque mi sembra ancora presto per pensare già ad un eventuale reintervento. credo che un eventuale successiva dilatazione endoscopica, anche se, ahimè, la terza, dovrà essere eseguita, se non dovesse essere stato raggiunta la scomparsa dei sintomi finora accusati. qualora non dovessero sparire i suoi problemi dovrebbe essere ripresa tutta la sua documentazione (EGDS, PHmetria, manometria esofagea, eventuali rx digerente) per rivalutare tutto il caso. essendosi affidato a cure di specialisti anche l'endoscopista sarà all'altezza della situazione per farle affrontare l'eventuale ulteriore dilatazione con il minor rischio possibile.
in bocca al lupo.
marco catani
Chirurgia Generale
Chirurgia Vascolare
laparoscopia d'urgenza