vene  
 
Utente 232XXX
Salve, oggi a lavoro verso fine turno, in ufficio avvertivo molto caldo, non mi sono preoccupato di nulla finchè non ho sentito un fortissimo calore al viso. Poi pian piano il calore diviene insopportabile, mi sento come se avessi una fortissima pressione per tutto il viso, le orecchie erano tendente al viola. Dopo pochi minuti comincio a faticare a respirare, mi chiudo in bagno, mi guardo e vedo tutte le vene del cranio come se fossero sotto sforzo in palestra. Metto letteralmente la testa sotto l'acqua fresca: questo ha giovato parecchio, ma ad ogni movimento della testa sembrava di dover svenire da un momento all'altro, mi era partita anche una discreta tachicardia.
Questa senzazione di troppo caldo in ufficio non l'ho retta più e sono uscito in anticipo, con i colleghi che cercavano di capire se fosse stata una reazione allergica o chissà che cosa. Sono tornato a casa spossato, le orecchie mi rimangono rosse e nonostante la lunga camminata al fresco ancora avverto spossatezza. Le ultime cose ingerite sono state un caffè alle 14, 2 pasticcini alla crema alle 17 insieme ad una banana. L'episodio sulle 17.15.
Arrivando a casa mi hanno consigliato di misurare la pressione e avevo 65/105, direi bassa e mi sono addormentato dalla stanchezza.
Mi capita che ogni tanto le orecchie senza motivo mi diventino rosse e bollenti, ma tutta la testa e la parte alta del busto no. Ora che ricordo anche le mani erano gonfie e rosse.
Sono un soggetto ansioso ma ero in totale tranquillità, semplicemente non sopportavo tutto quel caldo in ufficio.
Secondo voi è un semplice (ma terribile) attacco d'ansia oppure è meglio che vada a fare qualche visita?

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
se in ufficio faceva molto caldo è probabile che lei abbia avuto una vasodilatazione generalizzata con un flushing cutaneo e dilatazione venosa.
tanto più che riferisce una P.A. tendenzialmente bassa dopo l'episodio.
Anche se sarebbe stato interessante sapere quanto aveva DURANTE l'episodio facendosi portare in P.S.
Questa sintomatologia può infatti essere ascrivibile a tumori benigni che secertono serotonina o a tumori della midollare del surrene che sparano all'improvviso in circolo catecolamine.
Ma in genere la sintomatologia è più ricca e la pressione molto più alta.
Se l'episodio si dovesse ripetere si rechi dal suo curante per le indicazioni del caso.
E faccia sapere se vorrà.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 232XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la risposta.
Ammetto che da ciò che ha detto un po di apprensione ce l'ho, anche perché è stata la prima volta che mi è successo e a ripensare che possa recapitare non aiuta. Sul momento, nel caso mi dovesse capitare, posso fare qualcosa in particolare o dovrei chiamare l'ambulanza?
A questo punto mi sa che procederei per eseguire tutte le analisi/controlli possibili, anche se avendo cominciato un nuovo lavoro avrò poco tempo per effettuare.
Grazie ancora.
Saluti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
la prossima volta chiami il 118.
Io devo fare delle supposizioni diagnostiche: non posso mica dire a tutti i pazienti che è un attacco di ansia. Sarebbe stolto se non criminale.
Se vuol fare gli esami me lo faccia sapere e sarà mia cura indicarglieli.
Se è stato un attacco di ansia tanto meglio per tutti, soprattutto per lei.
Cordiali saluti,
Dott. Caldarola.