Utente 827XXX
Egr. Dott.ri,
A mio padre, 64 anni, è stata appena diagnosticata una trombosi venosa occludente iliaco-femorale sx con interessamento dell'ostio safeno-femorale sx.
Portato immediatamente in ospedale, è stato dimesso dopo poco con terapia anticoagulante (Clexane 6000 x 2 al giorno), riposo totale a letto e controllo di PT e PTT a 3 gg dall'inizio della terapia.

Desidero precisare che mio padre era gia in cura con clexane 4000/die per un TIA (senza conseguenze) avvenuto 1 anno e mezzo fa. E' attualmente in cura con chemioterapici per una recidiva da carcinoma ureterale in fossa iliaca sx.

Crediate sia il caso di richiedere il ricovero al pronto soccorso per il posizionamento di un filtro cavale?

Quali sono i rischi di embolia polmonare in questo caso?
Dopo quanto tempo ci si può definire non piu a rischio di embolia?
Ringrazio sin da ora per la vs. cortese attenzione.

Valuta ospedale

[#1] dopo  
Dr. Raffaele Prudenzano
44% attività
4% attualità
20% socialità
LECCE (LE)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2008
Prenota una visita specialistica
Gentile Utente
Le indicazioni al posizionamento del filtro cavale sono "piuttosto rigide" ma possiamo riassumerle in questa tipologia.
TVP estesa alla vena cava inferiore in paziente a rischio di embolia polmonare che non può eseguire terapia con eparina (per allergie o altre intolleranza).Non penso che suo padre rientri in questa categoria di pazienti.
E' consigliato anche il posizionamento del filtro in quei pazienti con trombosi cavale che devono essere sottoposti a interventi chirurgici maggiori e qundi subire un lungo allettamento.
I filtri sono definitivi e si posizionano in genere in sede infarenale.Attualmente si tende a posizionare filtri rimuovibili (anche dopo 2 anni).Di questa nuova tipologia di filtri io ne ho posizionati otto dal 2006 a oggi.L'utilizzo sempre maggiore di questi nuovi filtri potrebbe in futuro estendere le indicazioni al posizionamento dei filtri cavali.
Saluti