Utente 379XXX
Buonasera, volevo chiedere un consulto sul cancro ai polmoni, mi dilungherò un pò, ma è necessario per la storia che mi appresto a raccontare.
Lo scorso luglio mia madre fu ricoverata perchè stava poco bene dopo pressioni di mio padre, visto che non diceva nulla, la radiografia rivelò un versamento pleurico al polmone sinistro, furono prelevati due litri di liquido e dopo il drenaggio fu effettuata la tc total body che rivelò un cancro al polmo ne che aveva invaso il cervello con 8 noduli, l'area mediastinica e diverse lesioni ripetitive nel polmone sinistro, quello destro era intatto. Ai primi di agosto venne effettuata la biopsia che rivelò essere un adenocarcinoma.A mio padre i medici dissero che era curabile, io credevo lo dicesse di proposito a noi per non farci preoccupare, ma leggendo i referti ho capito che non si sarebbe salvata, pur non essendo io un medico. Credevo sapesse la verità, e invece non era così. Non ha eseguito alcun trattamento, i medici hanno aspettato il naturale decorso della malattia col risultato che non ha fatto terapia del dolore e per poco non è morta in casa, nell'ospedale specialistico avevano promesso un ricovero per altri accertamenti che non avveniva e invece quando abbiamo visto che peggiorava l'abbiamo portata al pronto soccorso dell'ospedale di zona dove alla fine un medico ha avuto il coraggio di dire la verità a mio padre: era un malato terminale e l'avrebbero poi trasferita in una rsa per farla morire; tralascio il mio stupore nello scoprire che mio padre davvero non sapeva la verità, alla fine il giorno dopo è morta in ospedale, nella rsa non è neppure arrivata.
In questi giorni ho ritirato la cartella clinica completa di rx e tc, è morta ai primi dello scorso ottobre, all'età di 57 anni ed era una non fumatrice, quello che sta rendendo la cosa più tragica è che lei dal novembre del 2015, forse da fine ottobre, aveva la voce rauca, era dovuta alla malattia, ma nonostante le dicessimo di andare dal medico non ne voleva sapere, diceva che le stava tornando. Sicuramente aveva altri sintomi, ma non ha mai detto nulla, con me disse che fino a metà giugno stava bene, non le ho mai creduto.
Quello che vorrei sapere è se quando ha iniziato ad avere la voce rauca la malattia era già in uno stadio avanzato o era agli inizi, visto che alla fine da allora ha vissuto quasi un anno senza fare alcun trattamento. Forse è difficile rispondere senza vedere la documentazione, ma chiedo di essere onesto a chi risponderà. Forse non si sarebbe salvata lo stesso, ma preferirei saperlo.
Un altro quesito è questo: vista la sua età, da quanto tempo potrebbe avere iniziato a sorgere la malattia?
Non ho ancora avuto modo di parlare con un medico, e preferirei non farlo con chi seguì il caso viste le bugie dette.


Grazie infinite.
[#1] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda
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Gentile signorina quando la mamma ha cominciato ad avere la voce roca, il tumore era già avanzato ed aveva invaso l'arco aortico ed il nervo laringeo. quindi era già inoperabile in quel momento. Quando hanno fatto la diagnosi il tumore era in una fase molto avanzata (metastasi multiple) ed i medici le hanno voluto evitare i fastidi di una chemioterapia che non avrebbe dato risultati, ma sicuramente fastidi accentuati per gli effetti collaterali. Molto male però che non l'abbiano seguita per trattare i dolori ed i fastidi indotti dal tumore ed ancora peggio che non si siamo accertati che almeno uno in famiglia fosse sicuramente informato sulle reali condizioni della mamma. Questo è molto male e mi dispiace che sia successo. Può capitare (non dovrebbe) che il congiunto non sia informato dettagliatamente perchè magari non da certezza di capire bene o di sopportare il dolore. Ma lei è sufficientemente adulta e quindi i medici dovevano essere certi che almeno lei fosse informata sulle reali condizioni della mamma. Mi dispiace. cordiali saluti
Gerunda
[#2] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
La ringrazio per la risposta, sapere che quando aveva la voce rauca era già una malata in stadio avanzato che sicuramente non si sarebbe comunque salvata, è una notizia che allevia i nostri sensi di colpa, ma non cambia la tragedia avvenuta.
Sia chiaro, io ho saputo che era una malata terminale leggendo i referti, anche se non avevo visto nè radiografie nè tac perchè mio padre le portò in un ospedale specializzato, non ho parlato con nessun medico che seguì il caso ma solo perchè mio padre non volle mi intromettessi, sia io che i miei due fratelli. L'unico medico con cui ho avuto modo di parlare è stato quello del reparto di medicina la notte che fu ricoverata prima di morire, si vedeva che era in imbarazzo, chiedeva a che struttura ci volevamo appoggiare per curarla nonostante dalla radiografia sapesse che era senza polmoni ed era morente..
