Utente 433XXX
Salve!
Il 24 dicembre mi è venuta la febbre, il giorno dopo già era in calo e per il 26 non avevo più nemmeno decimi. Solo che intanto cominciavo a sentire fastidio alla gola, è peggiorata in poco finché non si sono gonfiate le tonsille e i linfonodi e avevo difficoltà a deglutire con forte fastidio anche alle orecchie (tutto questo però senza tosse). Quindi mi sono recata dal mio medico (il 27) che mi ha guardato la gola, tastato i linfonodi e controllato la respirazione con lo stetoscopio. Dopodiché mi ha detto semplicemente che i polmoni erano a posto mentre la gola era messa molto male; la sua intenzione era di prescrivermi Augmentin ma dopo che gli ho detto di essere allergica sia a quello che all'eritromicina mi ha prescritto Cefixoral in bustine per 5 giorni. Però mia madre mi ha poi riferito che sono allergica ad un tipo di pennicillina ma non ricordava quale (si, lo so, sono un soggetto allergico). Così richiamo il medico che dice che per andare sul sicuro mi avrebbe prescritto Macladin. Il Macladin in questione, che sto tutt'ora assumendo, è quello in compresse rivestite da 500 gr e il medico mi ha dato indicazioni di prendere 1 compressa ogni 12 ore fino alla fine della scatola (quindi 7 giorni).
Inizio quindi subito a prenderlo ma prima di tutto durante il giorno mi torna la febbre che mi era passata e poi durante la notte (quindi dopo l'assunzione di 2 compresse) mi comincia tosse secca e mi si gonfiano così tanto le tonsille che si toccano e respiro col sibilo così mi portano al pronto soccorso ma alla fine cominciano a risgonfiarsi da sole finché non respiro di nuovo bene (evidentemente l'antibiotico aveva cominciato a fare effetto). Durante la notte, prima che mi si gonfiassero ulteriormente le tonsille, ho avuto reflusso e mi sono arrivati dei pezzettini di compressa in bocca perciò dopo il pronto soccorso mi sono recata dal mio medico per riferirgli il problema, chiedergli se Macladin nello stesso dosaggio esistesse anche in bustine e se fosse stato possibile proseguire con quelle.
Ma mi ha detto che non esistono e mi ha anche fatto una ramanzina e quasi derisa per essere andata al pronto soccorso come se avessi esagerato. In più non mi ha dato nessuna soluzione per il reflusso (ho dovuto suggerire io se magari potevo prendere un gastroprotettore e non sapeva nemmeno quale darmi, alla fine mi ha prescritto Peptazol 40) mi ha detto di sbriciolare la compressa e metterla in quest'ostia fatta apposta che si compra in farmacia ma io ho letto sul bugiardino che non può essere nemmeno spezzata a metà altrimenti si perde molto del quantitativo assorbito dall'organismo, figurati sbriciolarla.
Dopo queste cose sinceramente ho perso fiducia nel mio medico, se non mi fa spiegare per bene la sintomatologia, se non mi fa mai finire di parlare ma m'interrompe sempre dicendo cose per sminuire mi chiedo come faccio ad essere sicura che mi prescriva la terapia giusta.
Perció ora mi chiedo saranno giusti i 7 giorni o dovrei prenderlo per più tempo?

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[#1] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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In effetti, da cio' che descrivi, sarebbe il caso di cambiare il Medico curante, in quanto ha le idee un po' confuse e sulla terapia che sui farmaci (sostanze).
Se l'antibiotico che stai usando non ti dà intolleranze od allergie, puoi completare la cura per i sette giorni prescritti, Circa la sua efficacia, dipende dalla sensibilità o meno sul germe responsabile della patologia. Se, quindi, alla fine della terapia, il sintomo dovesse persistere, allora sarà necessario un tampone tonsillare per la ricerca di germi patogeni. Ovviamente, tale esame deve essere fatto non prima di una settimana dall'ultimo antibiotico assunto. Bene la cura con il protettore gastrico per il reflusso.
Buon Anno!
[#2] dopo  
Utente 433XXX

