Utente 397XXX
Gentili Dottori buongiorno,
sono stato operato in microdiscectomia il 26 gennaio 2016 per ernia al disco L4-L5 mediana-paramediana destra, la situazione dopo era “leggermente migliorata” ma continuavano i disturbi lato esterno coscia, esterno gamba fino al piede destro. Effettuata RM in luglio 2016, la stessa confermava recidiva stesso livello e lato. A seguito di nuovo peggioramento, in data 6 dicembre 2016 vengo rioperato stavolta con discectomia percutanea ma, a seguto di tale intervento la situazione è peggiorata, ora accuso dolore e bruciore continuo e pungiforme da contatto al piede, specie sul dorso e prime tre dita, ma anche nella parte plantare, caviglia, malleolo e lato esterno gamba, non riesco a deambulare se non con dolore sempre crescente e il solo calzare una scarpa diventa un’agonia.
Dopo due infiltrazioni peridurali senza nessun miglioramento ho ripetuto RM lo scorso 25 febbraio con il seguente referto:
“Disidratati ed assottigliati i dischi intervertebrali del tratto compreso tra L3-S1. Protrusione discale ad ampio raggio (presente nei referti precedenti) L3-L4 che impronta il sacco durale. Postumi chirurgici di microdiscectomia a livello L4-L5 dove si evidenzia oggi un’ernia discale posteriore mediana-paramediana destra che comprime il sacco durale ed entra in contatto con la radice spinale omolaterale; a tale livello si rilevano, inoltre, delle piccole e focali ernie di Schmorl associate ad altrettanto piccole aree di sofferenza edematosa intraspongiosa. Protrusione discale ad ampio raggio (modesto bulging discale nei referti precedenti) L5-S1 che impronta il sacco durale. Modestamente ristretto di calibro il canale vertebrale per ipertrofia dei massicci articolari e dei legamenti gialli in diffusi segni di artrosi interapofisaria e di spondilosi con iniziali osteofiti posteriori margino-somatici. Non evidenti alterazioni di segnale del midollo spinale e della cauda equina. Conservata la fisiologica lordosi”. Ho effettuato visita di controllo giorno 28 gennaio con l’ortopedico che mi ha operato e, confermata la recidiva di ernia con grave discopatia, mi propone intervento di microdiscectomia con artrodesi mediante inserimento di cage intersomatica. A questo punto, essendo ormai disperato e molto sfiduciato, chiedo un vostro autorevole parere sull’adeguatezza del tipo di intervento propostomi. Inoltre vi chiedo:
1) oltre la cage interesomatica è indicato sempre anche l'inserimento di viti peduncolari e barre?
2) ricorrere all'artrodesi nel mio caso potrebbe comportare problemi/dolore lombare presente fino ad oggi in maniera sopportabile e comunque rispondente a terapia farmacologica?
Grazie per le eventuali risposte e cordiali saluti.
[#1] dopo  
Dr. Konstantinos Martikos
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L'intervento di artrodesi con vitti, barre e cage intersomatica è indicato quando la colonna vertebrale ha bisogno di stabilità e quando l'assottigliamento del disco è talmente grave da richiedere l'inserimento della cage intersomatica per il ripristino dell'adeguata altezza tra le due vertebre sofferenti. Inoltre, dopo due interventi di discectomia, è improbabile teoricamente che un terzo intervento di semplice discectomia senza mezzi di sintesi potrà migliorare il suo quadro.
Per quanto riguarda la sua seconda domanda, se l'indicazione chirurgica è corretta (e questo lo valuta lo specialista che visita il paziente clinicamente e radiograficamente), generalmente l'intervento chirurgico di artrodesi riesce a migliorare i sintomi.
Ovviamente, questa risposta non rappresenta una proposta di trattamento specifico per il suo caso, si tratta soltanto di considerazioni generiche, in quanto qualsiasi consiglio medico ha valenza solo dopo aver visitato il paziente e valutato la sua documentazione radiografica.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 397XXX

Iscritto dal 2015
Buonasera Dr. Konstantinos e grazie per la sua risposta.
Chiaramente ho ben compreso che con un terzo intervento di "semplice" discectomia non risolverei il problema ma a questo punto mi trovo con un chirurgo che mi suggerisce l'artrodesi con l'uso della sola cage intersomatica e un'altro che mi propone invece artrodesi con viti e barre e innesto ossseo senza utilizzo di cage di cui, a suo dire, si fa sempre meno uso.
Come può ben comprendere sono in totale confusione sulla "delicata" scelta da prendere e quindi le sarei grato se, pur con i limiti di un consulto a distanza, dalla sua esperienza mi potrebbe dare un parere in merito.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Konstantinos Martikos
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Capisco i suoi dubbi dato che si trova di fronte ad un terzo intervento chirurgico. Senza alcun riferimento al suo caso in particolare, in quanto mi mancano gli elementi clinico-radiografici per esprimere un parere specifico, le posso solo confidare che nella mia pratica chirurgica utilizzo di routine le cages intersomatiche nella patologia degenerativa della colonna vertebrale lombare, soprattutto in casi di chirurgia di revisione. Il mio consiglio è di cercare eventuali ulteriori pareri presso chirurghi della colonna vertebrale, cercando contemporaneamente di ottenere più informazioni possibili riguardanti la sua patologia e l’efficacia dei relativi trattamenti. Cordiali saluti. Dott. Martikos
[#4] dopo  
Utente 397XXX

Iscritto dal 2015
Dr. Martikos la ringrazio per la sua celere e chiara risposta, seguiro' il suo consiglio con la speranza di intraprendere il percorso più adeguato. La cosa che mi scoraggia è sapere che ci sono dei casi, forse un po' troppi, in cui a seguito di artrodesi si continua a stare male se non addirittura peggio di prima ma, ovviamente, mi rendo conto che ogni caso è diverso da un altro (per fortuna!).
Le porgo cordiali saluti e buon lavoro.
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio
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Mi permetto di introdurmi nella discusssione solo per una precisazione all'utente.
Egr. signore non deve scoraggiarsi per il fatto che, secondo Lei, i casi di insuccesso a seguito di artrodesi, sono troppi.
Certamente ci possono essere dei fallimenti chirurgici anche se tutto viene effettuato perfettamente, ma sono casi molto rari.

Questi interventi falliscono e purtroppo vanno a incrementare le statistiche di insuccesso chirurgico, quando le indicazioni a operare sono forzate, quando cioè si decide di operare una patologia che non necessita di intervento e che può aver giovamento magari solo da un buon ciclo di FKT.

Cordialmente
[#6] dopo  
Utente 397XXX

Iscritto dal 2015
Egr. Dr. ;Migliaccio la ringrazio per la sua precisazione, sto cercando di sentire più pareri specialistici sul tipo di intervento da fare e la mia confusione sta nel fatto che tali pareri sono divergenti fra loro. Inoltre ho timore (spero ingiustificato) di subire un intervento chirurgico di artrodesi in quanto fino ad oggi non ho dolore lombare invalidante ma, come spiegato in precedenza, dolore radicolare (L5 destra) dovuto a recidiva di ernia. Comunque mi rendo conto che a qualcuno mi dovrò pur affidare per risolvere questo problema che ormai da un anno e mezzo ha ridotto pesantemente la mia qualità di vita, sperando che il mio non sia un'alto "raro" caso che incrementi le statistiche di fallimento chirurgico.
Grazie ancora e cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Migliaccio
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Glielo auguro di cuore.