Utente 908XXX
Buonasera,
nella sera del 18 novembre mio fratello, causa incidente sul lavoro, ha riportato un trauma al 2°, 3°, 4° dito della mano, consistente nello strappo di buona parte del polpastrello delle suddette dita( praticamente un rullo gli ha asportato la parte inferiore delle dita). Al 2°dito è andata via parte della punta dell'unghia, il 4° ha subito uno micro-frattura all'osso.Del resto dal referto non si riscontravano altri danni a unghie e ossa. La mattina seguente da una prima idea di amputazione della 1°falange su 2° e 3° dito, i medici hanno optato per "la minima regolarizzazione del 3°e 4° dito e Bazin sul 2° e sutura". Praticamente gli sono state tagliate le unghie e hanno cercato di ricostruire la parte di dito strappato senza però ricorrere a plastiche prelevate in altre zone!Oggi mio fratello è a casa e la mia domanda è:
corre il rischio di una eventuale amputazione qualora non si riattivi la circolazione nella zona interessata? E' stato fatto tutto il possibile, oppure si poteva agire senza magari tagliare le unghie? Quale sarà la forma delle dita di mio fratello una volta guarite? E' possibile fare una plastica secondaria per migliorare il risultato?Ci sono centri appositi in Campania o in altre zone?

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[#1] dopo  
Dr. Riccardo Busa
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MODENA (MO)
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Egr. Utente,
I traumi da rullo delle dita della mano comportano spesso grave schiacciamento e lacerazione dei tessuti (cute, sottocute, vasi sanguigni, nervi, ossa, ecc.) e pertanto sono spesso devastanti. Gli interventi ricostruttivi devono rimuovere i tessuti devascolarizzati limitando l'accorciamento digitale e cercando di preservare nel modo migliore possibile l'asse, lunghezza, funzionalità ed estetica delle dita coinvolte. Si tratta spesso di interventi delicati e in certi casi è possibile ricorrere a metodi ricostruttivi che utilizzano segmenti di cute vascolarizzata provenienti da zone vicine della mano (lembi "ad isola"). Talvolta tali metodiche non sono applicabili.
Di certo le posso dire che sono possibili trattamenti successivi in grado di migliorare la funzione e l'estetica delle dita coinvolte.
La invito a consultare il sito della Società Italiana di Chirurgia della Mano per trovare le unità operative nella Sua area! Saluti,
[#2] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signore,

concordo pienamente con quanto detto dal collega Busa.
Aggiungo soltanto che, da quel poco che è possibile dedurre da quanto lei descrive circa il trauma, in linea di massima il 2° dito andrebbe lasciato guarire per "seconda intenzione", cioè spontaneamente, procedendo a semplici medicazioni periodiche.
Per quanto riguarda la microfrattura del 4° dito è possibile (va però verificato ovviamente dallo specialista) che non sia necessario alcun trattamento chirurgico, ma una semplice immobilizzazione per un paio si settimane.
Infine, per quanto concerne il dito più traumatizzato e cioè il 3°, che ha subito la perdita di buona parte del polpastrello, bisogna cercare da un lato di preservare quanto più possibile la lunghezza residua del dito stesso (le cosiddette "regolarizzazioni", che troppo spesso si traducono in un vero e proprio accorciamento, vanno proscritte, a meno che non ci siano tessuti assolutamente devitalizzati, cioè necrotici), dall'altro di effettuare l'intervento di ricostruzione plastica il più semplice possibile, il più veloce in termini di esecuzione e di periodo post-operatorio, quello gravato dalla minor incidenza di complicanze.
Anche se i cosiddetti lembi ad isola (in genere prelevati da un dito vicino a quello traumatizzato) sono molto validi, a mio parere, tutte le volte che è possibile è preferibile eseguire un lembo "omodigitale", cioè prelevato in un unico tempo dalla stesso dito colpito, che possa fornire un tessuto ben vascolarizzato e sensibile con le stesse caratteristiche del tessuto perso in seguito al trauma.

Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Utente 908XXX

Iscritto dal 2008
Buongiorno,
la scrivo per chiedere ulteriori spiegazioni in merito.

Dopo le prime medicazione fatte alle dita della mano ci sono delle precisazioni fatte dal chirurgo che ha eseguito l'intervento:
-innanzitutto il Bazin è al 4° dito al quale è stata applicata un'unghia artificiale che dovrà permettere la corretta crescita di quella naturale traumatizzata, per tale motivo rispetto alla mia prima richiesta, sono il 2° e il 3° quelli regolarizzati e maggiormenti colpiti.

Scongiurato il rischio di un'eventuale amputazione alle prime falange, il chirurgo dice che le cose vanno bene così, ma ad una mia richiesta se è il caso di intervenire già adesso con una plastica che possa migliorare l'estetica delle dita, mi è stato risposto che questo intervento sarà fatto solo più in là!
Io chiedo a lei: Sicuro che non sarà tardi dopo?

Inoltre vorrei sapere cosa oggi giorno la chirurgia della mano è in grado di fare in termini di miglioramento da un trauma del genere che per ora ha reso le dita visibilmente più corte e alle quali le unghie le sono state tagliate in fase di operazione?

Ricresceranno le unghie sicuramente?
Le plastiche riescono ad allungarle le dita oltre che a darle un'estetica migliore? E se si di quanto?

Mi scuso delle continue e forse troppe domande, ma non vorrei vivere un domani con il rimorso di non aver fatto tutto il possibile per mio fratello che ha solo 20 anni.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Iscritto dal 2008
Gentile Signore,

sicuramente gli eventuali interventi (eventuali perchè non è detto che debbano necessariamente essere fatti) di plastica dei monconi digitali possono essere fatti in un secondo momento: se il chirurgo che segue suo fratello non ha ritenuto di fare di più fin dall'inizio, probabilmente ritiene che con il tempo la situazione possa migliorare ulteriormente e solo allora si farebbe un bilancio definitivo.
Quando la terza falange (la falange dove è presente l'unghia) è accorciata al punto che il letto ungueale (quella parte su cui poggia l'unghia) risulta anche esso accorciato, talvolta l'unghia può tendere a crescere non diritta come prima, ma leggermente incurvata verso il basso (onicogrifosi); in tale caso, però, il difetto può essere corretto (ma non è detto che si verifichi).
L'allungamento delle dita teoricamente è possibile, ma va attentamente valutata questa eventualità in base all'età, al lavoro, alla psicologia e alle aspettative del paziente.
In sostanza, a parità di danno residuo, non esiste un intervento che va bene per tutti i pazienti (se mi trovo di fronte a un pianista oppure ad un agricoltore, proporrò soluzioni diverse; inoltre va valutato non solo il reale accorciamento del dito, ma anche la sua sensibilità residua, se è dolente o meno, ecc.).
Infine, le unghie ricresceranno sicuramente se il trauma non ha leso irreparabilmente la matrice dell'unghia (non credo che questo si sia verificato dalle poche notizie di cui dispongo): il problema sarà piuttosto, come dicevo proma, vedere con il tempo COME ricresceranno le unghie (incurvate verso il basso ? irregolari ? uniformi ?).

Cordiali saluti.

Dott. Giorgio LECCESE
Chirurgia della Mano e Microchirurgia
Casa di Cura D'Amore (Taranto)