Iscritto dal 2016
Grazie mille per la risposta!
No, il farmaco pare non mi dia allergia, mi fa solo sentire debolissima e con pochissima fame. Sicuramente ha fatto regredire il problema alle tonsille quindi immagino sia efficace, il mio dubbio era che non avendo il medico eseguito nessun tampone per verificare presenza di batteri e soprattutto quali (so che la durata del trattamento dovrebbe variare a seconda del tipo di batterio con cui si ha a che fare per essere sicuri di debellare per bene) in base a cosa ha scelto di farmelo assumere per 7 giorni? So che se mi ha prescritto Macladin tra tutti è per via della mia allergia. La mia paura è che i batteri non si debellino completamente sia perché puó essere necessario più tempo con antibiotico per certe tipologie di batteri sia perché magari Macladin può non essere efficace contro tutti i batteri che ho non sapendo quali sono. Quindi ho il timore che dopo un po' il problema si ripresenti e che i batteri però stavolta avranno sviluppato resistenza verso Macladin; essendo stato così difficile trovare un antibiotico a cui non sono allergica...dopo come farei?

Ah dato che mi ha detto che il tampone si può fare non prima di una settimana dall'ultimo antibiotico assunto volevo chiederle se l'antibiotico influisce anche sulle analisi di sangue e urine dato che le avrei per il 5 gennaio (l'ultimo giorno di antibiotico è il 2) dato che se così fosse dovró farmi spostare l'appuntamento.

Scusi se l'ho trattenuta oltre, grazie mille in anticipo e un felice anno nuovo a Lei e famiglia!
[#3] dopo  
Dr. Raffaello Brunori
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Il miglioramento del quadro clinico depone a favore della cura antibiotica che sta facendo. Probabilmente, siamo stati fortunati sulla scelta della molecola. Sette giorni di cura mi sembrano sufficienti per eradicare il batterio in questione. per evitare delle ricadute, penserei di intervenire con un immunostimolante sotto forma di integratore. Le analisi del sangue puo' farle tranquillamente come previsto.
Buona serata
[#4] dopo  
Utente 433XXX

Iscritto dal 2016
Innanzitutto grazie per l'ultima risposta, mi dispiace disturbare ancora ma è sorta un'altra situazione.
Oggi è l'ultimo giorno di antibiotico, ho preso una compressa stamattina e l'ultima dovrò prenderla stasera; il punto è che però ho ancora fastidio, stavolta più localizzato nelle orecchie e sotto le orecchie quindi mi è venuto il dubbio che forse sarebbe stato il caso prolungare la terapia di qualche giorno. Così mi sono rivolta al mio medico che da che minimizzava adesso voleva darmi la colpa per non essermi rivolta ad un otorino (cosa che lei mi aveva fatto capire essere esagerata per "un mal di gola") e come "soluzione" mi ha detto che non lo sa se devo prolungare la terapia, che lei me l'ha dato per 7 giorni, che ormai l'errore è fatto e di fermarmi qui con l'antibiotico, poi se mi peggiora andare dall'otorino e vedere che mi dice.
Sinceramente io sono senza parole, in primis per il comportamento davvero poco professionale, quasi a voler attacar briga quando io vorrei solo sapere cosa fare e poco mi interessa di chi ha ragione o torto.
Poi dire "ah io non lo so" come se l'avessi chiesto al primo che passa, sei un medico o no? Quindi io dovrei aspettare che mi peggiora di nuovo, aspettare di riuscire ad avere un appuntamento con un otorino e poi vedere se quest'ultimo riesce a trovarmi un antibiotico efficace a cui io non sia allergica.
Può essere che questa sia la prassi normale, non lo so, io pensavo solamente che dato che la durata media di trattamento con Macladin è di 10 giorni valeva la pena prolungare e vedere se così fosse passato tutto.
Di certo cambierò medico, il fatto è che ora sono molto confusa sul da farsi e a chi rivolgermi.
Spero in qualche consiglio e/o indirizzamento. Grazie mille!