Ciò non toglie che all'inizio dopo la tac che rivelò la reale situazione all'ospedale di zona dissero che era curabile e di muoverci, ancora oggi molti ci chiedono come abbiamo fatto a tenerla in casa senza darle antidolorifici, l'unica cosa che ebbe fu un cerotto di morfina da 50 mg solo 7 giorni prima di morire. E non si lamentava dai dolori, da ammirare.
Nei referti, sia pure in linguaggio tecnico, era scritto che era un malato terminale, ma mio padre è una persona ignorante, non li ha mai letti e si è fidato di quanto dettogli a voce. La beffa finale è che i medici della asl ad agosto per darle l'accompagnamento per concederlo volevano i risultati della biopsia e il piano terapeutico della chemio e radio terapia, nonostante da tutta la documentazione data sapessero che era ormai morente. Hanno pensato: tanto ormai sta morendo, che cosa le diamo? E' da augurare a loro la sua fine.
Non lo ho detto, sono un uomo, ora che ho la cartella clinica, cercherò un medico a cui far vedere tutto dato che mio nonno dieci anni fa morì della stessa malattia(era un fumatore accanito che fumava le sigarette senza filtro) e una cugina di mia madre pochi giorni dopo natale è morta anche lei per cancro ai polmoni ma da non fumatrice, per cui credo ci sia una possibile ereditarietà che riguarderà noi figli, le chiedo un'altra cosa: sempre che lei non ha visto la documentazione, e mi dice che già da ottobre/novembre 2015 era in stadio avanzato, da quando pensa possa essere iniziata la malattia, almeno a grandi linee?

Grazie ancora.
[#3] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda
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Gentile signore mi dispiace di quanto le è accaduto, non dovrebbe mai succedere. In ogni modo se già nel 2015 la situazione era avanzata, con ogni probabilità il tumore avrebbe potuto essere visibile radiograficamente almeno 18-24 mesi prima, ma la malattia invisibile era cominciata almeno altri due anni prima. Comunque il tumore al polmone è curabile solo se preso all'inizio e con determinate caratteristiche istologiche. Cordiali saluti
Gerunda
[#4] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
Grazie ancora, se ho capito bene, mi dice che in sostanza il carcinoma avrebbe potuto iniziare a manifestarsi addirittura già nel 2011? Anche se non sarebbe stato visibile con una radiografia?
[#5] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda
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In linea teorica di. Ma sono analisi statistiche . Cordialmente gerunda
[#6] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
Chiedo scusa, ho letto la risposta quasi subito ma avevo un pò di problemi al pc e rinviando in continuazione non ho potuto scrivere prima.
Non credevo fosse una malattia con un decorso così "lungo", essendo il tumore più mortale avrei detto fosse una malattia che portasse al decesso più rapidamente, ma questo a quanto pare è dovuto al fatto che una radiografia non lo rileva allo stadio iniziale, e una tac non può essere fatta spesso.Ad ogni modo credo che almeno dal 2012 la malattia già esistesse, da quanto mi dice.
Ieri sono passato all'ospedale di zona a a parlare con il medico che disse a mio padre che era guaribile, dopo averlo aspettato per un'ora e mezza, ovviamente ha detto che non si ricordava di lei, ma ha negato di avere mai detto che era guaribile e ha scaricato la responsabilità sull'oncologa a cui chiesero consulto, e che a lei sono capitate anche da poco guarigioni di cancro ai polmoni già in fase di metastasi. Sono andato solo per dirle che spero che altri casi come quello di mia madre non si ripetano e che grazie a lei e altri per poco non è morta a casa senza fare terapie antidolorifiche, ma non è sembrata curarsene; quello che volevo e dovevo fare l'ho fatto, se ha una coscienza rifletterà. Purtroppo vedo che dalle mie parti casi così di malati terminali che non fanno terapia del dolore ve ne sono altri, se avevo qualche dubbio capisco definitivamente perchè molti vanno fuori a curarsi.
Ora, il padre di un mio amico dopo avere sentito da me la storia di mia madre, ha fatto una radiografia toracica e ha scoperto di avere un tumore al polmone, ma purtroppo era dovuto a una metastasi da tumore all'intestino. Per quest'ultimo è stato operato, deve iniziare la chemioterapia per quello polmonare dopo che la scorsa settimana ha avuto i risultati della biopsia.
Non mi hanno detto nulla per non farmi sentire in colpa, lo ho saputo da altre persone, ma già il fatto che a quanto so è stato escluso un intervento è un brutto segno....
[#7] dopo  
Prof. Giorgio Enrico Gerunda
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Gentile signore mi dispiace molto per quanto le è accaduto. I medici devono avere le capacità di curare e se non possono devono sapere consigliare a chi rivolgersi, facendo da tramite con il collega più esperto. Non è ammissibile abbandonare un paziente al dolore particolarmente quando non c'è alcuna terapia efficace fruibile. Poi le assicuro che nessun paziente è guarito da un tumore polmonare in fase metastatica . Cordiali saluti
Gerunda