Utente 224XXX
Buonasera, ho 24 anni, svolgo una vita del tutto sana, fumo pochissimo, non bevo e mangio sano. Ciò nonostante mi hanno diagnosticato in seguito a coliche addominali forti, ed a relativi controlli ed ecografie dei calcoli alla colaciste, mettendomi in lista per l'asportazione della stessa.

Io sono letteralmente terrorizzata.
Ho subìto gia 2 interventi nella mia vita, uno ca. 10 anni fa per appendicite, un altro 5 anni fa ca. per un raschiamento (aborto spontaneo).

In entrambe i casi ho avuto SERI problemi con l'anestesia.
La prima volta ricordo (anche se poco e male, essendo anche passati 10 anni), che mi svegliai durante l'intervento, mi è stato detto, io ricordo solo di aver visto un ombra non di piu.

Il problema è stato al risveglio. Boccheggiavo invece di respirare, mi sono svegliata piangendo come una bambina, (a parte che a 13 anni lo ero!), non respiravo, mi sentivo mancare! Ricordo che scesi in sala operatoria alle 11.00 e ritornai in camera alle 16.00 passate, in quanto avevano avuto problemi nel risvegliarmi. Una volta sveglia, in camera ricordo che ero letteralmente devastata, nella piu totale confusione e soprattutto tremavo dal freddo come una foglia!

La seconda volta è stata peggiore.
Essendo poi passati solo 5 anni la ricordo come fosse ieri. Appena mi fecero una puntura al braccio (gia in sala operatoria), sentii un bruciore fortissimo salire dal braccio destro fino al petto, con un dolore atroce al petto ed alla gola, e sentivo perfettamente i macchinari che eran collegati a me (quelli dei battiti cardiaci) aumentare di velocità, ed ho percepito uno stato di ansia attorno a me, infermiere che mi dicevano di calmarmi, fino al buio piu totale, ed al brusco risveglio in camera. I miei occhi erano rossi, ma non arrossati. ROSSI, come le lattine della coca cola. Ricordo perfettamente che appena mi sono tirata su nel letto ho vomitato l'anima, ma soprattutto verde.

Anche qua, mi sono svegliata piangendo, e lo stato confusionale è durato svariate ore prima di cessare.

Nel primo caso credo abbiano parlato con i miei genitori. Ma nel secondo caso non ho avuto (giuro) alcun colloquio con alcun anestesita precedentemente all'operazione. Mi è solo stato fatto firmare un modulo con i dati di parenti a cui comunicare eventuali complicazioni.

Ora devo fare questa operazione, ormai a breve.
Sono letteralmente terrorizzata. Ho ripetuto per tutti questi anni: spero di non dovermi mai piu operare perchè un' altra anestesia non so se la reggerei.

Mi sento estremamente pessimista e negativa in merito a questa operazione. Temo di morire. Parlo davvero. E' come se me lo sentissi.

Innanzitutto vorrei capire se ciò che mi è accaduto in precedenza potrebbe riaccadermi e soprattutto capire se, c'è rischio di morire durante questa operazione.

Tutti ridono quando dico che ho paura di morire per questa operazione, beati loro. Io invece piango dalla mattina alla sera. Per giunta soffro di attacchi di panico. E se mi vengono durante l'anestesia? E' possibile che accada?

Fatemi sapere, se possibile in maniera celere, e perdonatemi per il poema!!! Grazie mille, Raia Nunzia.

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Dr. Stelio Alvino
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Buonasera Carissima,
dalla sua accorata mail comprendo benissimo il suo stato di ansia già presente, molto vicino al panico.
Francamente dubito dall'esperienza che possa tranquillizzarla in qualche modo per mail. Già è difficile in questi casi da un colloquio diretto guardandosi negli occhi figuriamoci in modo....virtuale.
Comunque ci metterò impegno.
Dunque, il primo caso che mi racconta di un risveglio intraoperatorio, condizione questa conosciuta come "awarness", è si situazione spiacevole (anche se lei lo descrive come qualcosa che le è stato raccontato perchè ricorda solo un ombra). In realtà noi anestesisti sappiamo che un accidentale e transitorio risveglio intraoperatorio può essere causa dopo e per lungo tempo anche di disturbi di tipo ansioso, caratterizzati da insonnia nelle settimane o nei mesi successivi crisi di panico notturno, incubi con sudorazione e tachicardia.
Di solito queste manifestazioni regrediscono abbastanza spontaneamente nel momento in cui viene detto al paziente che potrebbe aver avuto proprio un risveglio intraoperatorio. La consapevolezza del dato determina una progressiva scomparsa del quadro.
E' probabile che incosciamente porti con se una sensazione sgradevole da allora che, pur non creandole dei disturbi cronici, si sia risvegliata in prossimaità del nuovo intervento.
Nel secondo , considerando la tipologia del caso, la dolorosa sensazione è stata determinata dall'utilizzo di un particolare e comune farmaco che noi Anestesisti usiamo per addormentare: il Propofol. Quersto farmaco ha purtroppo una caratteristica che è quella di irritare la parete del vaso venso in cui viene iniettato. Questa condizione è tanto più dolorosa quanto più la vena è piccola. Vi sono alcuni accorgimenti che il suo Anestesista può prendere per ridurre tutto ciò.

Allora le cose che più le consiglio sono:
1) se non vi sono controindicazioni effettuare l'intervento (vista la sua giovane età e il suo peso) in Videloaparoscopia. Avrà un decorso postoperatorio meno doloroso e più rapido.
2)Parli in tutta libertà con il suo Anestesista che la visiterà prima dell'intervento descrivendo accuratamente il caso del risveglio intraoperatorio nel primo intervento e la fastidiosa sensazione percepita nel secondo.
Ricordi di riferire della tendenza al vomito post operatorio, affinchè prima del risveglio le possa essere somministrato un farmaco amtiemetico.

Il pianto che ha avuto nel secondo caso (nel primo era ancora una bimba!) è riferibile anche allo stato emozionale legato al momento della perdita del suo primo (presumo) bambino, quindi più che giustificabile.
Una buona ansiolisi nel preoperatorio, magari anche nei giorni precedenti con benzodiazepine la aiuterà meglio a superare questo "terrore" che ha per il prossimo intervento.
In realtà in questo intervento non c'è un rischio più alto delle altre volte di morire.
Si ricordi che QUALSIASI atto medico ha in se un potenziale rischio per cui viene fatto firmare un consenso per iscritto al paziente che non va interpretato come uno "scarico" di responsabilità da parte del medico ma solo come un momento in cui si informa il paziente su cosa andrà a fare.
Il maggior o minor rischio è determinato più che dalla complessità dell'intervento dalle condizioni di salute generale. In considerazione dell'età, se non ha particolari disturbi importanti, lei avrà un "rischio" anestesiologico pressocchè nullo.
Purtroppo non posso dilungarmi oltre, ma la cosa che le consiglio più spassionatamente è quella di parlare, parlare, parlare con il suo Anestesista al momento della vistita proprio come ha fatto qui con noi.
Non avrà attacchi di panico durante il sonno anestesiologico!
Se ha particolari altri problemi sull'argomento può contattarmi anche al mio indirizzo privato:
stelio.alvino@poste.it
La saluto cordialmente