Utente 442XXX
Buongiorno in pratica ieri sera mi sono accorto che una otturazione (fatra 5 anni fa)in materiale nero ( amalgama con mercurio credo ahimè) mi si è allentata fino a che me la sono trovata in bocca rotta in due pezzi. ....ora sono a lavoro fuori regione e quindi andrò da un altro dentista che mi hanno consigliato ma la mia estrema paura è che questa cosa abbia rilasciato veleno.....non posso purtroppo farci nulla ma ho molta paura. ....

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[#1] dopo  
Dr. Marco Capozza
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Gent Paziente
secondo la maggior parte degli studiosi l'otturazione in amalgama non rilascia sostanze nocive nelle normali condizioni di utilizzo.
Quando una otturazione in amalgama si stacca o si frattura non si creano particolari condizioni differenti da quelle in cui è stata forse per anni.
La preferenza per le otturazioni bianche è determinata dalle caratteristiche superiori del Composito rispetto all'amalgama mentre quest'ultima è ancora molto utilizzata, senza paura , in paesi evoluti e con seri controlli sanitari statali.
Penso quindi di poterla tranquillizzare.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Pierluigi De Giovanni
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ROMA (RM)
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Gentile utente,
come lei saprà è la presenza di mercurio, che è un metallo pesante e quindi potenzialmente dannoso per il nostro organismo, a far considerare gli amalgami di argento usati in odontoiatria come un materiale potenzialmente tossico. Sulla questione ci sono controversie, pareri contrastanti e discussioni ormai da tanti anni. Sicuramente è vero un concetto ossia che quando si effettua un restauro di qualcosa che si è lesionato o alterato è sempre preferibile ricreare il più possibile quella che era la situazione iniziale con tutte le sue caratteristiche. Questo concetto generale lo possiamo anche applicare ovviamente in odontoiatria e quindi ritenere che, se eseguiamo un restauro di un dente, dobbiamo avvicinarci il più possibile a quella che è la natura e le caratteristiche del dente. In tale visione, i compositi oggigiorno rispondono molto di più a queste necessità rispetto agli amalgami e non solo per caratteristiche estetiche ma anche e soprattutto per caratteristiche fisiche e chimiche. In merito a quest'ultimo aspetto, caratteristiche chimiche, i compositi sono molto più inerti degli amalgami in un ambiente chimico, elettrolitico, qual è il cavo orale. Quindi per quanto riguarda l'utilizzo o meno degli amalgami, senza approfondirci più di tanto nell'argomento che è assai vasto, diciamo che oggigiorno si tende a non utilizzarli più perché presentano caratteristiche meno desiderabili rispetto ai compositi e ad altri materiali da restauro di cui oggi disponiamo.
Tornando al suo caso, tale premessa era per dire che, a mio avviso, forse il problema non è che la sua otturazione in amalgama si sia adesso fratturata (altra cosa che accade molto frequentemente e che ne rappresenta un'altra caratteristica negativa) ma che le sia stata applicata inizialmente, solo 5 anni fa quindi nell'era dei compositi, senza probabilmente neanche una sua esplicita richiesta, dal momento che lo ritiene, a torto o a ragione probabilmente per quello che avrà sentito dire in giro, un materiale "velenoso".
Entrando ancora più nello specifico delle sue perplessità, tenga presente che gli amalgami appena applicati hanno una consistenza pastosa e solidificano in un tempo relativamente lungo, esponendo quindi il paziente all'ingestione di piccole particelle che si distaccano. Spesso inoltre, a differenza dei compositi che sono materiali adesivi e che quindi necessitano di una superficie asciutta e ben isolata, gli amalgami, la cui ritenzione invece è puramente meccanica, vengono applicati senza particolari isolamenti o accorgimenti quando sono ancora in una fase molto reattiva perché non ancora solidificati appunto.
Insomma tutto questo era per dire che le fasi in cui vi è più rischio di esposizione al mercurio contenuto negli amalgami dentari è soprattutto durante la loro applicazione iniziale e durante la loro rimozione. Quindi lei è già stata esposta 5 anni fa a tutto questo. Adesso che l'otturazione si è fratturata, probabilmente la cosa, da questo punto di vista, non è neanche tutto sommato così preoccupante, visto che il materiale è già solido e non lo ha neanche ingoiato tranne probabilmente qualche piccolo frammento. Possiamo verosimilmente ipotizzare, alla luce di quanto detto sopra, che ne abbia ingerito di più durante l'applicazione e le successive ore immediatamente dopo.
Infine, tenga presente che gli amalgami contenendo metalli non nobili e quindi instabili dal punto di vista chimico possono costantemente nel tempo andare incontro a processi elettrolitici all'interno di un ambiente umido qual è il cavo orale, per questo sono meno inerti rispetto ai compositi o altri materiali.
Concludendo insomma, io non sono qui per condannare o meno l'applicazione degli amalgami in odontoiatria (anche se come avrà capito non ne sono un fautore) ma per dirle, prendendo spunto dal suo quesito, che se considera gli amalgami "velenosi" come lei dice per il suo organismo, si preoccupi prima che questi non vengano inseriti nella sua bocca e si preoccupi di meno se questi si fratturano. Il paziente, attraverso il consenso informato, ha sempre la facoltà di decidere o meno di sottoporsi ad una determinata terapia o trattamento.
Un' ultima cosa, prima che qualcun altro lo dica, tenga presente che purtroppo, attraverso i cibi che oggigiorno assumiamo, siamo continuamente esposti all'assunzione di mercurio ed altre sostanze potenzialmente dannose per il nostro organismo magari anche in maniera più massiccia, come qualcuno le dirà, rispetto all'uso degli amalgami in odontoiatria o altre sostanze in medicina.

