Utente 431XXX
Buonasera,

premetto che per lavoro passo molte ore in furgone. L'anno scorso a causa di numerosi sforzi mi è stata diagnosticata una pubalgia con punta d'ernia inguinale. Risolta con esercizi di stretching. Da 2 mesi però, quasi tutti i giorni, eccetto alcuni giorni di remissione, accuso dolori e contratture in tutta la schiena, ma soprattutto a livello lombare con qualche irradiazione alle gambe e alle braccia.

Ho fatto una RX cervicale a ottobre, con esito negativo, eccetto contrattura dei muscoli con rettifica della fisiologica curva cervicale.

A giugno e settembre ho fatto 2 RX lombo sacrali, per escludere la colonna dalla causa di pubalgia, le quali hanno trovato una leggera riduzione dello spazio L5 S1 per verosimile discopatia. Presente ache ernia intraspongiosa di Scmerl. Il fisiatra e l'ortopedico mi hanno detto che anche l'accenno di ampiezza L5 S1 non è nulla, e i miei dolori sono causati da contratture e posture alla guida errate.

Mi ha prescritto stretching e piscina.

Faccio una vita molto sedentaria. Dopo 2 nuotate in piscina, il dolore lombare sembra molto meno intenso, ma sento come dei fastidietti agli arti.


L'ultima mia RX lombare è stata fatta 4 mesi fa. In 4 mesi il quadro potrebbe essere cambiato? premetto che non ho fatto sforzi eccessivi, solo a volte piccoli trolley.

Ogni quanti mesi dovrei fare RX o RM per tenere il quadro sotto controllo? che esami consigliate di fare?


grazie
[#1] dopo  
Dr. Konstantinos Martikos
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Non esiste alcuna indicazione o regola ufficiale sulla frequenza degli esami da effettuare. Dovrebbe continuare invece le cure prescritte dagli specialisti che l'hanno visitata ed effettuarle ciclicamente durante l'anno, cercando di eliminare il più possibile ovviamente posture scorrette. Se il dolore si attenua ed il quadro rimane stabilmente favorevole, è decisamente un segno positivo che la sua colonna risponde bene alle cure prescritte. In caso di esacerbazione o nuova presentazione dei sintomi dovrebbe tornare per una valutazione dal suo specialista di riferimento. In tal caso, sarà lo specialista, dopo apposito esame clinico, a valutare l’eventuale utilità di nuovi esami.