nervo  
 
Utente 436XXX
Gentile Dottor Giorgio Leccese,

mi rivolgo a Lei perché ho apprezzato la Sua competenza rispetto a quesiti pubblicati sul sito inerenti a questo problema.
Naturalmente è ben accetto qualsiasi parere da parte di un Suo collega.

Da due settimane ho ripreso la pratica del judo dopo sei mesi di fermo causa infiammazione alla spalla.
Già al secondo allenamento ho avuto sfortuna, e sono rientrato con un dolore/gonfiore al gomito interno destro (forse ematoma, comunque il colore livido era poco evidente) e alcuni sintomi che, anche grazie al vostro sito, scopro generalmente associati alla compressione/infiammazione del nervo ulnare.

Non so se la causa sia stata uno shock (nel judo è permesso causare ipertensione all'articolazione del gomito ("leva articolare"), per portare l'avversario alla resa, e proprio quella sera ho subito anche tecniche di questo tipo), l'improvviso affaticamento del nervo e dei muscoli dopo mesi di inattività, o entrambi.

Il sintomo più evidente è l'intorpidimento: se piego il braccio "ad ala" (a 90 gradi) sotto il cuscino, la mano si "addormenta" (inizia a formicolare) nel giro di pochissimi minuti. Durante la giornata non accuso quasi alcun sintomo, a parte forse una sensazione di gonfiore/indolenzimento difficilmente localizzabile nella mano destra. Alcuni movimenti rotatori (oggi me ne sono reso conto pelando le verdure) provocano dolori o la sensazione di "blocco"/paresi all'altezza del carpo/metacarpo (sempre destro, naturalmente).

Non accuso dolori acuti, l'intorpidimento diviene percepibile quasi solo nel sonno, né avverto perdite di forza nell'arto: sinora ho continuato ad allenarmi e senza disturbi riesco anche a fare flessioni sulle braccia. Tuttavia non vorrei aggravare la situazione. Normalmente mi rivolgerei al medico ma mi trovo all'estero e tutto è più problematico.

In conclusione Le chiedo: con una sintomatologia così lieve, qual'è l'approccio giusto? Devo interrompere l'attività o al contrario compiere esercizi di stretching o altri mirati al recupero? O di rafforzamento muscolare? Le sembra urgente che mi sottoponga a visita, risonanza o altre diagnostiche, o è sensato attendere ancora almeno due settimane (come io penso di fare) per vedere se il disturbo guarisce spontaneamente?

So che in teoria con visite e diagnosi è meglio abbondare, ma al momento la situazione e i costi accresciuti in tempo, denaro e difficoltà (col medico qui raggiungile non potrei parlare in italiano) mi hanno spinto a rivolgermi anzitutto a Lei.

Mille grazie e cordiali saluti,
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

non ha indicato la sede delle parestesie: suppongo si tratti di mignolo e anulare.

In ogni caso, dovrebbe fare una elettromiografia (EMG) agli arti superiori, soprattutto se il problema dovesse persistere ed evitare, quanto più possibile, la flessione dei gomiti e il poggiarli su superfici dure.

Inoltre potrebbe già iniziare una terapia (due volte al giorno) con un integratore neurotrofico che contenga vitamine (B + E), acido alfa-lipoico e L-acetilcarnitina, per almeno 30-40 giorni consecutivi.

Non essendo un farmaco non occorre prescrizione medica.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 436XXX

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Grazie mille Dottore della risposta immediata e esaustiva,

le parestesie interessano piuttosto tutta la mano, specie in determinate posizioni (gomito piegato).

Inizio subito la supplementazione con integratori e evito di sottoporre i gomiti a pressione: se non miglioro entro una-due settimane mi sottopongo all'EMG.

Un cordiale saluto
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Se sono tutte e 5 le dita, potrebbe trattarsi di due nervi differenti (mediano + ulnare) e/o di una patologia a livello cervicale.

Conviene che si faccia visitare da un chirurgo della mano.