Utente 439XXX
Salve,

ho subito un'isterectomia totale (mi è rimasta solo la vagina, per intendersi) ventisei giorni fa con laparotomia. È stato anche tolto l'omento, l'appendice e un'aderenza che a quanto pare affliggeva diaframma e fegato, sebbene non avessi sintomi particolari prima dell'operazione.

Sei giorni fa ho fatto il controllo, dal punto di vista dei chirurghi sembra tutto a posto (fatta eccezione per la cistite e un'infezione vaginale da E. Coli, entrambi mai avuti prima).

Molti dolori addominali sono diminuiti o scomparsi, ma alcuni sintomi mi lasciano particolarmente perplessa e vorrei un parere.

Ho delle intense fitte nella zona inferiore destra dell’addome, press’a poco zona appendice, abbastanza intense, ancorché occasionali. Mi colpiscono particolarmente quando sto seduta per un po’ e anche stando distesa a letto, supina o sul fianco destro, al punto che devo alzarmi e non c’è modo di alleviarle magari cambiando posizione, ma anche se sto in piedi ferma per un po’. A differenza di altri dolori che sono diminuiti o scomparsi, queste fitte non sembrano accennare a scomparire né a diminuire d’intensità, anzi a volte sembrano addirittura più dolorose del solito. Non durano a lungo, ma non sono nemmeno una questione di pochi secondi. (Molto molto più raramente ho fitte similari a sinistra).

Quando sono a letto sul fianco destro, sembra che i movimenti peristaltici si fermino, mentre quando mi giro sul fianco sinistro, ripartono immediatamente, cosa che avverto perché immediatamente riprendono “rumorini” e passaggio d’aria.

Quando cerco di respirare a pieni polmoni, per esempio quando devo starnutire, a volte provo un dolore "sordo" e diffuso nell’area pericostale, a volte un doloretto pungente soprattutto sulla destra sotto le costole, ma soprattutto anziché allargare il torace e i polmoni, in fuori, mi incurvo invece in dentro e non riesco a prendere tanta aria quanta vorrei e potrei.

Mi risulta ancora impossibile tenere la mia postura naturale camminando o stando in piedi, sento una “resistenza”, come una massa, pochi centimetri sopra l’osso pubico. Questo mi sta causando forti tensioni e dolore nel resto della schiena.

Vorrei capire se questi sintomi rispondono al normale decorso post-operatorio o se devo preoccuparmi. Soprattutto, vorrei capire se il problema di respirazione e di postura sono destinati a risolversi, per la postura leggo cose molto preoccupanti in vari risorse.

Vorrei continuare una vita indipendente da antidolorifici, ma su molte risorse "popolate" da donne che hanno subito isterectomia sembra che la stragrande maggioranza debba convivere con un uso frequente di questi medicinali per il resto della vita, una cosa per me inconcepibile.

Naturalmente, volendo tornare ad un'attività fisica intensa e libera, mi preoccupa non poter respirare a pieno o non poter tenere la mia postura naturale.

Ringrazio in anticipo per un parere.

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[#1] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Gentile utente ritengo che 26 giorni, per un intervento come quello che ha subito lei siano ancora pochi per una completa guarigione, comunque il follow up nel suo caso è obbligatorio e probabilmente le sue fitte potrebbero essere dovute ad un intestino che ancora non si è rassettato completamente nella nuova posizione.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 439XXX

Iscritto dal 2017
Grazie della risposta.

Dall'ospedale non mi hanno dato alcun nuovo follow-up dopo la visita di controllo. Adesso è la mia ginecologa di fiducia che mi segue, anche se è chiaro che per ora c'è da arrivare in fondo al periodo di convalescenza, altre cinque settimane.

Spererei che l'intestino non sia prolassato o non si sia sposato granché dalla sua sede abituale. Per fortuna, sono regolare nei movimenti intestinali, una volta al giorno o due, come del resto prima dell'operazione, infatti non ho mai saputo cosa fosse la stitichezza se non nei primi due o tre giorni dopo l'operazione. Tra l'altro le fitte a destra di cui parlo non sembrano onestamente avere correlazione con passaggio d'aria o con i movimenti intestinali, compaiono in tutt'altri momenti.

Mi ero dimenticata di dire che mi hanno anche fatto un'appendicectomia nella stessa operazione.

Domani farò un'ecografia per valutare un po' la situazione.

I più cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Vuol dire che il follow up lo farà La sua ginecologa. L'ecografia con gli esami ematochimici di controllo mi sembrano auspicabili.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 439XXX

Iscritto dal 2017
Gent.mo dottore,

ho effettuato l'ecografia martedì u.s. e il risultato è stata la presenza di una falda fluida anecogena nella tasca del Morrison, nelle anse intestinali e nello scavo pelvico, mobile secondo gravità, dello spessore di tre centimetri.

Il medico che ha effettuato l’ecografia era persuaso che si trattasse di fluido residuo dall’intervento chirurgico e che dovrebbe riassorbirsi pian piano; non sembra non aver preso in considerazione la possibilità che si tratti di un'ascite o altro.

Secondo il medico questo fluido mobile giustificherebbe vari dolori e fastidi accusati. Per quanto riguarda gli organi esplorabili con l'ecografia era tutto a posto. Per quanto riguarda la respirazione e la postura, sia il chirurgo che mi ha operata che la mia ginecologa concordano che si tratti di avere pazienza; secondo la mia ginecologa le due cose sono in particolare connesse e comunque dovrebbe andare a risolversi.

Ignoravo completamente che durante una laparoscopia (eseguita su di me a scopo esplorativo prima della laparotomia) oltre al gas venisse inserito anche del fluido.

Cordialmente.
[#5] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Quella quantità di liquido dopo un intervento non è significativo per la sua sintomatologia.
Saluti
[#6] dopo  
Utente 439XXX

Iscritto dal 2017
Grazie per la celere risposta.

Riterrebbe quella quantità di fluido nella norma, se effettivamente residuo di laparoscopia?

Sarebbe verosimile il totale riassorbimento nell'arco del restante mese di convalescenza?

Cordialmente.
[#7] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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È possibile.
Saluti
[#8] dopo  
Utente 439XXX

Iscritto dal 2017
Grazie.

Un caro saluto.
[#9] dopo  
Dr. Sergio Sforza
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Prego e saluti anche a lei.