Utente 113XXX
Dal 05 febbraio 2006 mio padre, età 69 anni, è ricoverato presso la clinica di malattie infettive di un ospedale regionale dell'Italia centrale a causa di una persistente febbre molto alta (picchi di 39,7 °). Specifico che mio padre è affetto dalle seguenti patologie:1) leucemia linfatica cronica per cui nel 2004 ha effettuato una chemioterapia con risultato definito "ottimo" (la parte malata del midollo a seguito della terapia risultava inferiore al 5%); 2)Adeno Carcinoma prostatico, tenuto sotto controllo mediante l'assunzione di "Casodex".
Successivamnete al ricovero veniva diagnosticata una polmonite bilaterale per cui venivano intraprese varie e successive terapie antibiotiche; è stata praticata una biopsia osteo midollare a seguito della quale l'ematologo ha categoricamente escluso che la febbre sia originata da una ripresa della leucemia.
Le condizioni sono peggiorate al punto che mio padre non riesce più ad alzarsi dal letto, è divenuto incontinente e la sua temperatura diminuisce fino a raggiungere valori normali mantenendosi tale per meno di quattro ore solo a seguito della somministrazione di flebo di paracetamolo.
Nutro estrema fiducia nei confronti dello staff medico che si sta occupando della situazione e da alcuni dei componeneti ho appreso che la polmonite è regredita quindi non costituisce la causa della febbre persistente.
Sono preoccupato per il destino di mio padre, è seriamente debilitato e durante l'ultima giornata ha avuto dei fortissimi tremori (che non sembravano semplici brividi) ad ogni elevazione della temperatura quindi ho deciso di effettuare ricerche anche su internet.
Vi chiedo gentilmente se esistono centri specializzati che trattano queste situazioni e quali possono essere le aspettative di guarigione di mio padre.
Grazie
[#1] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
La febbre è una reazione provocata dal sistema immunitario a seguito di produzione di particolari proteine, chiamate citochine, la maggiore è l'interleuchina 1, ma partecipa anche il TNF, tumor necrosis factor, d'altronde a certe temperature alcuni batteri e virus campano, a temperatue più alte muoiono, la febbre serve ed è necessaria, abbassarla a tutti i costi non mi sembra molto intelligente, modularla, è meglio, accanirsi ad abbassarla non mi sembra molto fisiologico. Bisogna cercare chi sta stimolando il sistema immunitario alla risposta, suo padre ha all'origine patologie particolarmente gravi, pertanto se è arrivato a quel punto, qualcosa lo ha iniziato molti anni fa. Molto probabilmente il problema risiede in quello che è successo nel passato. Penso che abbiano cercato vari virus e batteri, la situazione anticorpale non la riferisce, virus e batteri permangono nell'oganismo per tantissimo tempo, provocando guai, per esempio, ed è sempre lui, il virus di Epstein-Barr, che in letteratura internazionale è imputato nei linfomi, ma anche in alcune leucemie, la somministazione del genoma, stimola il sistema immunitario a portarlo via. Suo padre ha eseguito terpie che abbassano notevolmente il sistema immunitario, una esplosione virale o batterica, ci si deve attendere. Riferisca il quadro anticorpale, forse la soluzione risiede lì.
saluti

[#2] dopo  
2114

Cancellato nel 2014
E' importante stabilire l'andamento della febbre (è continua? Sale e scende a intervalli?) per orientarsi sulla causa. In secondo luogo una visita accurata accompagnata da dati di laboratorio; come sono stati interpretati questi "tremori"? Può essere utile una consulenza neurologica.
Infine, oltre alle radiografie del torace, potrebbe essere utile intanto eseguire un'ecografia addomino-pelvica (esame innocuo e veloce) per escludere raccolte/ascessi intraddominali.
Immagino che gran parte di quanto le dico sia già stato valutato e non voglio certo "suggerire" un iter diagnostico ai medici che hanno suo padre in cura. E' però necessario conoscere la causa della febbre prima di poter esprimere le aspettative di guarigione e rivolgersi a centri specializzati.
Cari saluti