Utente 436XXX

Buongiorno, ho 34 anni e 3 anni fa mi è stata diagnosticata la sarcoidosi polmonare. Lavoro come analista di laboratorio presso un'azienda che effettua analisi chimico fisiche su acque reflue e fanghi di depurazione che tra le altre cose vengono fatti essiccare in stufe con conseguente dispersione nell'ambiente di particelle organiche e inorganiche di vario genere, sono inoltre esposto a vari reagenti, molti dei quali irritanti per le vie respiratorie. Informandomi sulla mia patologia ho appurato che i fattori scatenanti non sono ancora certi ma l'esposizione a determinate sostanze irritanti ed una predisposizione genetica potrebbero esserne la causa scatenante. Non sarebbe pertanto opportuno evitare l'esposizione a tali sostanze anche solo a scopo precauzionale? Il medico aziendale dice di no ma vorrei un altro parere. Grazie, cordiali saluti.

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Dr. Gilberto Marcello Boschiroli
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Buon giorno,
l'esposizione a agenti chimici aerodispersi irritanti non è certamente favorevole per la sarcoidosi polmonare, ma dipende sia dalla gravità della malattia sia soprattutto dall'effettivo livello di esposizione e quindi dalla dose che viene inalata dal lavoratore.
In genere l'esposizione a agenti chimici nei laboratori di analisi è molto modesta se non del tutto trascurabile.
Il datore di lavoro ha comunque l'obbligo di effettuare una specifica valutazione di rischio che stimi l' esposizione personale del lavoratore agli agenti chimici presenti nella mansione, sia come materie prime, sia come prodotti che si formano durante i processi di analisi.
Ne parli con il medico competente aziendale, che deve essere a conoscenza di questa valutazione, per conoscere il Suo personale livello di esposizione.
Un'altra fonte di informazioni è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Cordialmente,