male  
 
Utente 342XXX
Buongiorno,

Come scritto in altre richieste di consulto, ho subito una miomectomia resettoscopica in anestesia generale TIVA. Durante e dopo la degenza non ho avuto modo di sapere nulla in merito a quanto praticatomi e solo adesso, entrata in possesso della cartella clinica, scopro che l'anestesista ha usato una maschera laringea. Devo dire che ci sono rimasta male, nessuna informativa dichiarava quel dettaglio ed anzi sapevo che avrebbero usato una maschera facciale che mi avevano messo al momento della sedazione. Vorrei quindi sapere se l'intubazione è davvero indispensabile e se avrebbero dovuto segnalarmelo al momento della firma per il consenso. Siccome devo affrontare un altro intervento uguale, vorrei sapere se posso oppormi all'intubazione e se questo precluderebbe l'intervento stesso.
Grazie mille!
[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Gentile utente,
se durante l'anestesia generale le è stata applicata una MLA (maschera laringea) sappia che NON è stata intubata.
Quindi non vedo il motivo del fatto che ci sia "rimasta male" pur avendo, il suo Anestesista, adottato per questo intervento la corretta tecnica di gestione delle vie aeree.
Un particolare che può sfuggire a chi viene sottoposto ad AG è che dietro quel "dolce sonno" che impedisce di:
1) percepire la spiacevole sensazione che si sta aprendo il proprio corpo con un bisturi,
2) percepire dolore durante l' intervento o dopo,
3) garantire che vi sia un Medico che controlla tutte le sue funzioni vitali in sala operatoria,
3) non avere memoria specifica dopo il risveglio di ciò che è realmente successo se non un vago ricordo,
cioè ciò che potremmo ben definire con il termine di "euanestesia" ( mi passi il neologismo), dicevo dietro tutto ciò, vi sono una serie di manovre e pratiche complesse che il paziente neanche immagina perché privato farmacologicamente della sua coscienza, oltreché ovviamente di uno specifico bagaglio di conoscenze, che invece sono la risultante di buona pratica e professionalità dello Specialista.
Ora forse non sa che un intervento come il suo effettuato in AG ha una durata che non rende agevole per l'Anestesista la corretta assistenza in maschera facciale (quella usata per l'induzione al sonno) e anche se in respiro spontaneo in entrambi i casi risulta più sicuro il posizionamento di una MLA per garantire una corretta ventilazione e protezione delle vie aeree rispetto alla maschera facciale che lei pensava fosse applicata.
È un presidio di sicuro meno invasivo del tubo orotracheale (infatti dopo il risveglio non avrà certamente avuto il caratteristico mal di gola che invece si ha con l' intubazione).
Personalmente quindi ritengo che nel suo caso siano state adottate dal collega le buone norme tecniche comuni (e il buon senso) per la condotta anestesiologica.
Quando lei ha firmato il consenso è stata informata e ha giustamente accettato il tipo di anestesia che il collega le avrebbe fatto in alternativa, per esempio, alla possibilità di eseguirlo ugualmente in spinale (cosa in teoria fattibilissima). Ma assolutamente impossibile anche disquisire sui presìdi tecnici da utilizzare in corso di tale trattamento perché non avrebbe senso che l' anestesia a questo punto fosse condotta da un Medico, sarebbe sufficiente un Infermiere o un OSS o, come un tempo, la suorina con la maschera d'etere...stessa cosa per la parte chirurgica.
Ha pensato infatti di chiedere al suo Ginecologo che tipo di tecnica chirurgica avrebbe utilizzato per l'intervento: se l'avesse eseguita secondo "Tal" o secondo "Dei Tali?
Le dirò di più anche se non è il suo caso...: in alcune pazienti ginecologiche che sempre più spesso presentano fattori di rischio elevato dal pdv anestesiologico come per esempio l'obesità anche un presidio come la MLA può risultare insufficiente e poco sicuro (figuriamoci una banale maschera facciale!) per cui si rende necessaria l'intubazione anche se per pochi minuti per evitare poi drammi letali in corso di intervento.
Quindi per non dilungarmi oltre ritengo a mio avviso che non vi siano stati elementi di "malpractice" o negligenza professionale in tutte le sue fasi imputabili al collega che, dalle notizie da lei riferite, sembra aver agito nell'assoluto rigore e competenza professionale.
Per rispondere al suo ultimo quesito: quando rifarà la visita anestesiologica potrà chiarire meglio i suoi dubbi espressi qui e certamente valutare alternative col collega in tutta tranquillità. Chiedere è assolutamente lecito e rispondere è cortesia. Ma sono sicuro che spendendo qualche parola in più che serva a spiegare e chiarire meglio la porteranno automaticamente a scegliere la strada migliore e vedrà che sicuramente vi sarà concordanza da entrambe le parti sulle scelte più vantaggiose per il paziente.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 342XXX

Iscritto dal 2014
Grazie, è stato davvero esaustivo!