Cordiali saluti
[#3] dopo  
Dr. Luigi De Socio
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PESCARA (PE)
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Buonasera,
mi consenta un piccolo addendum a quanto già esaustivamente esplicato dai validi colleghi che mi hanno preceduto:
da qualche tempo,soprattutto per una non corretta informazione,si è sviluppata una vera e propria psicosi sulle otturazioni in amalgama,dette anche in gergo ortodosso "piombature",ma di piombo non ce n'è traccia.......il problema casomai è legato al mercurio..
La tossicità del mercurio è nota da tempi lontani e in quanto tale è contenuta su ogni libro di medicina.
E' tossico sopratutto per il sistema nervoso( l'intossicazione veniva
definita nei testi sacri idrargirismo ed era legata all'estrazione del metallo e alla fabbricazione dei cappelli di feltro che venivano appunto "trattati" con mercurio(cappelli Borsalino)

La discussione e i dubbi vertono invece sul mercurio contenuto nelle amalgame dentali, che alcuni ritengono stabile (e quindi non tossico) e altri no.
Non c'è un punto accettato universalmente e ci sono studi
a favore e studi contro,come in tutte le diatribe scientifiche.

Esistono delle indicazioni chiare da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto riguarda il mercurio: l'O.M.S., pur non avendo in sostanza una posizione negativa sulla questione amalgama e pur riconoscendo al materiale alcuni vantaggi operativi ed economici, opta, nel suo rapporto sul mercurio inorganico, per la progressiva eliminazione di tutte le fonti di esposizione al mercurio sostituibili con altre tecnologie.

Nel 2023 l’amalgama dentale dovrebbe essere gradualmente eliminata. E’ quanto vorrebbe la Commissione ambiente del Parlamento Europeo che sta completando il percorso di attuazione della Convenzione di Minamata che punta ad eliminare l’utilizzo del mercurio.

In questi mesi il CED a livello europeo si sta confrontando con le Istituzioni europee che stanno lavorando alla stesura della norma per scendere ad un compromesso che permetta di ridurre l’utilizzo dell’amalgama dentale per una serie di soggetti ma che non porti al suo completo divieto di utilizzo.

Per sostenere questa posizione e sensibilizzare gli Stati membri, che dovranno poi ratificare la norma, ANDI (membro del CED) ha inviato una nota al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin .

Ricordando come l’amalgama dentale, pur essendo un materiale sempre meno utilizzato, sia ancora un presidio importante e difficilmente sostituibile per alcune terapie, ANDI ha evidenziato come non sarebbe sostenibile una eliminazione completa o un divieto all’uso dell’amalgama.

“Un adeguato materiale sostitutivo per l’amalgama dentale ancora non esiste”, scrive ANDI ai Ministri. “I ricercatori stanno lavorando a tale scopo ma questo è, per sua natura, un processo lento, che deve essere testato nel corso di molti anni. I materiali alternativi attuali (resine composite) mostrano svantaggi significativi in alcune situazioni in cui l’amalgama dentale può invece garantire la salute orale”.

Ma non è solo un problema di materiale. ANDI evidenza che la messa al bando dell’amalgama dentale innescherebbe sul paziente l’assonanza amalgama uguale pericolo che lo porterebbe a chiedere la rimozione delle otturazioni effettuate con quel materiale.
Se la comunità scientifica ha ampiamente dimostrato come la presenza di amalgama dentale nel cavo orale non sia pericolosa ,al contrario la sua rimozione mette a rischio gli operatori ma anche l’ambiente.
( alcuni passaggi sono ripresi " da ANDI informa")



Cordialità
[#4] dopo  
Dr. Diego Ruffoni
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MOZZO (BG)
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Gentile utente, è corretto che lei si faccia visitare al più presto da un odontoiatra, ma stia tranquillo che non morirà di questo avvelenamento.
[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Ormai l'amalgama non c'è più.
E' venuta via.
Non c'è più, quindi, il piccolissimo, lento e continuo rilascio quotidiano di mercurio da quell'otturazione.

Dovrebbe sentirsi sollevato, non impaurito.

Qui info ragionate sull'argomento: