piede  
 
Utente 413XXX

Cordiali medici di Medicitalia
Buonasera, scrivo per avere un parere riguardo mia madre, per ciò che è accaduto negli ultimi giorni.
Mia madre: 71 anni, circa 22 anni fa ha avuto un ictus cerebrale che l'ha resa invalida (braccio sinistro paralizzato: La gamba sinistra ha ripreso una parziale mobilità). Cardiopatica (almeno due ischemie al cuore circa 20 anni fa) e diabetica da circa 20 anni.
Obesa, circa 95 kg, alta 1,66 cm. Per colpa di tutto l'insieme di patologie oggi è quasi inferma e non più molto lucida.
Prende un gran numero di medicine per la pressione, anticoagulanti, pasticche per la glicemia e insulina 4 volte il giorno.
Nonostante sia diabetica da molti anni, grazie alle nostre cure non ha mai avuto problemi ai piedi. Quindi ammetto che fino ad ieri ignorassi cosa fosse esattamente il piede diabetico.

Durante la scorsa settimana ha cominciato a lamentare un dolore alle dita dei piedi che le impediva di camminare e stare in piedi (cammina molto male, il massimo che riesce a fare è il percorso da una stanza all'altra con bastone o accompagnata a braccetto da uno di noi).
In concomitanza di ciò, nell'arco di un paio di giorni ha avuto un calo spaventoso: persa quasi ogni lucidità, non parlava quasi più, sonnolenza, forte debolezza, glicemia alta, tremori, incapacità di stare non solo in piedi ma incapace persino di stare seduta eretta.
Due gioni fa abbiamo notato che l'alluce del piede sinistro presentava un'unghia incarnita, dolorante e sanguinante.
Ieri, domenica, l'abbiamo portata al pronto soccorso: l'alluce era gonfiato e rosso, l'unghia si è anche sollevata e in parte staccata e sospetto che lei avesse avuto persino la febbre. Dico sospetto poiché lei non ha voluto farsela misurare, ma la sentivo calda.
Al pronto soccorso l'hanno medicata e su loro indicazione abbiamo preso l'appuntamento al centro per il piede diabetico della nostra città.
Mia madre solo dopo due assunzioni di antibiotico prescrittoci al pronto soccorso, l'Augmentin, è come rinata, sebbene nei limiti delle sue condizioni.

Documentandomi meglio sulla patologia del piede diabetico ho capito la serietà della cosa.
Vedendo mia madre migliorare rapidamente sotto cura antibiotica mi fa sospettare che l'inspiegabile grosso calo delle sue condizioni generali dei giorni scorsi fosse causato dall'infezione del dito del piede.
Il dito del piede non presentava pus, ma la ferita trasudava sangue e siero.
Tra due giorni sarà nuovamente medicata al centro del piede diabetico, ma la mia domanda è riguardo la cura antibiotica: sarà sufficiente una cura di 6 giorni (2 al giorno x 6 giorni) visto come l'infezione si è presentata, cioè con un forte calo generale e poi febbre?
Due giorni di attesa per la nuova medicazione sono giusti o è meglio intervenire prima?
Lo chiedo perché leggendo alcuni siti dedicati al piede diabetico ho letto casi drammatici in cui la sola attesa di un paio di giorni ha costretto all'amputazione dell'arto.
Vi ringrazio per la cortese attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Utente, la condizione di Piede Diabetico è una situazione che merita grande attenzione, visto le possibili conseguenze. Averla indirizzata presso centro specializzato è stata la scelta più corretta possibile.
La terapia antibiotica, prescritta per sei giorni, potrà essere allungata, modificata, potenziata o sospesa, in base all'andamento clinico ed alla risposta terapeutica.
Superfluo dire che le glicemie circadiane dovranno essere ben controllate, rimodulando il trattamento insulinico.
Immagino che verrà intrapreso anche un iter diagnostico vascolare che farà luce sulla circolazione arteriosa.
Cordialmente
[#2] dopo  
Utente 413XXX

Iscritto dal 2016
Buonasera,
innanzitutto la ringrazio per la cortese risposta.
Scrivo qui aggiornamenti della situazione, per avere un parere in merito.
Dopo la visita al centro del piede diabetico mia madre ha effettutato un ciclo di antibiotici combinati: Augmentin, in seguito affiancato a levofloxacina, con medicazioni domiciliari due volte a settimana (cioè un infermiere che viene a medicarla a casa).
Nel frattempo le è stato eseguito un tampone per stabilire quale fosse il batterio.
Quellla cura antibiotica visivamente non aveva sortito effetti sul dito, sempre più rosso, mentre a livello di condizioni generali, pur nei limiti delle patologie che mia madre ha, è migliorata molto.
Alla seconda visita la dottoressa ha potuto vedere il risultato del tampone: Pseudomonas a. Che indaganndo in internet ho capito essere un batterio molto resistente.
Sebbene la dottoressa non fosse allarmata ci ha comunque detto che la situazione non è bella e che gli antibiotici assunti fin'ora non avrebbero potuto debellare il batterio.
La cura è stata cambiata con Ciprofloxacina 750 e medicazioni domiciliari tre volte a settimana. Per il momento ha preso il nuovo antibiotico per dieci giorni circa.
Visivamente il dito sembra migliorato e anche a condizioni generali sta sempre e sempre meglio.

Proprio stamattina le sono state fatte radiografie al piede, seguite a ruota dalla terza visita dalla dottoressa.
Questo è il referto: Osteolisi del capo distale della falange distale del 1 dito piede sinistro.
La situazione infettiva locale sostenuta da Pseudomonas a. è sotto controllo con la terapia antibiotica in atto (Ciproxin 750 mg/die)

Per il momento la dottoressa ci ha detto di completare la cura con Ciproxin (arrivare a 15 giorni di cura antibiotica).
Tra due giorni farà l'Ecocolordoppler.
Tuttavia ci ha anche detto dell'eventualità chirurgica, ossia l'amputazione del dito (metà dito, se ho ben capito), a causa della falange "smangiucchiata".
La prossima visita l'avrà il 17.
La dottoressa ci ha detto che tutto sarà deciso da due fattori: i risultati del Doppler e la settimana post cura antibiotica. Se scoperta da antibiotico l'infezione torna avanti, sarà da operare.

In una situazione come questa, in base alla vostra esperienza, la via chirurgica è assolutamente necessaria e inevitabile o la cura antibiotica potrebbe riuscire a debellare tutto senza dover ricorrere all'amputazione?
Vi ringrazio nuovamente per l'attenzione.
[#3] dopo  
Dr. Mario Manunta
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Gentile Utente, ogni situazione ed ogni persona può avere ed ha un decorso che può differire. Non è pertanto possibile darle una "fredda" risposta statistica, perchè le variabili in campo sono tante. Ciò che sta facendo è tutto assolutamente corretto.
La risposta all'antibiotico, il grado di vascolarizzazione, il mantenimento dell'adeguato compenso glicemico, ne esprimeranno la prognosi.
Cordiali Saluti